Pomigliano d’Arco. FIOM. Muro contro l’accordo

Giancarlo Marcotti 47 Commenti

La Fiom non fa sconti. Il referendum sull’accordo separato Fiat per Pomigliano d’Arco è "una pistola puntata alla testa". Bisognerà, nonostante il netto dissenso, votare alla consultazione del 22 giugno per non subire "azioni di rappresaglia individuale da parte dell’azienda", ma il risultato del referendum "illegittimo" non sarà in alcun modo vincolante "perché riguardante diritti indisponibili dei lavoratori e delle lavoratrici".

Dall’assemblea di Pomigliano d’Arco i metalmeccanici della confederazione alzano un muro contro l’accordo in un clima difficile e teso per lo stesso sindacato come dimostrano i fischi al rappresentante della Cgil campana, Federico Libertino, dopo che la confederazione regionale e napoletana ha addirittura lanciato un appello a votare sì. Gli operai appaiono frastornati, divisi, mentre c’é chi giura che "sarà guerra" se la fabbrica chiuderà. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia giudica incredibile il no all’intesa da parte della Fiom "soprattutto ‘davanti ad una azienda che va contro la storia, prende produzioni dalla Polonia e le riporta in Italia, investe 700 milioni di euro”. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, si concentra sulla partecipazione dei lavoratori al referendum sostenendo che "è importante che siano coinvolti e partecipino. Ad occhio e croce credo che andranno a votare e ad occhio e croce credo che diranno sì. Per la Cgil è un sì all’occupazione, sì al lavoro, sì all’investimento".

E rispetto alle posizioni assunte dalla categoria "tocca alla Fiom decidere cosa fare. E’ corretto però che dica che ci sono materie non disponibili ai referendum. Allo stesso modo è altrettanto importante che i lavoratori partecipino alle consultazioni". Per il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, "la Costituzione non si aggira con un accordo" e si riferisce al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. "Non credo che nessuno, nemmeno la Fiat o Sacconi, possa pensare che un diritto costituzionale sia aggirabile da un accordo. Non abbocchiamo all’amo di chi ce la racconta così. Sacconi dice che vede un grande orizzonte fatto di deroghe ad ogni livello. Se lo sogna. La Costituzione non è derogabile". Il responsabile del Lavoro, dal canto suo, si dice convinto "che i lavoratori hanno ben capito, sono persone concrete e, pertanto, non potranno non valutare la concretezza di questa convenienza".

Secondo il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, non ci sono alternative all’intesa. Usano parole dure gli uomini Fiom, con un fronte esterno ed uno interno. Contro la Fiat, con il segretario generale Maurizio Landini, che usa termini come "ricatto", e bolla il referendum come "una minaccia: è come se uno ti puntasse la pistola alla testa e ti dicesse, se dici sì va bene, se dici no, sparo". Ma l’assemblea degli iscritti apre lacerazioni nello stesso sindacato. Fischi hanno accolto l’intervento di Federico Libertino, componente della segreteria regionale, che ha invitato i lavoratori ad andare a votare "secondo coscienza, ma di andare a votare per difendere l’investimento e l’occupazione. Dopo, insieme alla Fiom, siamo pronti ad una lotta per difendere il lavoro a tutti i tavoli".

Maurizio Mascoli, della segreteria regionale Fiom, sottolinea invece che "lo statuto della Cgil e della Fiom – ha proseguito – stabilisce che non si può sottoscrivere alcun accordo che leda i diritti indisponibili dei lavoratori". Ed anzi, se la struttura sindacale dovesse farlo, è sottoponibile anche al commissariamento. Detto questo è impensabile che la Fiom dia un’indicazione al voto, perché il referendum è illegittimo, e avrebbe dovuto fare lo stesso anche la Cgil, mentre oggi abbiamo assistito non solo all’invito al voto, ma addirittura ad un’indicazione al sì per l’accordo". ( Fonte: americaoggi.info)

Redazioneonline- Osservatorio Nazionale

  • FABIO

    Bello l’accordo della Fiat: sembrano le regole dettate a Dachau. I dirigenti pensano solo ai loro profitti: gli operai possono andarsene quando vogliono, tanto di questi tempi ce ne sono a migliaia in fila disposti ad accettare queste regole vessatorie per un pezzo di pane.
    Che vergogna…. dopo tutti gli aiuti che lo Stato Italiano ha dato alla Fiat quando era in difficoltà…. Se la Fiat si comporta così c’è solo da sperare che gli affari gli vadano male all’Estero, così prima o poi ritorna a casa con i suoi stabilimenti.

