Wall Street euforica non “scalda” l’Europa

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Ancora debole Francoforte

Positiva Piazza Affari, ma non troppo. Contrastati i titoli del comparto bancario, brilla il lusso e la galassia Agnelli. Sul fondo ancora Juventus.

Borse europee in ordine sparso. Londra (+1,6%) vola sulle ali dell’entusiasmo per la Brexit, Parigi (+0,9%) non risente della disastrosa situazione politica, mentre la grande malata rimane Francoforte (-0,3%) anche oggi in calo.

Neppure la nostra Piazza Affari è risultata particolarmente euforica oggi, hanno brillato i titoli del lusso ed ancora una volta l’intera galassia Agnelli ad eccezione di Juventus (-4,06%), tuttavia, nonostante gli storni delle ultime due sedute, il titolo della squadra di calcio rimane in testa nella classifica delle performance dell’anno in corso (+33,6% YTD).

Nella classifica odierna, fra i titoli che compongono il nostro Ftse Mib (+0,36%), la maglia rosa è andata a Moncler (+5,94%), mentre gli altri due gradini del podio se li sono divisi Ferrari (+1,79%) ed Exor (+1,74%), in guadagno anche gli altri due titoli della Scuderia Agnelli: Fiat Chrysler (+1,32%) e Cnh Ind. (+0,78%).

Chiude con un buon guadagno Salvatore Ferragamo (+1,53%) anche se parecchio distante dai massimi di giornata. Ed arriva anche il rimbalzo di Pirelli (+1,34%).

Giornata fiacca per le utilities anche se Italgas (+0,19%) ritocca di nuovo il proprio massimo assoluto.

Stornano Prysmian (-1,72%) ed Azimut (-1,49%) che interrompono così una buona striscia positiva.

Ed infine inevitabili prese di profitto per Campari (-1,25%).

Dicevamo nel titolo che al momento è particolarmente euforica Wall Street, merito di alcune trimestrali migliori delle attese.

Vola Boeing (non è una battuta) che guadagna al momento sette punti percentuali dopo una trimestrale più che soddisfacente, conti migliori delle previsioni anche per Apple che sale di cinque punti percentuali.

Dow Jones così in prossimità di quota 25.000 punti, se pensiamo che poco più di un mese fa era sceso sotto quota 22.000 punti … beh … altro che rimbalzo!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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