Uscire dall’euro? Semplice! Anzi, semplicissimo!!!

Giancarlo Marcotti 23 Commenti

Naturalmente tutti si chiedono cosa accadrebbe qualora fra la Grecia e la zona euro non si riuscisse a trovare un accordo per l’ennesimo salvataggio.

Chiarisco subito che l’ennesimo salvataggio non potrebbe essere che temporaneo, poiché, ammesso e non concesso che i greci accettino di prendere qualche misura di carattere economico (aumento Iva? ritocco pensioni?) in cambio dell’erogazione di un nuovo prestito, finché saranno costretti ad utilizzare la moneta unica, non avrebbero comunque nessuna possibilità di veder risollevarsi la propria economia, quindi, esauriti quei fondi, saremmo ancora punto e a capo.

Ritengo che, a questo punto, tutti abbiano capito che è il concetto di moneta unica che non può funzionare, in quanto produce danni in funzione a quanto sono impari le economie dei Paesi che lo utilizzano.

Il famoso “effetto domino” si verificherebbe NON perché esiste la speculazione finanziaria, ma perché verrebbe sancito, senza possibilità di appello, ciò che vado dicendo da tempo, ossia: “uno Stato, una moneta”.

La cosiddetta “speculazione”, infatti, non è un’arma attraverso la quale si cerca di distruggere un sistema che funziona, ma la conseguenza più evidente del fatto che quel sistema NON funziona.

Il problema rimane però gigantesco perché abbiamo costruito una cosa talmente titanica che ora abbiamo persino paura a demolirla, alcuni, anche fra coloro che hanno posizioni molto critiche nei confronti dell’euro si chiedono se debba essere usata “la dinamite” oppure il sistema dell’euro debba essere smontato “pezzo per pezzo”.

In altre parole si ha il timore che ritornare di colpo alle monete nazionali possa comportare uno shock talmente forte all’economia europea da farla sprofondare in una crisi senza precedenti.

Non sono di questa opinione!

Naturalmente la demolizione dell’euro dovrà avvenire in maniera “controllata”, ma ciò non comporterebbe alcun trauma per l’economia del Vecchio Continente, sarebbe solo necessario stabilire delle norme comuni da rispettare e, così come siamo entrati nell’euro … ne usciamo.

Perché, cari lettori, ricordiamo tutti cosa ci hanno ripetuto i media in maniera ossessiva nel momento in cui è entrato l’euro nelle nostre tasche, ci dicevano in continuazione, come un mantra, che “non sarebbe cambiato nulla”. Sarebbe stato tutto estremamente semplice, ciò che prima era espresso in lire sarebbe solo stato ridenominato in euro attraverso un cambio fisso un po’ strano per la verità, 1 euro = 1936,27 lire.

Ed in effetti è stato tutto molto semplice, ed anche le persone anziane non hanno avuto bisogno dei “convertitori” (qualcuno di voi ne ha ancora in casa?), è stato tutto molto facile.

Ebbene la fine dell’euro ed il ritorno alle monete nazionali sarebbe ancora molto, ma molto più semplice, perché ogni Stato riconvertirebbe la propria moneta con un cambio alla pari!

E’ semplicissimo!

Un cambio alla pari!

Cioè la nuova lira italiana? Pari ad un euro

Il nuovo marco tedesco? Pari ad un euro

Il nuovo franco francese? Pari ad un euro

La nuova dracma? Pari ad un euro

Cosicché se una persona oggi ha uno stipendio di 1.200 euro in Italia diventerebbero 1.200 nuove lire, in Germania 1.200 nuovi marchi, in Grecia 1.200 nuove dracme e così via!!!

Semplice? Semplicissimo!!!

Ed al momento della riapertura dei mercati valutari “il mercato” unico arbitro imparziale ed inappellabile determinerà i cambi fra le nuove valute europee.

Ci vorrà 1,30 nuova lira per avere 1 nuovo marco? Bene!

