Torna il tetto al bonus mobili

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Con la caduta del “Salva Roma” torna il limite della spesa

Premessa – Con la decadenza del “Salva Roma” (e senza un ulteriore intervento del Governo) torna operativa la norma con cui si prevede che la spesa per l’acquisto degli arredi non possa mai essere superiore al conto dei lavori di ristrutturazione.

Bonus mobili
– Con il D.L. 4 giugno 2013, n. 63 convertito con modificazioni dalla Legge 3 agosto 2013, n. 90 il Legislatore ha introdotto una serie di incentivi volti a contrastare la crisi del settore industriale. In particolare, l’articolo 16, comma 2 del citato Decreto riconosce una specifica detrazione Irpef, nella misura del 50%, con riferimento a determinate spese “di arredamento” sostenute nell’ambito di interventi di recupero del patrimonio edilizio. Presupposti – Le condizioni per poter beneficiare del bonus mobili sono sostanzialmente due:
1. l’esecuzione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio con sostenimento di una spesa per cui si fruisce della detrazione del 50%;
2. l’acquisto di mobili destinati all’arredo dell’immobile oggetto dell’intervento.

Spesa – Ai sensi dell’articolo 16, comma 2, D.L. n. 63/2013, secondo periodo: “La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro”. La detrazione relativa alle spese per arredo, quindi, era riconosciuta nella misura del 50% su un ammontare complessivo massimo di € 10.000,00 (mobili + elettrodomestici). Pertanto, l’importo massimo della detrazione spettante non poteva essere superiore a € 5.000,00 (10.000 x 50%). Inoltre, poiché la detrazione va necessariamente ripartita in 10 quote annuali costanti, l’importo massimo annuo utilizzabile in detrazione era pari a € 500,00 (5.000 : 10).

Legge di stabilità – Con le modifiche portate dalla Legge di Stabilità 2014 la detrazione in questione, oltre ad essere prorogata a tutto il 2014, aveva subito un nuovo vincolo: le spese agevolate non potevano “essere superiori a quelle sostenute” (cioè pagate) per i “lavori di ristrutturazione” dei fabbricati da arredare. La nuova disposizione aveva, in sostanza, limitato le spese per gli arredi e gli elettrodomestici all’importo pagato per la ristrutturazione del fabbricato da arredare.

Eliminazione del tetto – Il D.L. 151/2013 aveva poi annullato, prima ancora che diventasse operativa, la novità introdotta dalla Legge di Stabilità. La modifica da essa apportata sarebbe, infatti, entrata in vigore dal 1° gennaio. Il D.L. 151/2013, entrato in vigore il 31 dicembre, aveva però cancellato l’ultimo tetto introdotto.

Caduta del “Salva Roma” – Ora però con la caduta del “Salva Roma” torna/resta in vigore il requisito di spesa previsto dalla Legge di Stabilità (comma 139, lettera d, legge 147/2013). Senza un ulteriore intervento legislativo, pertanto, la spesa per l’acquisto degli arredi non possa mai essere superiore al conto dei lavori di ristrutturazione. Ad esempio, chi ha speso 3.000 euro per rifare da zero l’impianto elettrico di casa, potrà applicare la detrazione al massimo su 3.000 euro (anziché 10.000) di fatture per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Fonte Fiscal Focus

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