Positiva la giornata di Borsa, ma l’Europa non si esalta

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Dow Jones oltre quota 25.000 punti

Bene Leonardo dopo l’annuncio di una commessa. Riparte Ferrari, Nuovo record per Finecobank. Non c’è limite alla discesa per Telecom Italia. 

Il crollo dello yen fa volare la Borsa giapponese, ma l’eccellente seduta del Nikkei (+1,9%) rimane un miraggio per le Piazze del Vecchio Continente. L’Europa è molto più prudente e conclude l’ottava con guadagni molto più contenuti. Francoforte (+0,4%), Parigi (+0,4%) e Londra (+0,1%) han fatto registrare rialzi non superiori al mezzo punto percentuale.

Potremmo dire che si è trattato di una seduta di consolidamento, senza particolari sussulti, tuttavia a New York, almeno dal punto di vista psicologico, la giornata di Borsa potrebbe risultare decisamente importante, il Dow Jones, dopo un mese, è risalito sopra quota 25.000 punti, un livello di straordinaria importanza.

Piazza Affari non si è discostata molto dal resto d’Europa, una seduta sempre al di sopra della linea della parità, ma quota 22.000 punti non è mai stata attaccata con decisione (max 21.962,24 punti).

Il Ftse Mib (+0,47%) ha beneficiato della buona vena di Leonardo (+4,53%) che atterra su quota 9 euro tondi tondi dopo l’annuncio della firma di un contratto con la Guardia di Finanza per la fornitura di un ATR 72MP.

Da segnalare anche il nuovo balzo di Ferrari (+3,20%) che, dopo aver consolidato nei giorni scorsi quota 115 euro, si è lanciata nuovamente verso i massimi storici stabiliti lo scorso mese.

Seduta decisamente brillante per Atlantia (+2,50%) che rimane tuttavia un titolo eccessivamente volatile.

Consolidata quota 37 euro Moncler (+2,17%) ha superato nuovamente l’asticella posta a quota 39 euro dando un segnale di forza per molti inaspettato.

Seduta contrastata per i titoli del risparmio gestito, rimbalza Banca Mediolanum (+2,02%) mentre terminano ancora sotto la linea della parità Banca Generali (-0,37%) ed Azimut (-0,50%), ma la palma di titolo del giorno spetta di diritto a Finecobank (+0,74%) che facendo segnare al fixing 10,205 euro ritocca il proprio record storico.

Termina contrastato anche il comparto bancario, ai guadagni di Mediobanca (+1,33%), Ubi Banca (+1,32%) ed Intesa Sanpaolo (+0,59%) fanno da contraltare i cali di Banco BPM (-0,22%), Unicredit (-0,33%) e Bper Banca (-0,58%).  

Ennesima maglia nera per Telecom Italia (-1,30%) che in intraday è sceso fino a toccare quota 0,6016 euro, un valore che ci fa tornare al settembre del 2013.

Non ha potuto evitare le vendite Saipem (-1,21%) e le prese di beneficio hanno penalizzato Campari (-0,82%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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