  • LUCA

    Marchionne vergognati !!!!
    La Tua azienda è ancora viva grazie al popolo Italiano,ricordatelo,altrimenti sarebbe morta da decenni.

  • MANOLA

    Sono solidale con gli operai della Fiat.
    Speriamo che si mettano d’accordo perchè moltissime famiglie sono sulla strada. A proposito, le regole dettate sono fasciste e non sono concepibili nel 2010.
    La schiavitù è stata abolita da tanto tempo…. Signor Marchionne.

  • Francesco

    La Fiat fa quel che vuole , e intanto il Governo pensa alle p*****e che si è scopato e a fare i c***i propri.
    Ma arriviamo presto alla resa dei conti….abbiate fede.

  • Isacco

    Sta arrivando l’ora anche per Berlusconi di andarsene a casa. Ha rovinato troppo l’Italia. E’ finita caro Silvio.Sempre più gente non Ti vuole più. Che fortuna!!!

  • Mario

    ecco, questi 5 post soprastanti sono il segno che, in Italia, gli elettori che si esprimono in questo modo, sono senza cervello; è una diagnosi, non è un’offesa.
    Mi spiego: la Fiat ha ricevuto gli aiuti che la politica corrotta o “di parte” o sorretta da giornali sindacalizzati di allora, 40-30-20 anni fa (Prodi compreso, EX dirigente IRI)aveva dato in nome del popolo italiano.
    I nuovi dipendenti della Fiat al Sud, assunti da una Proprietà con velleità manifatturiere, sapevano bene o si illudevano che prima o poi l’elettorato si sarebbe accorto dell’inganno.
    Per favore meditate su questo che affermo, andate a fondo se è o non è una balla: la Panda è venduta a Euro 11/kg mentre la Yaris a Euro 9/kg.
    Che modello, secondo voi, predilige il mercato?

  • FABIO

    Caro Amico Mario,Sono Fabio il n.1 della lista. Il Tuo ragionamento fila solo per la prima parte, poi mi è incomprensibile.
    Mi spieghi che c’entra il paragone Panda- Yaris ? Non ho mai sentito una persona entrare in una Concessionaria e chidere il prezzo di un’auto al kg. Non si tratta di pomodori o patate, ma di un investimento durevole e impegnativo.
    Nella scelta di un’auto incide molto il gusto personale,il rapporto qualità prezzo, l’uso che ne devi fare, la somma che puoi spendere,ecc.
    Comunque con o senza cervello io preferisco la Panda. Non sò che lavoro fai, ma i nostri padri hanno lottato tutta la vita per ottenere dei diritti sacrosanti e inalienabili, non commerciabili, che ora la Fiat (caso unico in Italia negli ultimi 30-40 anni)stà mettendo in discussione.
    I diritti acquisiti non sono negoziabili in un Paese democratico e civile.
    Ti pare? Se questo succede ci troviamo in un Regime e non più in uno STATO DEMOCRATICO.

