Tutta colpa del liberismo

Roberto Domenichini 9 Commenti

Una frase ricorrente che sentiamo pronunciare da coloro che non sanno assolutamente nulla di liberismo. Soprattutto di quello propugnato dalla scuola economica austriaca.

Non c’è sindacalista che non l’abbia pronunciata almeno una volta nel corso della propria inutile vita.

Consideriamo l’Italia. Viviamo in un Paese dove il 50% dell’economia è in mano, purtroppo, al settore pubblico. Poiché il vero liberismo è anarchico con qualche sfumatura miniarchista mi dite come sia possibile sostenere che l’Italia è intrisa di liberismo?

E’ un paradosso! Mi fa specie che nessuno osi replicare con un semplice: smettila che stai dicendo una stronzata!

Il liberismo, che disconosce anche il ruolo delle banche centrali, è sempre migliorativo in una società. I valori del libero mercato non sono assolutamente lo sfruttamento e la sopraffazione.

Questi, caso mai, sono i “valori” del capitalismo, scimmiottato dallo statalismo più bieco e incivile.

Tanto per intenderci quello italiano.

Di solito il politico di turno o il sindacalista onnipresente quando vengono messi di fronte alle loro malefatte si comportano da uomini mediocri che, in quanto tali, si rifugiano nel tradimento.

Ecco allora che il debito pubblico, l’immensa spesa pubblica, la disoccupazione, l’elevato livello di tassazione, i privilegi piccoli e grandi, trovano la loro principale causa nell’evasione fiscale, nello sfruttamento del lavoratore, nell’ingordigia dell’imprenditore avido ed egoista.

Niente di tutto questo cari lettori se solo avete vissuto almeno un giorno in Italia!

Il ricorso al debito è stato la conseguenza del voler tener il piede in due scarpe. Il voler prendere due piccioni con una fava.

Il politico, mediamente uomo gretto e meschino, vuole coprire le spese pubbliche, basate sullo spreco e l’inefficienza intrinseca al settore di appartenenza, senza perdere il consenso.

Certo che se dicessero che non si ricorre più al debito , l’aliquota irpef, ires, iva, ecc. sarebbe intorno al 100%, in quanto oltre che finanziare la spesa pubblica ordinaria sarà necessario pagare le tasse anche per coprire gli interessi su BTP, CCT, BOT, CTZ.

Inoltre sarà necessario iniziare a pagare le tasse per estinguere il capitale debitorio che oggi ha superato la soglia dei 2000 miliardi di euro se non vogliamo continuare a pagare il costo-opportunità (ovvero il beneficio di scelte alternative che non possono essere attuate a causa di una distrazione del denaro per spesa inefficiente. Quella pubblica ovviamente).

Sarebbe un massacro!

Verrebbe finalmente smascherato il giochino che i governi, di destra e di sinistra, portano avanti da anni. Proprio quei giochini che voi lettori non riuscite a comprendere e che vi portano, giocoforza, a votare il politico di turno che si presenta come il salvatore della Patria.

Ma cosa cazzo è la Patria?

Un concetto più astratto di questo non lo si conosce!

La Patria dovrebbe coincidere con l’individuo e i suoi bisogni, la sua voglia di essere protagonista anche facendo l’operaio, il desiderio legittimo di svolgere un lavoro che sia veramente utile alla società. Tutto questo può avvenire solo se lo stato sarà assente. O alla peggio meno presente.

Alle prossime elezioni NON VOTATE!

Forse vi sentite importanti quando indossando l’abito della festa vi recate alle urne ma sappiate che ai politici della vostra opinione non interessa una “motosega”.

Se il desiderio però fosse impellente allora ricordate la seguente massima: “se votare facesse realmente la differenza non ce lo farebbero fare”.

Quindi caro sindacalista Landini si ricordi, prima di pronunciare frasi contro il libero mercato, che tale modello economico, purtroppo, l’Italia non lo ha mai sperimentato.

Beata ignoranza!

Se volesse dimostrare il contrario rimango a Sua disposizione. 

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  • Mario Ghiringhelli

    Sai già Roberto come la penso sul non andare a votare.
    Non credi che si risolverebbe la cosa, cioè lo scandalo della politica troppo costosa e che produce debito pubblico, con l’abolizione del finanziamento ai partiti e in più fare in modo che il politico lo faccia come il volontario della Croce Rossa o della protezione civile: gratis?
    Perchè non promuovi questa idea, sempre se credi sia valida: la politica serve a reggere la “res publica” democratica, ma chi è impegnato, lo fa gratis et amore dei.

