Uscire dall’euro ci (Italia) conviene?

Roberto Domenichini 16 Commenti

 

Un dibattito aperto che sembra non avere fine. Da una parte i sostenitori dell’euro e dalla parte opposta, tra questi anche il sottoscritto, gli euro-scettici.

Per l’uomo comune l’euro è una moneta che ci aiuta a confrontare i prezzi dei diversi beni venduti in giro per l’Europa. Sentiamo pronunciare frasi del tipo: “almeno quando vado in Francia o in Germania non devo cambiare la mia moneta”. Alcuni pensano, erroneamente, che l’unione faccia la forza. Quindi poiché gli stati americani dispongono di una sola moneta è giusto che anche l’Europa disponga di una sola moneta. Purtroppo così pensando si riduce la questione euro soltanto a un livello socio-culturale senza tenere in considerazione il vero problema: la perdita da parte dell’Italia della politica monetaria!

Tassi d’interesse, coefficiente di riserva obbligatoria, operazioni di mercato aperto non vengono più decise secondo le necessità della singola Nazione, a meno che non si tratti della Germania (una piccola nota polemica), ma secondo le necessità di un coacervo di Paesi che sono economicamente molto differenti gli uni dagli altri.

Prima dell’euro i danni della politica fiscale decisa dal Governo venivano in parte coperti dalla politica monetaria della Banca d’Italia. Oggi invece i danni della politica fiscale si mostrano in tutta la loro stupidità.

Trilioni di euro vengono oggi scambiati versus dollaro, yen, sterlina inglese, ecc. per essere competitivi rispetto a questi Paesi. Nonostante questi sforzi finanziari la nostra moneta continua ad essere troppo apprezzata rispetto alla valuta di riferimento mondiale ovvero il dollaro americano.

Questo ci porta ad essere competitivi solo sull’acquisto di materie prime come il petrolio, anche se poi i balzelli introdotti dai vari Governi susseguitesi nel corso della storia hanno annullato questo beneficio. Purtroppo questi stessi benefici sono di gran lunga inferiori ai costi di una bilancia commerciale fortemente penalizzata dalle ridotte esportazioni.

Adesso, anche i bambini imparano già dalle elementari che l’Italia è un Paese il cui Pil dipende fortemente dalle esportazioni, quindi diventa logico comprendere che una moneta forte non aiuta sicuramente la nostra economia a prosperare.

Qualcuno potrebbe obiettare:” Roberto allora è solo questione di svalutare l’euro e il gioco è fatto!”

Perchè dovremmo uscire dall’euro necessariamente?

Risposta: da una parte è giusta l’obiezione in quanto un euro più debole migliorerebbe la nostra economia così massacrata da incapaci politici che pensano solo ai fatti propri ma dall’altra parte ciò non è sufficiente perchè la politica monetaria rimarrebbe sempre nelle mani della Banca Centrale.

Come vedete l’articolo espone un tema più profondo del semplice concetto di una svalutazione monetaria per vendere più prodotti all’estero. Ogni giornalista spara questa mezza verità ma, causa l’ignoranza e il basso quoziente d’intelligenza, non spiega il vero perchè dei danni che l’euro ogni giorno provoca alla nostra contabilità nazionale.

Proposta provocatoria: E se uscissimo dall’euro per creare delle monete regionali anziché reintrodurre solo la vecchia lira?

Più che provocatoria è una proposta che potete leggere sul libro dell’economista di stampo austriaco Hayek “La denazionalizzazione della moneta”.

Nel prossimo articolo spiegherò di che si tratta e vedrete come la logica vi condurrà autonomamente alla risposta della domanda di questo articolo: “Ci conviene uscire dall’euro?”

Roberto Domenichini per Finanza In Chiaro

Articoli correlati

  • Mario Ghiringhelli

    Perfetto, finalmente dopo lunga meditazione ora ho capito, ero contrario ma occorre uscire dall’euro.
    Siamo in mano a dei demagoghi; ricordo Prodi che ci ha cacciato in questa drammatica avventura, quella dell’euro.
    L’unica cosa è che l’Europa è servita all’Italia a uscire da qualche monopolio di stato o a uscire da usanze medioevali tipo l’imposta di bollo sulla ricarica dei telefonini o il pagamento di licenze per negozi (saranno cazzate) ma le nazioni straniere hanno qualcosa di buono da insegnarci; o no?

  • Roberto Domenichini

    Ciao Mario

    Dovremmo imparare, come dici tu, dall’estero. Grandi Nazioni che hanno grandi persone.
    L’Italia è popolata da maschere. Da piccole figure. Da quaquaraqua.
    La democrazia si è trasformata in cleptocrazia.
    Una volta si rubava per milioni di euro. Adesso rubano facendosi rimborsare il gratta e vinci. Neanche i ladri sappiamo fare.

    Buona serata Marione

  • Impossibile commentare quello che scrive chi pensa che tu, irrimediabilmente, sei “quasi” scemo.

    • Roberto Domenichini

      Beh non proprio irrimediabilmente:-)

  • Mario Ghiringhelli

    Caro Prof. Roberto,
    meno male che c’è un Professore che insegna l’economia buona.
    Ma tutti gli altri professoroni cosa hanno fatto dell’economia e della finanza se non la loro greppia?
    so solo che con tutte queste gabelle sono in confusione e non mi domando più se è giusto o no pagare. Pago e basta.