  • Mario

    Caro Amico Fabio, cavolo, forse è la prima volta che uno che la pensa come te, mostra di voler capire più a fondo un problema, anche cercando di ascoltare uno come me, diciamo, uno che non va con la corrente.
    Cerco di sintetizzare ma è impossibile, in poche righe, dimostrarti che sbagli a pensare così. Ci provo.
    Circa l’acquisto della macchina a kg,il prezzo/kg non me l’ha riferito nessuno, è un semplice ragionamento che si fa come quando si compra il cibo, per esempio.
    Non dirmi che neanche nel cibo non incide il gusto personale, ma comunque uno cerca di capire cosa compra, partendo da dati oggettivi, come il peso.
    Ogni macchina è fatta di acciaio e di plastica.
    L’acciaio costa circa 1,3 euro/kg, la plastica costa circa dai 3 ai 5 euro al kg, dipende se è PVC, Plexiglass, policarbonato, o altre resine.
    Bene. visto che siamo poveri, che siamo ai bordi, se non dentro, un tracollo finanziario mondiale,uno che compra un’utilitaria non è che, secondo me, dovrebbe fare tanto lo schizzinoso, e quindi, dovrebbe far fruttare i propri soldi al meglio, non al peggio.
    Bene,come promesso ti faccio i conti della serva: la Panda pesa circa 870 kg e costa circa 10000 euro.(euro 11,3/kg).
    La yaris pesa 1050kg e costa circa 9000 euro.(8,9 euro/kg)
    Aggiungi che la Panda esce per 4 posti e la Yaris per 5 e che ha l’aria condizionata nel prezzo.
    Prova poi a sederti sul sedile posteriore di tutte due, poi dimmi.
    Sulla garanzia la Toyota dà o tre anni totale, o 100000km.
    Non ti devo convincere, ma io che acquisto materia prima correntemente, sono pagato per comprare al meglio, non al peggio.
    Per giunta, ripeto, quando la barca fa acqua, non bisogna badare tanto per il sottile sui gusti, altrimenti vuol dire che allora non siamo poi così derelitti, allora ci lamentiamo per niente ma vogliamo ostinarci a comprare al peggio.
    Se ci metti troppi personalismi anche nel comprare un’auto e poco pragmatismo, si rischia di diventare preda di irrazionalità.
    Io compro un’auto in base alle esigenze, ma anche alla scheda tecnica; così come quando compro un computer, ciò che vale, è il processore, la RAM, il disco rigido, la scheda video, ecc, ecc; solo per ultimo viene l’involucro.
    Gli italiani, il governo,molta della nostra società, ha sempre pensato che la Fiat creasse lavoro e salvezza per la nazione.
    Dimmi sinceramente come fa ad essere tutte queste cose se, per esempio, la Fiat non ha concorrenti in Italia.
    La Fiat è sola a produrre auto in Italia, ha il”monopolio”.
    Come fa una ditta a essere concorrenziale se non ha concorrenza o se l’ha eliminata andando a braccetto coi politici che hanno avallato il suo piano industriale?
    Non sai che ogni stabilimento al sud se l’è costruito con l’aiuto dello stato elargito dai politici di allora che presero risorse di noi contribuenti
    negli anni di vacche grasse? L’origine di ciascuna di queste fabbriche fuori dall’area torinese si collega a un big della Dc e ha fruito della mammella della Repubblica.
    Per Cassino, si tratta di Andreotti, e della Cassa del Mezzogiorno; per Termoli in Molise, aperta nel 1960, si tratta di Remo Gaspari, allora ministro dei Trasporti, detto nella sua area Zio Remo; per Melfi, aperta nel 1989, di De Mita e della Agenzia per il Mezzogiorno.
    E per Pomigliano d’Arco si tratta di Prodi, presidente dell’Iri, che per la privatizzazione preferì Fiat a Ford.
    Caro Fabio, la storia è lunga, tu sicuramente sei giovane, bisogna averla vissuta e non basta, visto che parecchi adulti se la sono dimenticata o comodo, o per dabbenaggine.
    Per i diritti degli operai di cui parli, rimando ad un altro post, sempre se vuoi scambiare ancora quattro parole.Ciao.

  • Giancarlo Marcotti – Finanza In Chiaro.

    Carissimo Fabio,
    non so quanti anni abbia Lei, ma da come si esprime ne deduco sia abbastanza giovane.
    Vede, la frase “i diritti acquisiti non sono negoziabili in un Paese democratico e civile”, perdoni la franchezza, ma è una sciocchezza.
    Glielo motivo con un esempio.
    Fino a pochi anni in Italia fa le dipendenti pubbliche potevano andare in pensione con 15 anni 6 mesi e 1 giorno di anzianità di lavoro.
    Ho visto frotte di infermiere andare in pensione a 31 anni!!! Avevano cominciato a lavorare a 15 anni e, come detto, dopo 15 anni, 6 mesi e 1 giorno andavano in pensione.
    Queste persone prendono circa 1.000 euro di pensione al mese, ma per quello che hanno versato di contributi è un’enormità, visto che mediamente percepiranno questo emolumento per 55 anni.
    E chi glielo paga?
    Io, Mario, Lei (se lavora) e tutti quelli che pagano le tasse e versano contributi.
    Se questo non le sembra ancora assurdo le aggiungo che la stragrande maggioranza di queste infermiere che a 31 anni andavano in pensione lo facevano perchè non avevano più la necessità di lavorare in quanto, nel frattempo, avevano sposato una persona benestante, o un medico conosciuto in ospedale o un industrialotto che aveva fatto fortuna.
    Per cui questi mille euro che mensilmente percepiscono servono per andare dall’estetista, visto che adesso sono sulla cinquantina.
    Ora caro Fabio, dovremmo tenerci ancora una situazione così nefasta perchè era un diritto acquisito?
    Spero che anche Lei risponda no!