  • Roberto Domenichini

    Ciao Mario

    Non comprendo perchè debba necessariamente esistere una cosa pubblica.

    Non sarà che anni di stato ci hanno fatto credere che sia necessario?

    Noi nasciamo e cresciamo con l’idea di stato. E’ così per tutti. Anche per me fino a pochi anni fa era impensabile quello che sto scrivendo.

    Però Mario mi piacerebbe comprendere da te o da chi volesse aggiungersi perchè senti la necessità di uno stato? Ma soprattutto di cosa dovrebbe occuparsi?

    Ciao grande

  • Mario Ghiringhelli

    Roberto, lo Stato, credo, non sia altro che un semplice patto tra cittadini. Come fai ad andare d’accordo senza un patto?

  • Mario Ghiringhelli

    Lo Stato, come patto tra cittadini, dovrebbe occuparsi, per esempio del mutuo soccorso e della giustizia.

  • Mario Ghiringhelli

    Roberto, come vincoli tra di loro estranei se non con un patto?chi nasce in seno a quel patto, obbligatoriamente deve assogettarsi: è la dittatura della democrazia che si impone sulle masse informi e crea lo Stato che, obbligatoriamente, crea le leggi per lo sviluppo, ecc. ecc.

  • Roberto Domenichini

    Mario io credo che la si pensi uguale io e te. Il tuo concetto di stato “paradossalmente” coincide con il mio concetto di liberismo anarchico.
    Forse dobbiamo trovare un modo per definirlo. A me non piace la parola stato e ate non piace la parola anarchico. Bene! La nostra conversazione, o meglio, il nostro confronto sta divenendo sempre più concreto nella mia mente e mi stai dando tanti spunti per migliorare il mio modello.

    Secondo me Mario le leggi, o patto, dovrebbero essere poche, chiare e comprensibili anche per l’analfabeta.
    Ma cosa più importante, ecco perchè propendo per il liberismo, tale patto deve essere scritto con la partecipazione di tutti e non dalla dittatura democratica come giustamente la definisci.

    Ricordo che il mio modello non può tenere conto della malafede politica altrimenti rispetto alla dittatura italiana anche il nazismo di hitler ne uscirebbe vincitore.
    Il mio scopo è dimostrare che pur essendo il politico in buona fede il settore privato crea un benessere economico ma soprattutto morale di gran lunga superiore.

    Fammi sapere

    Buona serata

  • mario

    D’accordo Roberto , il settore privato cosa ci insegna? Ancor prima della superiorità morale che giustamente affermi, su quali basi si è avviata la civiltà se non sugli scambi di merci tra i vari popoli? C’erano per caso le CAMERE DI COMMERCIO allora? C’erano per caso la FED o la BANCA CENTRALE EUROPEA? C’erano la UE o il G8?balle, c’era il coraggio di uomini che rischiavano in proprio allora come ora. Allora questi uomini dettavano le leggi; oggi sono considerati evasori: vadano a fancu.lo cli imbecilli che lo dicono.
    Ecco la mia anarchia. Possano crepare di invidia e di fame. Vedi cosa mi succede se tocchi certi tasti, Roberto?

  • Roberto Domenichini

    Salomone paragona l’invidia a delle ossa marce.

    Hai perfettamente ragione!

    Prendiamo il caso di Berlusconi. E’ un uomo che sicuramente avrà avuto qualche appoggio ma ha saputo sfruttarlo e ha creato un impero dando da lavorare a migliaia di famiglie.

    I politici hanno paura di chi sa veramente fare cose concrete! Berlusconi gli ha rovinato il loro giochino fatto di parole vuote e insensate.
    Ha disintegrato il politichese smascherandoli come esseri inutili e dannosi.

    Buona serata a tutti

  • Mario Ghiringhelli

    e l’hanno condannato per rabbia perchè potevano ben condannare Confalonieri o chi firmava i bilanci.
    Ecco perchè spostando l’equilibrio al momento del voto, non la dai vinta a gente che continua, ben prima del ventennio, a danneggiare l’imprenditoria tanto da farla scappare all’estero.

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