UNICO 2014: DOPO GERICO, ARRIVANO I MODELLI

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Un comunicato stampa di ieri ha annunciato il varo del provvedimento direttoriale 69100/2014 con cui sono stati approvati i modelli dei 205 studi di settore da allegare ad Unico2014; quindi, l’apposita sezione del sito dell’Agenzia delle entrate si arricchisce di un ulteriore tassello che consente la compilazione dei modelli dichiarativi. Manca all’appello, ad oggi, solo il provvedimento che stabilisce quali soggetti potranno beneficiare (se congrui e coerenti, anche per adeguamento) del c.d. regime premiale, che serve a scongiurare accertamenti analitico induttivi, ad accorciare di un anno il termine di prescrizione ed a guadagnare una ulteriore “franchigia” in caso di accertamento redditometrico (sulle persone fisiche).

Il provvedimento (punto 1.1) chiarisce che i modelli sono composti:

  • da una Parte generale, comune a tutti gli studi di settore,
  • da una Parte specifica, per ciascuno studio,
  • dalle Parti relative ai quadri A, F, G, T, X, V comuni agli studi di settore che ne prevedono il richiamo nelle relative istruzioni specifiche.

I modelli devono essere compilati dai contribuenti, ai quali si applicano gli studi di settore, ovvero, ancorché esclusi dall’applicazione degli stessi, tenuti comunque alla loro presentazione, che nel periodo d’imposta 2013 hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche nel settore delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio per le quali risultano approvati, con decreto ministeriale, gli studi di settore.

Dalla modulistica si evincono alcune particolarità che riguardano i contribuenti che, nel periodo di imposta 2013:

  • hanno esercitato in via prevalente le attività di cui ai codici attività “73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari” e “73.12.00 – Attività delle concessionarie e degli altri intermediari di servizi pubblicitari”, in forma di lavoro autonomo. La compilazione del modello VG82U è prevista solo per l’acquisizione di dati;
  • hanno esercitato in via prevalente l’attività di cui al codice attività “52.21.50 – Gestione di parcheggi e autorimesse”. La compilazione del modello UG96U è prevista solo per l’acquisizione di dati;
  • hanno esercitato in via prevalente l’attività di cui al codice attività “70.22.01 – Attività di consulenza per la gestione della logistica aziendale”. La compilazione del modello VG87U è prevista solo per l’acquisizione di dati.

Lo stesso Provvedimento ricorda anche un onere a carico degli intermediari abilitati; questi ultimi, infatti, comunicano al contribuente, dopo aver ultimato correttamente l’invio, i dati relativi all’applicazione degli studi di settore, compresi quelli relativi al calcolo della congruità e coerenza, utilizzando i modelli o un prospetto, contenente tutti i dati trasmessi, conformi per struttura e sequenza ai modelli approvati.

Nella parte generale delle istruzioni viene ricordato che, analogamente a quanto stabilito per i contribuenti i cui ricavi derivanti dalle attività non prevalenti sono superiori al 30% di quelli complessivi, lo studio di settore dell’attività prevalente non può essere utilizzato in fase di accertamento ma soltanto ai fini della selezione delle posizioni da sottoporre a controllo nei confronti:

  • delle società cooperative a mutualità prevalente;
  • dei soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali;
  • dei soggetti che esercitano in maniera prevalente l’attività di “consorzi di garanzia collettiva fidi” e di “bancoposta”;
  • dei soggetti esercenti attività di impresa che, nel precedente periodo di imposta, si sono avvalsi del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui al decreto legge n. 98 del 2011 ed hanno cessato di avvalersene nel periodo di imposta 2013 (per tali soggetti, peraltro, va fatta attenzione alla indicazione dei dati contabili, in quanto è necessario sterilizzare l’effetto della applicazione dei criteri particolari previsti dal regime dei minimi);
  • dei soggetti che esercitano in maniera prevalente l’attività di affitto di aziende.

 

Fonte: ecnews

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