  • Redazione

    L’investimento della Fiat a Pomigliano è in dubbio.

    “La Fiat non è riuscita a ottenere il sostegno che avrebbe desiderato dagli operai di Pomigliano per mettere in atto un piano che prevedeva di spostare la produzione della Panda dalla Polonia alla Campania”, scrive il Financial Times.

    “Ora l’investimento promesso da Fiat da 700 milioni di euro è a rischio. I vertici dell’azienda sostengono che è molto difficile andare avanti con i piani di sviluppo – che prevedevano condizioni di lavoro più dure per gli operai – ma proveranno lo stesso a salvare lo stabilimento di Pomigliano dalla chiusura”.

    Fonte: Internazionale.it – 24 giugno 2010

  • Mario

    chi investe 700 milioni col 36% degli addetti che non sono d’accordo?
    delle due l’una: o chi investe è un pir.la, o la Panda che produrrà costerà il 15-20%in più del valore di mercato; ma questo avviene già, e allora?

  • FABIO

    Rispondo brevemente al Sig. Giancarlo Marcotti e parzialmente al mio Amico Mario.
    Premetto che non sono tanto giovane, in quanto ho 43 anni compiuti.
    Forse mi sono espresso male, ma parlando di “diritti acquisiti” intendevo esclusivamente il diritto di sciopero e una giusta copertura sindacale.
    Ma l’avete letto l’Accordo della Fiat ? : non siamo mica in Cina!!! E’ un ricatto bello e buono. Un accordo si fa tra 2 parti non fra una sola che impone e basta.
    Dov’è finito il rispetto e la dignità umana? Parliamo sempre di persone non di bestie; queste persone hanno dei diritti fondamentali che non sono violabili per nessun motivo o pretesto. Questa è una forma di razzismio/fascismo.
    Trovo anzi che questo sia un episodio molto grave che non ha precedenti in Italia e che dovrebbe suscitare l’indignazione di tutti i lavoratori, non solo dei metalmeccanici.
    L’uso di strumenti leciti in modo illecito non dovrebbe essere mai concesso in uno stato di diritto!!
    Con questo non voglio certo giustificare gli assenteisti e i furbi, che vanno tolti come le mele marce.
    Se i politici e gli amministratori Fiat per errore o per fare i propri interessi hanno rovinato l’azienda e l’Italia, non si può chiedere di pagare il conto sempre agli stessi….. cioè agli operai di tutta la Nazione.
    E poi con questa vicenda si è creato un precedente a cui in futuro molte aziende potrebbero appellarsi, con risultati nefasti per tutti…
    D’altra parte sono pienamente d’accordo col Sig. Marcotti sul caso delle pensioni a 15 anni di lavoro : queste costituiscono una vergogna e non certamente un diritto acquisito intoccabile!!!!
    Spero di esser stato abbastanza chiaro e che almeno su questo siamo d’accordo.
    Saluti. Fabio.

  • Lucia

    Bravo Fabio. Sei forte!!! Anch’io la penso come te.

  • Federico

    Ha ragione Fabio. Se i lavoratori si fermano, si ferma l’Italia,e questo è stato già dimostrato in passato.

  • Marinella

    Caro Fabio, ma Tu lavori alla Fiat di Pomigliano? Io credo di si. Comunque hai ragione.

  • GIANFRANCO

    w FABIO !!!

  • MATTEO

    X FABIO : SE CHIUDE POMIGLIANO,TI PIGLIO IO A LAVORARE.
    MATTEO.

