Piazza Affari: un’atroce delusione!

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Mentre le altre Borse crescono …

Exor accarezza il massimo storico che viene ritoccato ancora da Brembo. Bene Unicredit ed Intesa, male le altre. Giù gli assicurativi e gli industriali.

Vedere tutte le altre Borse crescere e la nostra scendere è veramente una tortura. Siamo in un momento d’oro per i mercati azionari che brillano ovunque. E da noi? Un mezzo sfacelo.

Wall Street sta avendo il momento migliore della sua storia, gli indici americani salgono, continuano a salire, non smettono di salire, non c’è mai stato un periodo così florido.

Il Dow Jones, poi, è strabiliante, piovono acquisti senza soluzione di continuità.

E di tutto sto ben di Dio a Piazza Affari non arriva neppure una goccia, anzi si vende. Il nostro derelitto Ftse Mib (-0,69%) termina sul minimo di seduta con un’asta di chiusura letteralmente disastrosa.

Qualche titolo è riuscito a mantenere una freccia verde, il momento magico della galassia Agnelli porta in vetta ai rialzi odierni, e soprattutto ad un soffio dal proprio massimo storico Exor (+1,19%) che fa segnare al fixing 45,87 euro (resiste così il record di 45,93 stabilito il 5 agosto del 2015), la holding beneficia ovviamente dei continui rialzi del titolo Fiat Chrysler (+0,09%).

Il nuovo massimo storico lo ritocca naturalmente Brembo (+0,72%) che porta anche in doppia cifra il guadagno dall’inizio dell’anno.

Piazza d’onore all’incredibile Stmicroelectronics (+1,16%) e completa il podio Unicredit (+1,02%).

Comparto bancario totalmente contrastato, perché oltre ad Unicredit ha terminato con un buon rialzo anche l’altra Big, Intesa Sanpaolo (+0,83%), ma la maglia nera va a Banco BPM (-3,35%) ed hanno fatto segnare forti ribassi anche Bper (-2,55%) ed Ubi Banca (-1,72%).

Dietro-front anche per Unipol (-2,78%) in una giornata negativa per l’intero settore: Generali (-1,87%), UnipolSai (-1,34%) e non riesce a risollevarsi neppure Saipem (-2,66%).

In calo le utilities: A2A (-1,86%), Enel (-1,54%), Terna (-1,02%) ed Italgas (-0,84%), ed il comparto industriale con Prysmian (-1,67%) e Leonardo (-1,59%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro   

 

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