Basteranno 0,70 nuove lire per avere 1 nuova dracma? Bene!

Ma quello che deve essere chiaro è che questo meccanismo non ci renderà più ricchi o più poveri rispetto alla situazione attuale!

In altre parole: non è che poiché ci vorranno 1,30 nuove lire per avere 1 nuovo marco tedesco allora noi siamo diventati più poveri ed i tedeschi più ricchi, perché è già così adesso!!!

Se il mercato determinerà un cambio nuova lira/nuovo marco pari ad 1,30 significa che OGGI ritiene che la Germania sia mediamente più ricca dell’Italia del 30%.

Il sistema dei cambi, se naturalmente lasciato funzionare, E’ UN SISTEMA REGOLATORE!!!

E questo è un concetto da comprendere! Assolutamente!

Il fatto che l’Italia avrà una moneta che varrà il 30% in meno di quella tedesca NON CI RENDE PIU’ POVERI!!! Anzi, ci dà un vantaggio! Perché le merci che produciamo saranno più competitive rispetto a quelle prodotte in Germania, e, di conseguenza, questo aiuterà la nostra economia!

Migliorerà la nostra economia e peggiorerà quella tedesca?  Se accadrà, anche questo lo vedremo dal mercato valutario perché il cambio nuova lira nuovo marco varierà, magari diventando 1,25 oppure 1,20.

I cambi fra le nuove monete europee varieranno di secondo in secondo come oggi accade fra euro e dollaro o qualsiasi altra moneta, basterà lasciar fare al mercato e tutto sarà regolato in maniera naturale.

Semplice?
Semplicissimo!!!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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  • Stefano Bassi

    sarebbe semplicissimo per chi non “ha una lira” da parte…
    chi invece ha due soldini da parte…se si applicasse il tuo “semplicissimo sistema” toglierebbe tutti i suoi risparmi dall’Italia, immediatamente…e chiamalo scemo…. 😉
    Lo farebbero in tanti/molto rapidamente come sono oggi i movimenti di capitali e lo farebbe proprio quella minoranza che ha in mano l’80% della ricchezza italiana…dunque dimmi tu cosa succederebbe come conseguenza…è semplicissimo 😉
    (io l’ho già fatto da tempo e mi sto delocalizzando verso quadranti a forte crescita, basso debito e demografia positiva, inutile perdere tempo a cercare di riaggiustare cose rotte in mille pezzi che non vogliono nemmeno essere riaggiustate…)

  • Filippo Bellini

    il discorso non è male, ma personalmente farei una cosa più semplice, lasciare tutto come e nazionalizzare (ma forse sarebbe meglio dire europeizzare) la banca europea, nel senso eliminare tutti i debiti immorali deglio stati e creando in tal modo una vera banca sovrana europea, eliminare in tal modo l’austerity, togliere l’influenza tedesca e sopratutto americana al parlamento europeo e mandare via a calci in culo i vari junker, schulz ecc… e creare un governo regolermente eletto dai cittadini europei di pari importanza (1 cittadino, 1 voto per tutti gli abitanti dell’europa) in tal modo si crea un super stato sovrano in grado di competere con la cina e altre economie emergenti…

    • Marco Zanchi

      Certo perché se non sei uno Super Stato con la Cina non ci competi, vero? Ma dobbiamo competere economicamente o fare la guerra alla Cina? Perché se vuoi fare la guerra allora sì che contano le dimensioni.
      Ma come faranno mai paesi come la Svizzera, Israele, Corea del Sud (tanto per citarne alcuni ma la lista è molto lunga) che sono piccini piccini a competere (e vincere) con le economie dei Super Stati? Mistero!

      • Filippo Bellini

        chi ha parlato di guerra? qui si parla di competitivita economica tutto li, nessun odio o intolleranza, solo di essere competitivi in futuro con le nuove potenze emergenti, nessuna guerra o usa-operandis, comunque al momento il pil di tutti gli stati europei supera quello della cina ma non so per quanto in quanto stanno imponendo la loro moneta nel mondo quindi serve una UE forte e solidale…oltro che disgregazione europea

  • Shane Falco

    Uscendo dall euro si abbasserebbe anche il debito pubblico…quindi è solo un bene uscirne!