  • Stefano

    L’accordo Fiat tende solo a sopraffare qualcuno non a trovare una soluzione per il futuro dell’azienda.
    Ma il Governo in Italia esiste ancora ? E ora che serve, dov’è?; a guardare la partita dell’Italia?

  • Enore

    La Fiat: «Lavoreremo con chi ha firmato. Impossibile collaborare con chi ci ostacola in modo pretestuoso».
    Le auto le montano i lavoratori, non chi ha firmato!!! Svegliatevi dal sonno profondo.Senza lavoratori, niente auto. Capito?

  • Leonardo

    I lavoratori di Pomigliano sono stati ricattati per bene. Che vergogna!!!!!
    Tutto il mondo ci ride. Ma li leggete i giornali esteri su internet ???
    Povera Italia

  • Claudio

    PER CHI SA IL FRANCESE, TRATTO DA LE MONDE: Fiat a par ailleurs décidé de ne pas payer l’indemnité maladie à sa charge en cas d’absentéisme jugé “anormal” et de prendre des sanctions allant jusqu’au licenciement en cas de non-respect de l’accord.
    BELLA FIGURA IN FRANCIA PER L’ ACCORDO UNILATERALE FIAT…..
    TUTTO IL MONDO RIDE DI COSA STA’ SUCCEDENDO IN ITALIA, NON IN INDIA O CINA,IN ITALIA SCRIVONO I GIORNALI.
    RIPETO IN ITALIA.
    Ma tanto ci distraggono con la prtita tra poco….

  • FIORENZO

    LA FIAT ORA NON SA CHE PESCI PIGLIARE.
    ASPETTA CHE INTERVENGA IL GOVERNO ???…..

  • MAURO

    BEL DIBATTITO SI E’ APERTO SU POMIGLIANO.
    SONO CONTENTO CHE SU UN SITO SI POSSA ANCORA DIRE QUELLO CHE SI PENSA.
    ANCHE SE SERVIRA’ MOLTO POCO.

  • Silvana

    E basta, una soluzione la troveranno.
    E’ diventato un caso nazionale ?

  • MAURO

    BEL DIBATTITO SI E’ APERTO SU POMIGLIANO.
    SONO CONTENTO CHE SU UN SITO SI POSSA ANCORA DIRE QUELLO CHE SI PENSA.
    ANCHE SE SERVIRA’ MOLTO POCO.

  • Emiliano

    Siamo tutti d’accordo con Fabio il n.1 che ha aperto il dibattito, proseguendo poi al n.7 e al n.12.
    BRAVO FABIO.

  • Prof. Zaccaria.

    “ACCORDO” DAL VOCABOLARIO ZINGARELLI: 1)Incontro di più volontà per costituire o estinguere un rapporto giuridico.
    2)Conformità di opinioni o intenzioni.
    DAL VOCABOLARIO DI ITALIANO EMERGE CHE QUELLO DELLA FIAT NON E’ UN’ACCORDO, PIUTTOSTO UNA COSTRIZIONE O QUALCOSA DEL GENERE.

  • Prof. Cossio Marco

    IMPOSIZIONE = AZIONE DELL’IMPORRRE :Far valere la propria autorità.
    Far sì che qlcu. rispetti un proprio ordine; comandare qlco. a qlcu.: i. la propria volontà ai figli; in situazioni tipiche anche con l’arg. indiretto sottinteso: il vincitore impose dure condizioni di pace; l’arg. diretto può essere espresso da frase (introd. da di): non impormi di fare ciò; fare osservare una legge o assegnare una tassa, perlopiù con l’arg. indiretto sottinteso, in riferimento a un uso generalizzato: il governo imporrà nuove tasse

  • Paolo, Docente di Diritto.

    Allora, se non è un Accordo si può impugnare? Certo. Povera Fiat, in che mani è finita. Ora ci saranno pure grane legali per ciò che ha combinato, se qualcuno farà ricorso alla Magistratura.

  • Cristiano

    Volete dire che si può ancora annullare questa specie di accordo?

  • Di Pietro (non quello famoso dell’IDV)

    Tutto è ancora possibile fare se si riesce a dimostrare che non è fatto secondo la legge. E questo non mi pare difficile da dimostrare…..
    Stai tranquillo.

