Un anno di Borsa: il Nasdaq di New York

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Analizzando l’andamento dei principali indici di Borsa mondiali nell’anno appena trascorso la prima considerazione che sorge spontanea è che la globalizzazione non è solo una parola, è un fatto. In ambito finanziario, tuttavia, ciò non significa che investendo in aree geografiche diverse ci si espone agli stessi rischi, certamente alcuni eventi influenzano i mercati globali in egual modo, ma non in egual misura.

E’ impressionante constatare infatti come tutti gli undici indici presi in esame, con due sole eccezioni, abbiano fatto registrare il loro minimo dell’anno … esattamente nello stesso giorno!!!

E precisamente l’11 febbraio!

Tuttavia hanno concluso il 2016 facendo segnare performances anche molto differenti. Bilancio interamente positivo per i tre indici statunitensi, mentre l’Europa è risultata spaccata in due: quattro i rialzi ed altrettanti i ribassi.

Negli Stati Uniti, dopo i minimi dell’11 febbraio la ripresa è stata repentina, il Dow Jones e lo S&P500 già il mese successivo tornavano in territorio positivo, per il Nasdaq si è dovuto attendere un po’ di più (luglio), ma comunque i mercati azionari Usa hanno sempre dimostrato una maggior forza rispetto a quelli europei.

L’indice dei titoli tecnologici, Nasdaq (+7,50%) ha mostrato meno forza propulsiva rispetto agli altri due celebri indici di Wall Street, a pesare sul risultato, dopo tanti anni di performance strabilianti, il ritracciamento avuto dal comparto biotecnologico.

nasdaq-2016

 

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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