Seduta prevedibile a Wall Street

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Dopo il week-end lungo e la celebrazione della Festa dell’Indipendenza la Borsa americana è tornata a contrattare a pieno regime. Non ci sono state sorprese, il Dow Jones (-0,01%) e lo S&P500 (+0,15%) hanno navigato intorno alla parità mentre il Nasdaq (+0,67%) ha messo a segno un rimbalzo.

A pesare sull’indice più vecchio del mondo il comparto petrolifero: Chevron (-1,60%) ed Exxon (-1,52%) sono state fortemente vendute dopo che sul Nymex il future è sceso fino a toccare i 45 dollari per barile, va rimarcato, tuttavia, che recentemente alcuni report di importanti case d’investimento hanno fornito previsione molto ottimistiche (un apprezzamento del 20%).

Ha invertito nuovamente la marcia Walt Disney (-1,72%), il titolo da oltre due mesi non riesce a trovare un livello sul quale consolidare i guadagni ed ormai la performance da inizio anno è quasi azzerata.

Dobbiamo invece parlare di prese di profitto per la maglia nera del giorno, cioè Nike (-1,86%), l’exploit con il quale aveva terminato la scorsa ottava, effettivamente sembrava esagerato, ci sono ancora margini di discesa.

Restando in tema di titoli “in sofferenza” non possiamo non citare IBM (-1,23%), anche in questo caso non vediamo grandi margini di risalita.

Dato per scontato il rimbalzo di Intel (+2,63%) va sottolineato il guadagno di Boeing (+1,62%) arrivato ad un soffio dal proprio record storico, l’anno in corso continua a riservare graditissime sorprese agli azionisti del colosso aerospaziale.

La palma di titolo del giorno, tuttavia, spetta di diritto a JP Morgan (+1,00%) che ritocca nuovamente il proprio massimo storico portandolo a 93,68 dollari.

Sul Nasdaq da rimarcare l’ottima seduta del comparto biotecnologico, in grande spolvero in particolare Alexion Pharma (+3,28%), Celgene (+2,32%) e Biogen (+1,90%).

Sul fondo da segnalare il crollo di Tesla (-7,24%) dopo l’annuncio di problemi sulle linee di produzione delle batterie da 100 kWh, precipita letteralmente invece O Reilly Automotive (-18,89%) dopo un profit warning.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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