  • Mario

    Qualcuno mi sa dire se si può fare una class-action contro la Fiat ?

  • Dott. Cirillo Matteo

    Scordatelo. Noi non siamo mica un Paese normale. Anche nei Paesi del terzo mondo si può fare la class-action,ma in Italia no, perchè va contro gli interessi del Governo e della Cricca.

  • Emanuele

    BELLE NUOVE !!!!!!!!!!!!
    TRATTO DALLA REPUBBLICA :Protesta a Termini Imerese durante la partita.
    ROMA – Alla luce dell’esito del voto dei lavoratori sull’accordo sindacale per la Fiat di Pomigliano, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, si dice ancora convinto che verrà seguito il percorso ipotizzato tra le parti favorevoli all’intesa. Improbabile, invece, secondo il ministro, l’ipotesi della creazione da parte di Fiat di una nuova società che impieghi solo chi si impegna a rispettare l’accordo. Sacconi esclude poi l’eventualità che la nuova Panda non sia prodotta nello stabilimento campano. “No, assolutamente no, non ne vedo la ragione”, ha detto riguardo all’ipotesi di lasciare la produzione della Panda all’estero 2. “C’è la conferma del percorso ipotizzato”, ha spiegato, precisando che saranno “le parti firmatarie del contratto a verificare i vari passaggi” per l’attuazione del piano.

    Intanto c’è un nuovo ricorso alla cassa integrazione allo stabilimento Fiat di Termini Imerese. Da oggi i cancelli rimarranno chiusi fino a martedì prossimo. I lavoratori, secondo quanto ha comunicato l’azienda ai delegati sindacali, una volta rientrati in fabbrica il 30 giugno, lavoreranno sino al 23 luglio. Poi, dal 26, scatterà l’ultima settimana di cassa integrazione prima del fermo estivo di agosto quando gli operai saranno in ferie come nel resto degli stabilimenti del gruppo di Torino.

    E questo pomeriggio nuova protesta davanti ai cancelli, indetta da Fiom, Fim e Uilm ancora una volta contro le scelte e le parole dell’amministratore delegato Sergio Marchionne che li ha accusati di avere scioperato lo scorso 14 giugno per assistere alla partita Italia-Paraguay. Così, in concomitanza di Italia-Slovacchia, manifesteranno con un provocatorio striscione: “Gioca L’Italia, noi vorremmo lavorare, ma c’è la cassa integrazione”. “Saremo tutti davanti allo stabilimento e la partita non la vedremo”, dice Vincenzo Comella della Uilm. Per la fabbrica di Termini il destino è segnato: il Lingotto toglierà le insegne a fine 2011. Sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico diverse soluzioni, attorno alle quali, però, accusano operai e sindacati, c’è ancora troppa incertezza.

    (24 giugno 2010) © Riproduzione riservata

  • ….

    Marchionne pensa a quello che fai e che dici.
    Un tuo servo.

  • Magistrato.

