Wall Street: continua il rialzo, ma il Dow Jones non sfonda quota 12.000 punti.

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Proprio sul finale il Dow Jones (+0,07%) riperde quota 12.000, sembra quasi una maledizione, può essere considerato un livello psicologico importante, visto che occorre infatti tornare a giugno 2008 (sembra un secolo fa) per trovare fixing su quei livelli.
 
Il grafico del più famoso indice americano di titoli industriali è assolutamente emblematico, dal famoso 9 marzo 2009 il recupero è stato quasi ininterrotto, ed il valore è quasi raddoppiato, una soglia psicologica, a questo punto, può quindi dare una qualche apprensione.
 
Il dato macro di maggior interesse, sulla Piazza americana, oggi riguardava il comparto immobiliare, ed è risultato decisamente incoraggiante, le vendite di nuove abitazioni, infatti, sono state 329.000, molto superiori alle 300.000 previste e quasi 50.000 in più rispetto alla rilevazione precedente.
 
Non si possono dire brillanti, invece, le trimestrali pubblicate oggi.
 
Sul listino tecnologico Nasdaq (+0,74%), oggi era il turno di Yahoo (-2,8%) i cui utili sono raddoppiati rispetto all’anno precedente, superando anche il consenso, ma a deludere gli analisti sono stati il fatturato (-12%) e soprattutto le previsioni sui ricavi del trimestre in corso indicati fra 1,02 e 1,08 miliardi quindi ben al di sotto degli 1,13 miliardi previsti dalle banche d’affari. E’ innegabile che la concorrenza di Google e dei più noti social network si faccia brutalmente sentire.
 
Molto deludente anche CA Inc (-7,6%) massacrato dal mercato il secondo produttore di software per computer mainframe il cui fatturato si è fermato a 1,28 miliardi di dollari rispetto agli 1,57 miliardi previsti.
 
I maggiori rialzi sono per il biotecnologico Gilead Sciences (+3,9%) seguito da Joy Global (+3,7%) e Wynn Resorts (+3,3%), ma, come sempre, il maggior contributo al rialzo arriva da Apple (+0,7%) e Microsoft (+1,2%) che hanno tutto un altro peso.
 
Passando all’indice Dow Jones, United Technologies (-0,4%) è rimasta poco variata dopo aver annunciato utili in aumento dell’11,7% e ricavi del 6,3%, dati leggermente superiori al consenso, grosso modo in linea con le attese degli analisti, invece, le previsioni comunicate per l’anno in corso.
 
Sul fondo della classifica troviamo Boeing (-3,1%) dopo che l’utile ed i ricavi, nel quarto trimestre, sono calati dell’8%. I tagli alle spese per la difesa porteranno il fatturato nel 2011 ad attestarsi tra i 68 e i 71 miliardi di dollari con utili per azione che difficilmente supereranno i 4 dollari.
 
Giornata invece decisamente positiva per Dupont (+2,6%), Alcoa (+2,2%) che ritocca ancora i massimi dell’ultimo anno e Verizon (+1,7%) spinta da Goldman Sachs che la inserisce nella sua “Conviction Buy List” portando il target price a 42 dollari.
 
Sullo S&P100 svetta Halliburton (+8,0%) i cui dati sono piaciuti “a posteriori”, seconda giornata di forti aumenti per Baker Hughes (+5,9%) sui dati delle scorte petrolifere, mentre sprofonda Xerox (-7,6%) dopo la trimestrale obiettivamente deludente se ci riferiamo alla redditività (utili -5%), ma soddisfacente sul lato dei ricavi (aumentati del 42%).
 
Ovviamente, forse non è neppure necessario ricordarlo, la Fed ha lasciato i tassi invariati come unanimemente era stato previsto.
 
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro
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