Wall Street: è arrivata la terza botta!

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Vogliamo mettere immediatamente in evidenza, tuttavia, che mentre nelle prime due “botte” gli indici a stelle e strisce avevano terminato la seduta praticamente sui minimi di giornata, stavolta non è andata così.

Quindi?

Come noto questo dovrebbe essere un segnale di “inversione”, anzi, forse sarebbe più corretto parlare di un segnale di inversione di breve/brevissimo periodo, sì, insomma, diciamo di un rimbalzo.

E’ bene poi specificare che i cosiddetti “segnali” spesso e volentieri lasciano il tempo che trovano, quindi non fidiamoci troppo, guardiamoli, se ci fa piacere, ma non pensiamo che siano infallibili, tutt’altro!

E poi, per raccontarla tutta, la distanza del fixing dal minimo di seduta è di poco superiore al mezzo punto percentuale, quindi ben poca cosa.

Comunque sia, questa è l’unica notizia non negativa della giornata, per il resto solo disgrazie.

Eppure non era cominciata male, nelle prime due ore di contrattazione gli indici americani sono rimasti a ridosso della parità, poi …

Powell non ha colpe, sia ben chiaro, dice semplicemente la verità, usa toni cauti e non si preoccupa delle reazioni viscerali del mercato. Ma soprattutto Powell non imbroglia.

Per il Dow Jones il livello da monitorare rimane sempre quota 24.000 punti, un’eventuale discesa più profonda non deve però esser vista come un dramma, tuttavia, se non dobbiamo fasciarsi la testa prima di essersela rotta è pur sempre vero che in condizioni di pericolo dobbiamo sempre portare il casco.

Occorre poi dare uno sguardo al mercato valutario, è importante. Il dollaro, come sempre in questi casi, si è indebolito, il cross Eur/Usd, che in mattinata ha testato area 1,215 ha concluso la giornata a 1,227 mentre il Usd/Jpy, che già alla vigilia si era fortemente deprezzato, ha continuato anche nell’odierna seduta il trend ribassista, tornando in area 106, un livello davvero importante. Per trovare quotazioni inferiori dobbiamo tornare al 2016.

Da questi fatti l’economia americana dovrebbe quindi trovare nuova linfa, probabilmente Powell, al contrario dei suoi predecessori, dà molta più importanza a questi indicatori, non si vive di sola finanza (anche se non ne possiamo fare a meno).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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