  • sandro

    hai dimenticato di dire che i debiti rimarranno

    • Andrea Zandonatti

      sì ma se necessario potremo stampare la moneta per pagarli

      • Antonio

        non e proprio questo che ci ha fatto arrivare in questa situazione? con un debito enorme? non si puo tirare la corda all’infinito dello stampare moneta, no?

        • Andrea Zandonatti

          stampare moneta non aumenta il debito ma l’inflazione

      • Mugabe, presidente dello zimbabwe, diceva esattamente la stessa cosa. Stampiamo. Non èfinita esattamente bene…

        • Andrea Zandonatti

          lo Zimbabwe non è l’Italia

  • sandro

    la svalutazione è una droga momentanea a vantaggio di pochi (chi esporta) e a svantaggio di tutto il paese che diventa più povero.Gli introiti di chi esporta poi rimangono all’estero per non essere reinvestiti in un paese la cui moneta è destinata a continua svalutazione. è quello che è successo in italia negli anni 70 e 80, inizio del declino, quei soldi ancora stanno in svizzera. negli anni 90 è subentrato prima lo sme stabilendo cambi fissi e nel 2000 l’euro che ha posto fine a quest’andazzo( svalutazione) che penalizza chi lavora costretto a rivendicare aumenti per un salario che vale sempre meno. Pagare il debito sarà sempre più caro perchè i tassi di interesse andranno alle stelle. Ritornare alle monete nazionali sarà la scorciatoia per ricominciare a litigare e magari rifare una bella guerruccia, è questo di cui avete nostalgia? no? e allora smettetela di diffondere cazzate!!

  • NeroNiglio

    Bell’articolo…Rimangono le mie perplessità sul lasciar fare “tutto al mercato!” in questi anni il “mercato” ne ha combinate di cotte e di crude

  • Fabrizio

    Carissimo Dott. Marcotti, perdonatemi lei e gli altri partecipanti per la mia semplicità dovuta alla mia ignoranza in materia di finanza.
    Seguo ed apprezzo i suoi articoli proprio perché semplici e spesso chiarificatori.
    Mi permetto però un appunto personale; lei afferma che si può uscire dall’Euro reinserendo una nuova Lira con dei nuovi rapporti monetari; beh io dal mio piccolo auspico come lei l’uscita sì dall’unità monetaria, ma preferirei il ritorno alla vecchia Lira con il suo valore effettivo.
    Semplicemente per vedere se, tornando a guadagnare due milionicentomila lire (circa), di stipendio, qualcuno avrà il coraggio di chiedermene trentadue ( sempre circa), per una FIAT Punto, oppure cinqecentoventi (di nuovo circa), per un appartamento in periferia a Roma di 65mq (circa).
    Non sono un esperto di finanza ma un pochino lo sono di vita quotidiana.
    Continuo a seguirla con stima.
    Un saluto a tutti. Fabrizio

    • Giancarlo Marcotti

      La ringrazio per gli apprezzamenti. Detto questo, caro Fabrizio, non si possono portare indietro le lancette dell’orologio, o meglio della storia, non si può dire facciamo finta che gli ultimi sedici anni non siano stati vissuti (magari!!!) possiamo solo ripartire dal punto in cui siamo, ma con condizioni completamente diverse.