    Non poteva andare diversamente. Di fronte al ricatto se non lavorare o servire non c’è possibilità di scelta, soprattutto in un territorio dove l’occupazione è occasione rara o merce di scambio fra politica corrotta e camorra. Soprattutto in un territorio dove le clientele e il lavoro nero sono le forme principali in cui si realizza, tristemente, l’art.1 della Costituzione. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. No, l’Italia DOVREBBE essere una Repubblica fondata sul lavoro. Il referendum sull’accordo in merito allo stabilimento di Pomigliano d’Arco -che la Fiat ha imposto come una vera e propria estorsione- ha visto un’elevata partecipazione di lavoratori. Una partecipazione che rispecchia ed esprime la grandezza di una paura: finire disoccupati, perdere la certezza di un impiego, schiavo ma pur sempre un impiego. Meglio allora rinunciare ai proprio diritti stabiliti dalla Costituzione (sciopero fra tutti), meglio dunque accettare la distruzione del Contratto nazionale e dello Statuto dei lavoratori. E’ comprensibile, non si possono biasimare. Può essere invece condannata quella parte della politica e del sindacato che si è piegata al diktat di Marchionne e della Confindustria, la quale già lo incorona valoroso pioniere che ha realizzato il sogno di vedere andare in pezzi la contrattazione, la rappresentanza del lavoro, i diritti dell’occupazione. Dieci, cento, mille Pomigliano in tutta Italia: questo è lo slogan di viale dell’Astronomia, questo è ciò che si prospetta. E’ il trionfo del “mani libere” padronale, con il placet del Governo che vede nell’attuazione della Costituzione e nel rispetto del sindacato soltanto ferri vecchi da consegnare alla storia del Novecento. Una storia che deve tramontare in parallelo al sorgere dell’epoca nuova del capitalismo rampante. Quanti distinguo un po’ ipocriti e superflui anche da parte di alcuni esponenti delle forze riformiste e democratiche. Quanti nel Pd hanno comunque richiesto agli operai di accettare l’estorsione della Fiat? Dicevano e dicono: si all’accordo perché Pomigliano non può chiudere, troppe vite compromesse, troppo dramma sociale. Poi la loro specifica: ma attenzione a non trasformare questa intesa in apripista di un modello da esportare in tutto il paese, fabbrica dopo fabbrica, lavoratore dopo lavoratore. Ma Pomigliano è già un modello da diffondere, lo è sempre stato fin dall’inizio e lo hanno già annunciato i vari Sacconi e Marcegaglia. Potevano nel Pd non saperlo o non volerlo vedere? Forse, purtroppo, questo capitalismo rampante, che ufficialmente odia le regole e mal sopporta le leggi, suscita un’attrazione fin troppo bypartisan. Bene. Il dio mercato vince, il dio dumping sociale si impone. Operai italiani contro operai polacchi in una guerra globale fra “poveri”. Questa è la strada? Si dice qualcosa di blasfemo se si ricorda che questo stesso modello sta tracollando sotto i colpi di una crisi unica nel suo genere? Si compie eresia se si avanza l’ipotesi che forse andrebbe rivisto? E mentre i “ricattati” di Pomigliano scelgono di dire si, in una modalità tutt’altro che plebiscitaria (il 35,5% ha votato contro l’intesa, il 65,5% a favore), la Fiat già lascia circolare la minaccia del tradimento. Piano C, si chiama. Fare una nuova società (newco), riassorbire ex novo i lavoratori, applicare l’intesa votata: il tutto completamente liberi nell’abuso, in deroga a leggi e contratti esistenti, in violazione della Carta. Ulteriore vittoria della rapacità aziendale. Altra sconfitta per il lavoro. Il mancato voto plebiscitario da parte degli operai intimorisce quello che fu il socialdemocratico imprenditore. Dice che tratta soltanto con i sindacati firmatari dell’intesa, di fatto minaccia il pungo duro. Ancora una volta. Mentre la Fiom chiede la riapertura di un tavolo di confronto, in verità mai attuato, per discutere il futuro dello stabilimento. Fermo restando il rispetto della Costituzione e del Contratto nazionale. In fabbrica il 35,5% ha detto no dando fiducia alla Fiom: non è una minuzia. E l’intesa stessa resta esposta ai ricorsi presso la Corte Costituzionale. Che farà la Fiat? Accetterà di sottomettersi alla legge e alla Costituzione? Resta comunque una certezza: il caso campano sarà uno spartiacque. Speriamo di non dover dire (ma è speranza flebile): benvenuti nell’epoca storica di Pomigliano, dove chi resiste difendendo i suoi diritti di lavoratore è reazionario, mentre chi violenta la legge per i suoi interessi è, invece, un grande capitalista salvatore della patria. E chi assiste quasi soddisfatto? Un politico moderno, al passo con i tempi, globalizzato e globalista. Luigi de Magistris

