Rendite finanziarie, nessun aumento anche per titoli dello Stato esteri

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Non solo per i Bot, Cct e Btp non è aumentata l’imposta, ma anche per i titoli dello Stato esteri che fanno parte della cosiddetta White list.

Si può anche azzerare il rischio cambio convogliando l’investimento su emissioni in euro, o limitarlo con quelle in dollari.

Naturalmente, però, per avere i rendimenti più interessanti occorre orientarsi verso Stati che vengono considerati più rischiosi.

TASSA RENDITE – Considerato che con l’aumento dell’imposta sulle rendite finanziarie la caccia ai rendimenti diventa sempre più difficile per il risparmiatore, oltre ai conti correnti e sui conti deposito, solo i titoli di stato non subiranno aumenti al prelievo fiscale (che resterà al 12,5%). Ma anche qui facendo la conta di Bot e Btp i rendimenti sono assai magri, addirittura in negativo per le scadenze a breve termine. Dove guardare quindi?

FISCALITA’ PRIVILEGIATA – Scartate anche le obbligazioni bancarie, anch’esse tagliate fiscalmente al 26%, tra le alternative, scrive InvestireOggi, restano al momento solo le obbligazioni sovrane emesse dai paesi stranieri a fiscalità privilegiata, appartenenti alla cosi detta “white list”, per i quali esistono accordi di libero scambio di informazioni fiscali.

PAESI WHITE LIST – Gli interessi delle obbligazioni sovrane emesse da questi stati restano, per legge, assoggettabili al prelievo fiscale del 12,5%, come per i Btp italiani. Quindi, sconfinando, è ancora possibile ottenere rendimenti netti in grado di battere l’inflazione e anche di guadagnare qualcosa, magari investendo in titoli di stato in valuta.

Così è possibile ottenere ancora dei rendimenti intorno al 6% investendo, senza troppi rischi, nelle obbligazioni in euro della Repubblica di Cipro o in quelle in dollari emesse dalla Russia con scadenza 2018.

Una delle più interessanti, al momento, è l’obbligazione in euro da 300 milioni emessa dalla Repubblica d’Albania nel 2010 (Isin XS0554792670) che offre una cedola del 7,50% e un rendimento del 4,35% fino al novembre 2015, quando andrà a rimborso.

Ettore Mieli

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In : I Mercati

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