Wall Street chiude la settimana con un ribasso … come prevedibile

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Lo avevamo infatti già anticipato ieri, in fase di commento: il rialzo avuto pareva essere “inerziale”, in altre parole, non aveva più spinta. Così non si è stupito nessuno del ribasso odierno apparso ai più “fisiologico”.

Calo che ha riguardato in maniera analoga tutti e tre i principali indici a stelle e strisce, il Dow Jones è sceso dello 0,71%, lo S&P500 dello 0,57% ed il Nasdaq dello 0,63%.

Un solo dato macro di un certo rilievo, ed è risultato deludente, il settore manifatturiero è sceso a 51,4 punti anziché salire a 52,3 punti come nelle previsioni degli economisti, un calo determinato dalla frenata dell’attività produttiva e degli ordini. Insomma un’economia che sta viaggiando ad una velocità notevolmente inferiore a quanto ci si attendeva.

Le previsioni di un mancato accordo fra i Paesi Opec e la Russia ha portato ad un forte storno (-4%) del prezzo dell’oro nero e di conseguenza dei titoli del settore.

La settimana è stata invece decisamente proficua per l’oro che non chiudeva un’ottava così positiva da oltre due mesi.

Parecchie ed estremamente rilevanti alcune notizie societarie a cominciare da Twitter che si è posta sul mercato, possibili acquirenti Salesforce e Google, la scommessa è di rendere “produttivo” un social che vanta un numero impressionante di utenti, ma che non riesce a “monetizzarli”.

Se Twitter (+21,42%) ha avuto un boom Facebook (-1,63%) ha stornato proprio in prossimità del proprio record storico a causa di una stima “generosa” del tempo medio di visione delle pubblicità video, almeno questo viene riportato dal WSJ.

La seduta è risultata ancor più negativa per Apple (-1,67%) dopo che GfK, la società numero uno al mondo specializzate nelle ricerche di mercato, ha pubblicato una nota che riportava i risultati di una indagine secondo la quale le vendite di iPhone 7 ed iPhone 7 Plus, in Europa, sarebbero inferiori del 25% rispetto a quelle avute, nell’analogo periodo dello scorso anno, dall’iPhone 6.

L’azienda di Cupertino, tuttavia, continua a dirsi fiduciosa ed si aspetta che il nuovo smartphone possa contribuire al fatturato della società in maniera definita “robusta”.

Chiudiamo invece segnalando il nuovo record storico, l’ennesimo, per Amazon (+0,13%) che sale per la sesta volta nelle ultime sette sedute facendo segnare al fixing l’impressionante quotazione di 805,75 dollari. Certamente l’azienda di Jeff Bezos continuerà ad incrementare le proprie vendite, ma questi livelli sono davvero impressionanti.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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