Wall Street cede alle vendite, ma …

Giancarlo Marcotti 3 Commenti

Il 2016 parte proprio male

Sale solo Wal-Mart, crollano i titoli petroliferi, male Apple su voci di vendite in calo per i nuovi iphone. Sul Nasdaq risorge Netflix.

Non ha fatto eccezione Wall Street, fin dalle prime battute ha navigato in territorio negativo e non ha mai dato l’impressione di poter invertire la rotta, nell’ultima ora di contrattazione, tuttavia, ha ridotto le perdite, nulla di straordinario, ma sembra perlomeno esserci a breve la voglia di un rimbalzo.

I principali indici americani sono quindi scesi sotto livelli considerati importanti, come i 2.000 punti dello S&P500 o i 17.000 punti del Dow Jones che ha visto in calo tutti i titoli che lo compongono con la sola eccezione di Wal-Mart.

Oggi sentirete ripetere che i mercati sono scesi per il test nucleare che sarebbe stato inscenato dalla Corea del Nord, ritengo proprio che se si doveva trovare una scusa per giustificare questo nuovo ribasso si poteva far di meglio.

Non che la situazione geopolitica internazionale non sia preoccupante, ma certamente non sono gli “esperimenti” della Corea del Nord a spaventare le Borse, magari hanno un peso maggiore le schizofrenie dell’Arabia Saudita, le ripercussioni sul prezzo del petrolio non sono da poco.

Dopo aver fatto scendere il prezzo del barile rifiutandosi di ridurre in maniera significativa le estrazioni, e non avendo ottenuto gli effetti sperati, ha voluto rilanciare, per cui adesso vende anche il petrolio all’Europa “con lo sconto”. A noi potrebbe anche far comodo, ma la guerra del petrolio, dopo quella delle valute, non porterà nulla di buono.

Ma ritorniamo negli Stati Uniti, diversi i dati macro in uscita oggi. L’ADP ha comunicato un numero di posti di lavoro creati nel mese di dicembre (257.000 unità) decisamente superiore al consenso (190.000 unità).

E’ sceso oltre le attese anche il deficit della bilancia commerciale (42,4 miliardi anziché 44,7 miliardi) al livello più basso da un anno a questa parte. Il dato è derivato da un calo delle importazioni (-1,7%) ben superiore a quello delle esportazioni (-0,9%), un altro segnale del rallentamento dell’economia mondiale.

L’indice ISM non-manifatturiero è sceso al livello più basso degli ultimi venti mesi, in calo anche gli ordinativi all’industria (-0,2%), ma in questo caso il dato non ha colto di sorpresa gli economisti.

Dow Jones (-1,47%) si salva Wal-Mart (+1,00%)

Crollano Chevron (-3,95%), American Express (-3,20%) e United Technologies (-2,72%).

S&P500 (-1,31%) in controtendenza Time Warner (+4,73%), Altria Group (+1,06%) ed il biotecnologico Gilead Sciences (+1,05%)

Titoli petroliferi in ritirata: Anadarko Petroleum (-9,79%), Devon Energy (-7,98%) e torna a scendere Kinder Morgan (-5,20%).

Nasdaq (-1,14%) risorge Netflix (+9,31%) e salgono anche Regeneron Pharma (+2,06%) ed American Airlines Group (+1,75%)

Perdono oltre cinque punti percentuali Lam Research (-5,87%), Skyworks (-5,65%) e Wynn Resorts (-5,18%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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