  • E’ la Fiat che si è iscritta ai sindacati o i sindacati che si sono iscritti alla Fiat?
    “Faccio parte di un direttivo CISL e provo vergogna per Pomigliano, un vile ricatto della dirigenza FIAT avallato dai sindacati. E’ evidentissima la collusione tra i nostri vertici con il padronato e una fetta di governo. Se fossero dei veri leader, Bonanni e Angeletti, dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza (bisogna anche averla…) e chiedersi da dove vengono i soldi del loro stipendio, dai lavoratori tesserati o da Confindustria? Perché fanno la figura dei conigli e abbassano le orecchie a ogni proposta di governo e Confindustria? L’orgoglio e gli ideali sindacali dove sono? Perché anni fa, se Che Guevara aveva mal di pancia si scendeva in piazza e oggi, se si buttano in strada gli operai si resta zitti senza far nulla? Perché non scendere in piazza e gridare in faccia a Marchionne, che se delocalizza le sue fabbriche altrove, noi Italiani TUTTI, le sue c***o di FIAT non le compriamo più? Ma per un’azione così bisogna essere uomini veri e dimostrare che sotto i pantaloni c’è qualcosa. Il sindacato oggi è quasi morto, la cassa è già pronta e lentamente si stanno scavando la fossa… Meno credibilità avranno e meno iscritti ci saranno, uno stillicidio che porterà il sindacato a essere la rappresentanza di ‘nessuno’.”

  • GIOVANNI BATTISTA

    Bravo Sig.FIRMIN, LEI E’ UN UOMO CON I COGLIONI: CE NE FOSSE DI GENTE COME LEI
    X SISTEMARE QUESTA ITALIA ALLA SFASCIO.

  • Marchionne pensa a quello che fai e che dici.
    Un tuo servo.

  • Luca-Marco-Maria-Adriano-Eleonora,ecc,ecc

    ABBIAMO VOTATO SI PERCHE’ ABBIAMO BISOGNO DELLA BUSTA PAGA PERCHE’ ABBIAMO FAMIGLIA,MA IN VITA NOSTRA NON ABBIAMO MAI SUBITO UN RICATTO COSI’.
    I SERVI DI MARCHIONNE.

  • A-F-L-C-V-ecc,ecc,ecc,ecc,ecc,

    500 DIPENDENTI : VEDI SOPRA.
    NON ABBIAMO PAROLE.

  • Lucio Bersani

    MARCHIONNE VERGOGNATI : TUTTA ITALIA TI ODIA, TRANNE LA CRICCA OVVIAMENTE.
    IL NUOVO TIRANNO : MARCHIONNE (LA FINE DELLA FIAT)

  • Dott. Antonutti Angelo

    MARCHIONNE SI COMPORTA COME LA MAFIA.
    CHE VERGOGNA. E QUESTO SAREBBE L’AMMINISTRATORE DELLA FIAT ? DURERA’ POCO O LUI O LA FIAT.

  • ……..

    POMIGLIANO MUORE. IL GOVERNO RIDE.
    MA PRESTO RIDEREMO ANCHE NOI, APPENA CADRA’
    QUESTO GOVERNO DI LADRI.

  • Caporale Loris (Udine)

    BRAVO. IL GOVERNO CE L’HA DURA A SOPRAVVIVERE. PRESTO LE ELEZIONI…..
    CORTEI SI STANNO ORGANIZZANDO IN TUTTA ITALIA. VEDREMO COSA SUCCEDERA’ QUANDO QUASI TUTTI I LAVORATORI SI FERMERANNO….

  • ulisse

    Frode brevettali. La tecnologia ibrida doppia frizione con motore elettrico nel mezzo è stata “mutuata” da un brevetto che la Fiat non ha mai voluto acquistare, ma soltanto spudoratamente copiare. Invito e visitare il mio blog dove “vitalità” e disinvoltura dei progettisti Fiat appaiono in piena evidenza: http://propulsoreibridosimbiotico.blogspot.com/ Chiunque abbia a cuore una onesta etica industriale in difesa della proprietà intellettuale conosca la storia raccontata nel mio blog. Se le industrie possono permettersi impunemente di copiare le idee, in quanto per difenderle occorrono cause costosissime, a cosa servono i brevetti? Come possono i nostri giovani trovare coraggio intellettuale se i potentati economici schiacciano i diritti dei singoli? Se vi accingete a richiedere un brevetto oppure proporlo ad un’azienda, la mia esperienza con la Fiat può esservi utile per muovervi con migliore circospezione. Ulisse Di Bartolomei

  • Ulisse Di Bartolomei

    Il commento è obsoleto. La circostanza menzionata non esiste più e neppure la FIAT, riciclatasi in USA per la felicità dei contribuenti a stelle e strisce..

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