Wall Street chiude positiva, ma i guadagni sono limitati

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Terminano la seduta in territorio positivo gli indici statunitensi, anche se i guadagni si limitano a pochi decimi di punto percentuale.
 
Sui mercati continua a prevalere la prudenza, l’attenzione è sempre rivolta a Il Cairo, si spera che la rivolta non sfoci in una guerra civile e soprattutto non si estenda a tutta l’area, nel frattempo, il petrolio è tornato sotto il livello di 91 dollari il barile.
 
In giornata i dati macro sono risultati decisamente confortanti, le nuove richieste di sussidi alla disoccupazione sono state 415.000, quindi meno delle attese 425.000, mentre quelle continuative sono scese a 3,93 milioni (previste 3,95 milioni).
 
A sorprendere maggiormente, però, è stato l’indice ISM non-manifatturiero aumentato lo scorso mese a 59,4 punti (consenso 57 punti) quindi al valore più alto dall’agosto 2005. Un indice ISM su questi livelli (se maggiore di 50 indica espansione) è davvero un’eccellente notizia.
 
Ma non basta, la produttività non agricola è salita del 2,6%, molto più dell’atteso 2,2%, ed il costo unitario del lavoro, nello stesso periodo, è calato dello 0,6%.
E per finire il Dipartimento del Commercio rende noto che gli ordinativi all’industria sono aumentati dello 0,2% (si prevedeva un calo dello 0,6%) ed il dato di novembre è stato rivisto a +1,3% dal precedente +0,7%.
 
Insomma, tutte buone notizie dall’economia reale, bene così!
 
Dow Jones che ritocca di altri 20 punti i suoi massimi guadagnando lo 0,17%.
Merito in particolare di Cisco Systems (+1,3%), Bank of America (+1,3%) che comincia a riprendersi dopo la batosta successiva alla trimestrale. In salita anche AT&T (+1,2%) e Pfizer (+1,1%) che riprende la sua corsa dopo una seduta caratterizzata dalle prese di beneficio.
Da sottolineare l’ennesimo rialzo della Compagnia di assicurazione Travelers Comp. (+0,9%) vicinissima ai propri massimi storici.
 
Sul fondo della classifica Merk (-2,7%) dopo la pubblicazione dei conti. E’ vero che si è evidenziata una perdita (531 mln di dollari), ma occorre ricordare che al netto di poste straordinarie l’eps sarebbe stato di 88 cent, 5 più del consenso. A penalizzare il titolo una view prudente per l’anno in corso.
 
Un guadagno leggermente superiore per quanto riguarda lo S&P500 (+0,24%). In vetta ai rialzi troviamo Regional Financial (+3,9%) la Banca regionale, attiva in particolare nel sud est degli Stati Uniti è così tornata su quotazioni (7,55 dollari) che si sono rivelate in passato barriere difficili da superare, vediamo se ora ci sarà la forza per arrivare a livelli più ambiziosi.
 
Da segnalare, tra i titoli a maggior capitalizzazione l’ennesimo rialzo di Time Warner (+2,6%), che nelle ultime due sedute è arrivata a superare quota 36 dollari, non accadeva dall’ottobre 2007. Buona trimestrale per il colosso delle carte di credito Mastercard che guadagna 2,5 punti percentuali.
 
Decisamente deludenti invece i conti di Cvs Caremark (-5,0%) che nei giorni scorsi ha annunciato il cambio al vertice nominando Larry Merlo come Ceo.
 
Ed arriviamo al Nasdaq (+0,16%) la cui seduta è stata caratterizzata dalla buona vena dei retailers. In testa ai rialzi troviamo infatti Sears Holdings (+7,7%), seguita da Ross Stores (+5,8%).
 
Ancora una eccellente performance per News Corp. (+6,0%) l’azienda di Rupert Murdoch, in intraday, ha superato addirittura quota 17 dollari, non accadeva dal giugno 2008.
Sempre a proposito di retailers da sottolineare anche il balzo di Costco Wholesale (+4,5%) ed infine citiamo la società internet F5 Networks (+4,1%).
Nuovo tonfo per Celgene (-6,9%), per la società biotecnologica un’altra seduta da dimenticare, il titolo non riesce a riprendersi dopo una pessima trimestrale, il mercato non gli perdona di aver pagato eccessivamente l’acquisizione di Abraxis BioScience.
 
E per concludere oggi è arrivato anche il giorno delle prese di beneficio su Nvidia (-1,9%) dopo un inizio d’anno davvero esplosivo.
 
 
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro 
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