Si fa presto ad essere liberisti con i soldi dello Stato

Roberto Domenichini 5 Commenti

A cosa mi riferisco?

Alla Borsa valori italiana e alle società “usa e getta” che beneficiano di fondi pubblici.

Una pletora di società quotate sul mercato nostrano hanno ottenuto, direttamente o indirettamente, fondi pubblici.

Per alcune di esse sono state addirittura create leggi ad hoc per salvargli il …….

Le persone “normali” imbevute di statalismo credono che il mercato azionario sia il luogo cattivo dove prosperano i capitalisti: brutte e cattive persone che fanno soldi a scapito della società.

Care persone “normali” avete ragione perché molte società quotate ingrassano i loro dirigenti senza che vi sia un aumento dell’occupazione e quindi della ricchezza reale.

Ma chi è il mandante che aiuta tali società? Lo Stato falsario (Rothbard) con i suoi finanziamenti che uccidono il libero mercato e costringono società veramente messe bene con i fondamentali del bilancio, che vengono escluse dalla torta dei finanziamenti pubblici, a fallire o a ridurre notevolmente il personale.

Noi pensiamo che la mafia sia quella dei Provenzano, dei Rijna, Messina Denaro, ecc..

Quella statale è molto più pericolosa perché silenziosa. Ti uccide facendoti fare prestiti su prestiti con le banche, ti tassa all’inverosimile, e invece di darti la mazzata finale ti porta al suicidio o a vivere di espedienti.

Praticamente ti uccide con stile!

Nel frattempo coloro che sono considerati liberisti in Italia si incontrano con politici vari per assicurarsi la propria rendita monopolistica.

Tante persone ce l’hanno con il libero mercato ma come avrete capito da questo articolo in Italia il vero liberismo di stampo austriaco (ci torneremo sulla questione perché è il fulcro della mia rubrica) non lo abbiamo mai vissuto.

Cari lettori ritengo che prima di tutto vi debba spiegare, in tutta umiltà, cosa sia il liberismo in modo che impariate ad amarlo ed a comprendere perché l’intervento dello Stato, da qualsiasi parte lo vogliamo analizzare, è deleterio nella sua essenza.

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  • Mario

    Caro Roberto, sono d’accordo, l’intervento dello Stato con qualsiasi tipo di incentivi, è come dopare un atleta, cioè pensare di fargli del bene dandogli l’epo.
    C’è da dire che dare soldi senza pezza giustificativa è sempre sbagliato: se li dà un privato all’idraulico senza fattura è un peccato veniale, ma che lo Stato li distribuisca ai pensionati secondo un criterio non contributivo è ancora più sbagliato; e se un politico vince le elezioni perchè promette pensioni a gògò allora i votanti che saranno beneficiati di questo sono in conflitto di interesse e il politico un incosciente.

  • Roberto

    Caro Mario

    Ti ringrazio del tuo acuto commento perchè hai sintetizzato in maniera splendida lo spirito di questo articolo.

    Ciao Marione

  • Fab

    Non sono d’accordo, esistono le leggi che dovrebbero servire a ridurre le inequità che si creano inevitabilmente in un sistema capitalista. Finchè si permette l’accumulo deregolamentato della ricchezza le ineguaglianze purtroppo continueranno ad inasptrirsi, anche perché, come tutti sappiamo, esistono i paradisi fiscali e le cartolirazzioni e le agenzie prestanome ecc. Compito di uno Stato dovrebbe essere quello di ridurre le ineguaglianze allo scopo di rendere una collettività un po’ più umana, più solidale e non un semplice insieme di esseri individualisti. Lasciamo perdere il leninismo, esistono modelli ibridi alternativi socialisti di tutto rispetto, supportati da autorevoli docenti economisti che includono il mercato allo stesso modo di un sistema capitalista.

  • Mario

    Caro Roberto, non capisco però, nel liberismo più ideale che non sfocia nel capitalismo, come tu possa evitare o sanzionare i difetti di comportamento dei due attori: dipendente e imprenditore.
    Affermi che il capitalista non ci deve essere; ok. ma come fai a bloccare in partenza questo fenomeno inevitabile?
    Come fai a sanzionare il cattivo comportamento dei dipendenti che, da quasi 50 anni a questa parte, troppo difesi da un socialismo trasversale non solo italiano ma anche europeo possono permettersi tranquillamente assenteismo, scarso rendimento, malattia inesistente e quant’altro?
    sai bene che la risposta degli imprenditori è l’irrigidimento del rapporto di lavoro al punto che di questi si salvano quelli più furbi e cattivi e inevitabilmente si trasfomano in capitalisti. Al giorno d’oggi sono radicati, per esempio, i tagliatori di teste, oppure i supermanager senza scrupoli.
    Capitalisti sono quelli che, successivamente ai tentativi di correggere la rotta della fabbrica coi due meccanismi appena descritti, stante la situazione senza ritorno, chiudono una fabbrica qui per riaprila altrove.
    Come faresti a evitarlo col socialismo imperante e le troppe protezioni (sindacali e culturali con schiere di giornalisti che campano e ci marciano anche sulle tv di stato a sostenere populisticamente e in maniera palesemente diseducativa le “fasce deboli”) con due esempi attualissimi, la Fiat e l’ILVA che tra pochi anni smammeranno dall’Italia?

  • Roberto

    Buonasera a tutto

    Cercherò di dare una risposta in modo da soddisfare sia la “richiesta” di Fab che di Mario.

    Come sapete io differenzio il capitalismo dal liberismo.
    Il capitalismo è la semplice concentrazione del potere nelle mani di una sola persona (monopolio privato non dissimile da quello statale) o di pochi (oligopolio).

    In un sistema statalista o capitalista, che ripeto, sono la stessa cosa ci sarà sempre la vessazione del padrone sul dipendente così che il dipendente dovrà farsi più furbo per non essere sfruttato e invertire la situazione (vedi la pletora di dipendenti pubblici che sono noti per il loro assenteismo o grandi aziende private che conoscono solo il downsizing).

    Il liberismo attiene alla polverizzazione del mercato in modo tale che ci sia spazio per tutti. La sanzione non deve esistere se non quella che il mercato si è data nella sua creazione.

    Oggi ingenuamente si è pensato che la privatizzazione fosse una scelta liberista. Niente di più sbagliato.
    Privatizzare ha da sempre significato trasferire la grande proprietà statale ad amici privati con comportamento identico, se non peggiore dello stato.

    Liberalizzare è tutta un’altra cosa. ma non deve essere decisa dal governo una liberalizzazione perchè sarebbe monca, non naturale, non libera!

    La realtà dei fatti è che la maggior parte degli uomini ha paura della libertà. Preferisce il suo posticino pubblico che ha rubato in qualche concorso farsa mediante il quale, dopo anni di dura lettura di “Gente”, “Chi”, “Novella duemila” finisce in pensione lamentandosi che il settore pubblico fa schifo.

    Se una persona la tieni in carcere, come fa il capitalismo o lo statalismo, appena diventa libero (liberismo) deve delinquere di nuovo perchè l’alternativa del duro lavoro, del guadagnarsi il pane con il sudore della fronte non gli da la “tutela” che gli dava la schiavitù.

    Infatti lo stato ti fa credere che senza di lui non sei protetto ed è così bravo e convincente nel fartelo credere che detesti il cattivo imprenditore che si alza alle quattro del mattino per sfornarti il pane fresco. Lui sforna il pane non perchè ha passione per il suo lavoro ma perchè è uno sporco maiale che si vuole arricchire con un poco di farina e magari non batte tutti gli scontrini.

    Continuo domani

    Ciao carissimi

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