Wall Street: il Dow Jones ritrova quota 22.000 punti

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Avanti a piccoli passi, sembra esser questa la “strategia” di Wall Street, insensibile agli scossoni della politica ed ai moniti che arrivano dalla Fed. Sembra che questa calma apparente, però, sia la risultanza di due forze che, andando in senso contrario, si annullano.

Per anni la Fed ha guidato un rialzo borsistico che non ha precedenti, l’aiuto dato immediatamente all’economia è stato provvidenziale, ma successivamente la Banca Centrale americana è stata vittima di se stessa al punto che, nonostante ufficialmente il tasso di disoccupazione (indicato sempre come driver di mercato) sia sceso ai minimi degli ultimi sedici anni, ancora oggi la politica monetaria adottata è sostanzialmente super-espansiva.

Non tranquillizza affatto uno dei più importanti indicatori economici “indiretti”, cioè il prezzo del petrolio, ed ecco che Chevron (-1,59%) conclude la seduta con un ribasso per la quinta volta di seguito. Stessa storia per Exxon (-0,73%).

Giornata negativa anche per il comparto bancario: Goldman Sachs (-0,87%) e JP Morgan (-0,69%) completano il quartetto che occupa la parte bassa della classifica.

Ottimo invece il rimbalzo di United Technologies (+1,76%) che tuttavia necessita di conferme, visto che in passato qualche rimbalzo è poi rimasto isolato.

Sul Nasdaq mette a segno il quarto rialzo di fila Biogen (+2,14%) in una seduta comunque contrastata per il comparto biotecnologico.

E’ tuttavia Micron Technology (+3,40%) il best performer di giornata per quanto riguarda l’indice tecnologico, il titolo, da inizio anno sta guadagnando 40 punti percentuali, e negli ultimi 18 mesi ha triplicato la propria quotazione.

Contrastati i FAMGA, salgono ancora Google (+0,66%) e Microsoft (+0,59%) che ritocca il proprio record storico ma solo in intraday, mentre devono cedere alle vendite Apple (-0,40%), Amazon (-0,46%) e Facebook (-0,58%).

Non abbassiamo la guardia, per il momento soffia ancora la bonaccia, ma i temporali estivi arrivano sempre all’improvviso.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro   

Articoli correlati

Video
I più letti
FTSE Mib
Gli Ultimi Commenti
Osservatorio internazionale