Wall Street manda in rosso le Borse del Vecchio Continente

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Trump torna a criticare la Fed

Crollo dopo l’apertura di Wall Street quando viene reso noto l’indice ISM. A Milano si salvano in pochi. In calo petroliferi e galassia Agnelli.

Tutta colpa dell’ISM, l’indice dei direttori d’acquisto del settore manifatturiero. Come sempre il valore soglia è posizionato a 50 punti, sopra una espansione, sotto una contrazione. Per il mese di settembre gli analisti si aspettavano 50,4 … ossia un risultato in risalita rispetto ai 49,1 di agosto, ed è invece arrivato un raggelante 47,8.

A sottolineare il brutto dato un tweet di Trump che dà la colpa alla Fed (ormai per Trump la Fed è responsabile di tutto quel che accade negli Stati Uniti).

Questo il tweet:

“Come detto Jay Powell e la Federal Reserve hanno consentito che il dollaro diventasse tanto forte, soprattutto nei confronti di tutte le altre valute, da colpire negativamente i nostri produttori. I tassi della Fed sono troppo alti. Sono i peggiori nemici di se stessi, non sanno cosa fare. Patetico”.

Probabilmente Trump non sa come siamo messi noi, noi italiani intendo. Comunque oggi il dollaro è in calo in questo momento viaggia intorno all’1,094 rispetto all’euro.

L’improvviso calo che ha quindi subito Wall Street ha avuto ripercussioni anche sul mercato europeo ed ecco le performances dei principali indici di Borsa europei: Parigi (-1,4%), Francoforte (-1,3%) e Londra (-0,7%).

Ha cercato di difendersi la nostra Piazza Affari, che per tutta la mattinata aveva viaggiato ben al di sopra della linea della parità, l’indice di riferimento della Borsa italiana, il Ftse Mib (-0,81%), tuttavia, dopo un’asta di chiusura penalizzante ha terminato sul minimo di giornata.

Si sono salvati un paio di titoli bancari: Banco BPM (+1,17%) ed Ubi Banca (+0,62%). Frecce verdi soltanto per altri tre titoli: Amplifon (+0,44%), A2A (+0,36%) e Campari (+0,12%), invariata rispetto alla vigilia Hera, per il resto solo ribassi.

Sul fondo Atlantia (-2,43%) che tuttavia ha terminato la seduta piuttosto distante dai minimi di giornata e Ferrari (-2,01%).

Giornata da dimenticare ancora per il comparto petrolifero: Saipem (-1,97%), Tenaris (-1,87%), mentre Eni (-0,38%) ha limitato il ribasso a meno di mezzo punto percentuale.

Ed infine seduta totalmente negativa per la galassia Agnelli, detto già di Ferrari, ecco le performances degli altri titoli del gruppo: Exor (-1,69%), Cnh Ind. (-1,43%), Fiat Chrysler (-0,96%) e Juventus (-0,90%).

Al momento a New York il Dow Jones lascia sul terreno un punto percentuale, poco meno lo S&P500 ed il Nasdaq.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

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