Wall Street non cambia e prosegue la sua … camminata

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Wall Street sta diventando noiosa, le sedute hanno un copione che si ripete in continuazione, sempre uguale a se stesso, sempre la stessa solfa, nei primissimi minuti qualche timidissima vendita che viene immediatamente “servita”, poi solo acquisti fino al fixing.

Per il Dow Jones (+0,18%) si è trattato delle settimo rialzo nelle ultime nove sedute, ma non si possono nemmeno chiamare  ribassi quelli avuti nelle due sedute nelle quali l’indice più vecchio del mondo non è salito visto che in quelle occasioni i cali sono stati dello 0,01% e dello 0,06%.

Non hanno avuto influenza alcuna la pubblicazione del verbali che si riferivano alla riunione tenuta il 19 e 20 settembre scorso dal FOMC, si è scoperta infatti l’acqua calda, ossia che la Fed avrebbe intenzione di alzare i tassi a dicembre.

L’avevamo ampiamente previsto diverso tempo fa, non serviva infatti conoscere le minute, era assurdo pensare che un’inflazione inferiore alle attese potesse impedire una decisione che le Banche attendono da tempo e che non è più procrastinabile.

E, se vogliamo, per avere la riprova che la notizia era praticamente scontata è sufficiente dare un’occhiata al mercato valutario, il dollaro si è ulteriormente deprezzato, ora siamo oltre quota 1,185 nei confronti dell’euro.

Il podio del Dow Jones è occupato da tre titoli che, come tanti altri, oggi hanno anche ritoccato il proprio record storico, ci riferiamo a Johnson & Johnson (+2,05%) promossa da Jefferies, Wal Mart (+1,90%) che nelle ultime tre sedute ha guadagnato l’8,5% e McDonald’s (+1,60%) che dall’inizio dell’anno ha incrementato la propria quotazione del 36,7%.

Ma ribadiamo, sono innumerevoli i titoli che seduta dopo seduta migliorano i propri massimi assoluti, si continua a comprare, altro non si può fare, poi verrà un giorno che il mercato scoprirà di aver comprato a prezzi fuori mercato.

Ma nel frattempo Wall Street macina record uno dopo l’altro, magari con sedute noiose, ma per ora va bene così.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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