S&P500: record storico. Supera quota 2.400 punti

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Dopo aver concluso le contrattazioni il 5 maggio scorso a 2.399,29 punti, l’8 maggio a 2.399,38 punti ed il 10 maggio a 2.399,63 punti, oggi, finalmente, lo S&P500, l’indice di riferimento della Borsa americana, quello composto dai 500 titoli a maggior capitalizzazione, ha sfondato il muro dei 2400 punti, facendo segnare al fixing 2.402,32 punti, nuovo record storico.

Ci siamo tolti quindi la maledizione dei 2.400 punti ed ora? Puntiamo dritti a quota 2.500?

Al culmine della crisi lo S&P500 toccò un punto di minimo il 9 marzo del 2009, quindi poco più di otto anni fa a 676,53 punti, da allora quindi ha guadagnato il 255%!!!

In pratica per rendere il concetto ancora più chiaro diciamo che chi, quel giorno, avesse investito 10.000 dollari sull’indice americano oggi si ritroverebbe 35.509 dollari.

E chi lo stesso giorno avesse investito 10.000 euro sul nostro indice di riferimento, il Ftse Mib?

Beh insomma, non sarebbe stata la stessa cosa perché oggi si ritroverebbe 17.197 euro ossia meno della metà del guadagno di un americano.

Contento quasi come un americano, si ritrova invece un investitore tedesco, infatti 10.000 euro investito il 9 marzo 2009 sul Dax30, l’indice principale della Borsa di Francoforte, oggi sono diventati 34.688 euro.

Quindi dal punto più basso della crisi finanziaria la nostra Borsa è cresciuta meno della metà della Borsa americana e di quella tedesca, ma questa non è neppure la notizia peggiore.

Basta fare una elementare considerazione: se gli indici di riferimento delle Borse di New York e di Francoforte hanno stabilito oggi i loro record storici significa che tutti gli investitori che hanno acquistato un Etf sullo S&P500 o sul Dax30, indipendentemente dal momento temporale in cui hanno aperto la loro posizione, potrebbe essere ieri come cinquant’anni fa, al momento stanno avendo un guadagno.

Non è assolutamente così per coloro che avessero investito sul nostro Ftse Mib. Soltanto per fare un esempio, il primo giorno nel quale fu calcolato, il 2 giugno 2003, il nostro indice principale partì da 25.129 punti, ossia il 15,8% in più del valore odierno. Negli ultimi quattordici anni, quindi, il nostro indice di riferimento non solo non è salito, ma è sceso a doppia cifra, per non parlare poi di coloro che hanno investito sul Ftse Mib nel maggio del 2007, al momento si trovano il loro investimento … dimezzato.

Insomma beati gli americani, e beati i tedeschi, per noi italiani, invece, non rimane altro che riflettere sul motivo di questa disfatta.

Che c’entri qualcosa l’euro?

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

Articoli correlati

Video
I più letti
FTSE Mib
Gli Ultimi Commenti
Osservatorio internazionale