  • Roberto Domenichini

    Caro Mario

    In questi giorni il Dottor Giancarlo Marcotti ha avuto un impegno inderogabile. Pochi giorni e sarà di nuovo sul sito più combattivo che mai.

    Adesso una piccola risposta al mio caro amico Mario.
    Più che un professore sono un illuso che il mondo, o almeno il sistema possa cambiare.
    Illuso o coglione come preferisci.
    L’unica cosa certa che renderà giustizia al mondo intero è la morte alla quale non possiamo sfuggire indipendentemente dai soldi o dalla posizione sociale.

    Buona giornata

  • Mario

    ciao Roberto, per i media è una manna questo disagio sociale che loro ingigantiscono a hoc. Se poi metti che alla gente piace più appendersi al carro che tirarlo, è fatale che si sia in declino.
    Ragionare coi balabiot è impossibile perchè loro vogliono comunque avere ragione anche se non pagano lo scotto. Cioè lo pagano per colpa loro semplicemente perchè hanno messo il carro davanti ai buoi.

  • sa

    …e il triste e’ che per affibbiarci l’euro non solo non ci hanno chiesto alcun parere (vedi referendum in altri stati) ma abbiamo addirittura – caso unico in tutta l’area – dovuto pagare una tassa.

  • Dio

    Ma noi non dobbiamo uscire dall’Europa ma dall’Italia!
    I nostri mali provengono dalla burocrazia imperante che vive e si ingrassa sul disagio sociale e su privilegi abietti che affliggono l’intero Paese.

    Buona domenica

  • Purtroppo la cecità in materia finanziaria ed economica di gente come Prodi e Ciampi ci ha cacciati in questo enorme guaio. Una massa di persone che non si capisce come abbiano fatto ad essere promossi all’esame di 5a elementare seguita a ripetere come un mantra che l’uscita dall’euro sarebbe un disastro per la nostra economia per cui come capitani coraggiosi (e idioti) rimarremo a bordo e affonderemo con tutta questa sgangherata nave.

  • vergogna

    non centra niente il cambio euro – lira. se fosse stato chiesto anche 10.000.- lire per un euro non cambiava niente. L`errore era dimezzare le paghe e andare nei negozi e pagare la merce 1 a 1 come cambio. Dò la colpa a BERSUSCONI che ha subito subito chiuso l`agenzia controlli dei prezzi volute da PRODI.

  • antonio natale

    Ma non si considera che la capacita’ di esportazionw di un paese non dioende solo dalla forza della sua moneta, ma anche e soprattutto pe quelli piu’ avanzati, dalla loro produttivita’. Germania docet.

    • Mario Botta

      si certo, dai paesi più avanzati a cominciare dalla scuola, e quella italiana, stando alle statistiche mondiali e al livello di preparazione degli studenti e dei professori, è realmente scadente.

  • Lamandero

    Il problema, non è, se ci conviene o no! L’Euro è una moneta a debito è come tale che si chiami euro o lira per noi non cambia assolutamente niente, saremmo sempre strozzati! La domanda vera divrebbere essere questa: tu vuoi essere debitore o creditore della moneta?
    Mi meraviglia che tanti economisti parlano non centrando mai il problema vero, ma confondendo sempre di più la gente che di moneta purtroppo non ne sa nulla.

  • John

    Sono d’accordo che le politiche economiche delle banche centrali hanno causato parecchi problemi, ma bisogna stare molto attenti a quale alternativa si configura “dall’uscita dall’euro”.

    Purtroppo, chi oggi parla di “uscire dall’euro”, vuole una banca centrale contrallata dallo stato (ergo, dalla politica). Questo provoca dei problemi ancora più indesiderabili delle politiche delle banche centrali indipendenti.

    La formula di Hayek sarebbe vincente, che non prevedeva delle monete regionali, ma delle monete in concorrenza fra loro. Quindi un vero e proprio free banking senza banca centrale.

  • Uscire dall’Euro!
    Secondo me, per quello che so e che riesco a capire, non credo esistano alternative!
    L’euro è stato un imbroglio fin dall’inizio (fonte: Der Spiegel, il
    Fatto Quotidiano): noi non saremmo mai dovuti entrare nell’Euro, perché
    non avevamo le prerogative per farlo: non rispettavamo essenzialmente i
    parametri di Maastricht del 1992. E siamo entrati lo stesso.
    Per forza. Per convenienza di tutti meno che dell’Italia. Prodi e Ciampi
    hanno ritenuto fosse indispensabile non restare fuori dall’Euro Zona, e
    forse sarà stato pure giusto, ma non eravamo nelle condizioni
    economiche di farlo, in quanto, se non sbaglio, il rapporto PIL Debito
    Pubblico era il doppio (oltre il 120%) del consentito (60%) per entrare
    nella moneta unica.
    Gli stati sovrani non possono fallire perché hanno la divisa nazionale propria.
    L’euro no. L’euro non è di nessuno. L’euro è il fallimento che ci farà fallire.
    Credo che la Lira sia la nostra ultima spiaggia, dopodiché non ci resta che svenderci agli Emirati Arabi. O alla Cina, che una volta era vicina, adesso e “dentro”!

Canale YouTube
COME "ABBATTERE" LA BCE
EURO DISASTRO Perché gli italiani non hanno ancora capito
PIANO B - riprendiamoci la sovranità
I più letti
FTSE Mib
Gli Ultimi Commenti
Osservatorio internazionale