Tasi: inquilini al buio

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I dottori commercialisti incrociano le braccia sui bollettini Tasi degli inquilini.

E la protesta monta sui social network. In maniera plateale, Luca Grossi, un dottore commercialista di Pesaro, in vista della scadenza del 16 ottobre scrive dal suo blog ai propri clienti: “spiacente, non calcolo la Tasi agli inquilini”. Il motivo? “La Tasi, per i conduttori, ammonterà di norma a poche decine di euro ma per gestirla occorrerà uno sforzo il cui costo (…) supererà l’importo da pagare e per lo studio sarebbe praticamente impossibile da gestire viste le continue ravvicinate scadenze”.

Il professionista, dunque, fa i conti in tasca al suo perduto cliente scoprendo una delle tante paradossali verità tributarie. Che una somma, ad esempio, di 50 euro “non versata nel 2014 a titolo di Tasi sarà riscossa eventualmente dal comune, se ci riuscirà, con maggiorazione di meno di 10 euro tra sanzioni ridotte ed interessi”.

E che la parcella del professionista “costerebbe senz’altro di più” al cliente.“Ragion per cui”, annuncia Grossi, “lo studio non calcolerà Tasi per occupanti e conduttori, ma solo per i proprietari, per i quali abbiamo o riusciamo ad avere i dati necessari al calcolo.

Tale decisione non è contro di te, ma anche per te”, chiude, rivolgendosi direttamente al cliente, il professionista il quale, contattato da ItaliaOggi, si è detto convinto dell’azione intrapresa e l’ha comunicata al suo ordine di appartenenza e al sindaco del comune.

Intanto su Twitter altri dottori commercialisti si dicono d’accordo con l’iniziativa. Lanciando non poche frecciate agli ordini professionali, ritenuti lontani dai disagi degli iscritti, lasciati soli a prendere decisioni operative senza alcuna indicazione.

Fonte: ItaliaOggi

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