Wall Street monotona e ripetitiva, finché un bel giorno …

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Concentriamo oggi l’attenzione esclusivamente sul Nasdaq ed analizziamo quel che è accaduto da inizio anno, ricordiamo solo che il cosiddetto indice dei titoli tecnologici aveva cominciato a salire dal 4 novembre, ossia tre sedute prima della elezione di Trump a nuovo Presidente degli Usa.

Ebbene negli ultimi due mesi dell’anno scorso il Nasdaq aveva guadagnato circa 6 punti percentuali e molti analisti avevano ritenuto questo trend positivo “eccessivo”, quindi attendevano uno storno nei primi mesi del 2017.

Cosa è accaduto invece?

Come vedete dal grafico, da inizio anno, quindi in meno di due mesi, il Nasdaq non solo non ha stornato, ma ha guadagnato altri 9 punti percentuali!

Nel  2017 si sono svolte 34 sedute borsistiche, per ben 26 volte si sono concluse con un rialzo, mentre soltanto in 8 occasioni davanti alla performance giornaliera abbiamo trovato il segno meno.

Già questo fatto è decisamente straordinario, soprattutto alla luce di quanto appena sottolineato, ossia che venivamo da un trend rialzista che durava da due mesi.

C’è una cosa, però, ancor più singolare, ed ossia che in nessuna delle 8 sedute ribassiste il calo è risultato superiore al punto percentuale e soltanto in due occasioni ha superato il mezzo punto percentuale, per la precisione il 17 gennaio (-0,63%) ed il 30 gennaio (-0,83%).

Possiamo quindi affermare che in sei delle otto sedute ribassiste il calo è risultato praticamente frazionale, insomma, non ce ne siamo quasi accorti.

Ma non basta perché, almeno fino ad ora, in questo 2017, non abbiamo ancora avuto due sedute ribassiste di seguito, insomma il Nasdaq il giorno dopo aver subito un ribasso … è immancabilmente risalito.

Non parliamo poi del numero di titoli che hanno stabilito i loro massimi assoluti, neppure si contano.

Ma a mio avviso c’è un fatto ancor più straordinario e cioè che nelle 26 sedute rialziste avute da inizio anno il Nasdaq per ben 19 volte ha ritoccato il proprio record storico. Perché questo fatto è straordinario? E cosa ne dobbiamo dedurre?

Semplicemente ciò che stupisce è la costanza, l’inconsueta regolarità della crescita, è come se i grandi investitori, in possesso di enormi disponibilità, le centellinassero, giorno dopo giorno, senza strappi, dando al mercato un segnale di stabilità.

Ma per quanto “enormi” queste disponibilità un giorno si esauriranno ed allora il mercato si accorgerà di aver gonfiato una gigantesca bolla, e si renderà conto che le quotazioni dei titoli sono salite in maniera spropositata.

Per questo motivo ritengo che le “singolarità” che ho evidenziato non possano essere ignorate.

Uno degli aspetti  che caratterizza gli analisti finanziari è il fatto che riescano sempre a fornire una motivazione “tranquillizzante”, qualunque cosa accada sui mercati,  salvo poi rendersi conto, sempre in ritardo, all’indomani di un crollo, che in precedenza si erano manifestate delle anomalie che non avrebbero dovuto essere sottovalutate.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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