Spaventosa seduta di Borsa a Wall Street

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Gli indici principali della Borsa americana hanno perso più di tre punti percentuali, nell’immagine il grafico dell’odierna seduta per l’indice Dow Jones, a Wall Street ora si teme il peggio.

Chiariamo, la fine del trend rialzista per le Borse americane è stato annunciato più volte, ed al momento chi ha “scommesso” sul ribasso degli indici a stelle e strisce è rimasto scottato, ma forse ora ci siamo sul serio.

Com’era prevedibile crolla in particolare il Nasdaq, l’indice dei titoli tecnologici dopo aver superato gli ottomila un paio di volte da alcune sedute aveva dato segnali di difficoltà nel mantenere quelle vette siderali ed il ribasso odierno (-4,08%) suona come una preoccupante sirena d’allarme.

Ancor più inquietante il fatto che dopo la chiusura delle contrattazioni il mercato “non si è stufato di vendere” ed ha continuato nell’after hours.

La speranza, per gli investitori, ora, è che si possa ripetere quanto accaduto fra la fine del mese di gennaio e l’inizio del mese di febbraio, quando, dopo aver perso una decina di punti percentuali, il Nasdaq riprese a salire, scacciando i timori di una crisi.

Certo, quando le cose vanno male ci si aggrappa a tutto, ma rispetto a nove mesi fa ora abbiamo maggiori ragioni per temere un vero e proprio tracollo che potrebbe riportare l’indice dei titoli tecnologici su livelli decisamente più bassi rispetto a quelli attuali.

La politica restrittiva della Fed, obbligata ad alzare i tassi dal riaccendersi dell’inflazione e dai più che confortanti dati sull’occupazione, non poteva non frenare l’ascesa dei listini americani

Si dirà poi che “l’effetto boomerang”, più volte paventato nei confronti della politica dei dazi, ha cominciato a manifestarsi. I cinesi non potevano stare a guardare ed hanno inviato … la contraerea. E’ una tesi plausibile, ma i “contrarians” Trump li potrebbe avere anche in casa.

Ed infine da tempo si segnalava un rallentamento della crescita, noi, noi italiani intendo, non ce ne eravamo accorti perché la crescita, quella reale, non quella raccontata, non la vediamo da oltre un decennio.

Ora apprestiamoci a vivere con una certa apprensione le ultime due sedute per completare l’ottava, ricordiamo, per inciso, che il Columbus Day, come ormai consuetudine da alcuni anni, è già stato “anticipato”.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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