      • Fabrizio

        Le assicuro carissimo, che se le lancette sono andate avanti, lo stesso non è avvenuto per il mio stipendio fermo proprio a sedici anni fa.
        Sono sempre più convinto che i “gestori” della politica continuino a sbandierare la necessità di restare nell’euro-moneta, nient’altro che per permettere alle classi finanziarie, imprenditoriali e industriali di continuare a speculare o meglio lucrare sugli stipendi (e pensioni) di operai e impiegati, arrivando agli artigiani e alle piccole imprese; e con tale denaro derivante dalla speculazione cresciuta a dismisura con l’ingresso nell’Euro,assicurare e mantenere a tali “gestori” il potere politico alimentandolo in ricambio.
        Ora, non è per per fare della semplice, e forse semplicistica, e gratuita demagogia, ma a me sembra evidente che la vita politica non dipenda più dalla base, dagli elettori, cioè dai cittadini, bensì da chi detiene il potere economico e finanziario, cioè una minoranza del paese, ma con una potenza d’acquisto e quindi manipolazione e condizionamento, oramai cresciuta a dismisura che fa comodissimo alla politica europeista perché è da essa foraggiata. Non si spiega altrimenti perché abbiamo un presidente del consiglio non eletto dal popolo.
        Mi perdoni di nuovo per lo sfogo.
        Un saluto. Fabrizio

        • Giancarlo Marcotti

          Guardi Fabrizio che le nostre visioni hanno molti punti in comune. Non c’è dubbio alcuno che il potere d’acquisto (io ritengo di ogni categoria di lavoratori italiani e non solo operai ed impiegati) sia drasticamente diminuito con l’entrata dell’euro. Detto questo, ribadisco, non si possono ripristinare tout court le condizioni ante euro. Nel frattempo sono fallite decine di migliaia di aziende che non possono miracolosamente tornare in vita. Quindi è da questa situazione disastrata che dobbiamo ripartire, naturalmente senza più la palla al piede di una moneta “straniera” e, per noi “ipervalutata”.

          • Fabrizio

            Già avere con lei delle visioni con “molti” punti in comune è un motivo per me di soddisfazione. Ribadiscono però la mia speranza di tornare al pre-euro per vedere se non altro, e ne sono convinto, una ridistribuzione più equa delle ricchezze; ovvio che molte delle aziende ormai uscite dai giochi, non potranno tornare in vita, ma sono certo che se ne creeranno di nuove; la voglia di fare agli italiani non manca. Manca solo che ci togliamo questo bastone fra le ruote.
            Un ultimo dubbio: non potrebbe essere che la comunità cerchi ostinatamente di trattenere la Grecia proprio per non rendere evidente agli altri paesi, soprattutto a quelli in difficoltà, (parlando in termini di opinione pubblica), che l’uscita può solo giovare ad una nazione e che la sua economia possa ripartire?
            Grazie per l’attenzione un saluto a tutti.

          • Giancarlo Marcotti

            CERTAMENTE. Anche se non tutti i Paesi reagirebbero nello stesso modo (ovviamente intendo “economicamente”) ad una uscita dall’euro. Da un ritorno alla valuta nazionale ne beneficerebbero soprattutto i Paesi “manifatturieri” come l’Italia visto che la nuova moneta darebbe un beneficio IMMEDIATO agli scambi commerciali. Quindi la Grecia non avrebbe un beneficio immediato (ANZI!!!) poiché ha comunque una sproporzione fra importazioni ed esportazioni. Comincerebbe ad avere effetti benefici solo con un certo ritardo grazie al boom turistico che, riportando denaro fresco nel Paese innescherebbe una spirale virtuosa, ma, ripeto, solo col tempo.

        • Antonio

          lo stipendio fermo a 16 anni fa e’ una anomalia italiana, e i motivi rimarranno anche cambiando moneta

  • Maria

    Grazie. Da decenni dico che la finanza dovrebbe essere insegnata alle elementari, ma so che nessuno la introdurrà nei programmi.

  • Marina Macchi

    Ovviamente il ragionamento di cui sopra fila se tutti gli stati a moneta europea uscissero insieme dall’euro, se lo facesse solo l’Italia non sarebbe indolore…

  • giu_dan

    Ma … guarda che non sei su “scherzi a parte” e nemmeno stai giocando a Monopoly !!!

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