Renzi, un uomo solo … in fondo al gruppo

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La battuta di Lapo “i francesi hanno Macron, noi abbiamo Micron” è davvero esilarante, ed a mio avviso peserà come un macigno sul futuro politico di Renzi, poiché coglie nel segno.

Sappiamo tutti, infatti, che le battute, più sono “vere”, ossia più descrivono un fatto reale … e più sono divertenti. Lapo, tuttavia, non si è limitato a fare una battuta, egli infatti, “crudelmente”, l’ha spiegata.

Ha detto infatti che Renzi “Si piace troppo, e questo è pericoloso per lui e per noi” ed “è più provinciale di quanto sembra”, giungendo poi alla conclusione che la sostanziale differenza fra Macron e Micron sta nel fatto che Macron … “è una persona preparata”.

Insomma il giudizio che vien dato al nostro ex Presidente del Consiglio è perlomeno “tranchant”, ma non severo. Lapo, a mio parere, si è limitato a dire una banale verità.

Personalmente avrei due chiose: innanzitutto non avrei usato il termine “provinciale” in senso negativo e poi nel rimarcare “la preparazione” di Macron avrei sottolineato che ciò non lo rende meno “pericoloso”.

Ma insomma, tornando a Lapo, non si può non rilevare che egli sia stato pungente, di certo non ha detto cose sorprendenti, si è limitato anzi a dire delle ovvietà, ma in televisione non siamo abituati ad ascoltare giudizi obiettivi sull’attuale Segretario del Partito Democratico.

E la prova che Lapo abbia colto nel segno ce la fornisce lo stesso Renzi che, confermando la sua incapacità nel subire sconfitte, anziché utilizzare la letale arma del “silenzio”, ha voluto rispondere in maniera stizzita (“Auguro a Lapo di star bene”), mostrando così tutta la sua rabbia per i giudizi espressi dal rampollo della famiglia Agnelli.

Rispondendo in questo modo, però, come spesso gli succede, ha ottenuto l’effetto contrario, non ha fatto altro infatti che fornire un megafono alle dichiarazioni di Lapo, un errore di comunicazione madornale, ma a questi errori di comunicazione ormai Renzi ci ha abituati da tempo, le reiterate promesse di ritirarsi dalla politica qualora avesse perso il referendum ne sono l’esempio più eclatante.

Questo suo modo di comportarsi, anziché giovargli, lo penalizza, Renzi, usando un termine pugilistico “non è un incassatore”. Il suo linguaggio, perennemente astioso non soltanto nei confronti degli avversari politici, ma di tutti coloro che non sono suoi leccapiedi, gli ha creato attorno terra bruciata, non proprio l’ideale quindi per una persona che aspira a governare.

Insomma stiamo passando da “un uomo solo al comando” a “un uomo solo … in fondo al gruppo”.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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