Wall Street non si espone e resta alla finestra

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Seduta di non facile interpretazione quella alla quale abbiamo assistito oggi a Wall Street. Innanzitutto diciamo che il massimo di giornata lo abbiamo toccato nei primi minuti di contrattazione, tuttavia dobbiamo anche sottolineare che quando tutto lasciava presagire che avremmo concluso la seduta sui minimi è arrivato un rimbalzo proprio nei minuti finali.

Non possiamo così dare un giudizio inequivocabile, praticamente abbiamo terminato sulla parità, ma non è stata una seduta banale, si sono scontrati due visioni opposte e si sono equivalse.

D’altronde sembra proprio che nessuno sappia quel che dirà domani Puigdemont, né quale sarà la risposta di Madrid, ma ormai il nervo sembra scoperto ed i margini di trattativa abbastanza risicati.

A questo dobbiamo aggiungere che oggi negli Stati Uniti la giornata era semifestiva, si celebrava il Columbus Day … con qualche giorno di anticipo in quanto, infatti anziché nel canonico 12 ottobre dal 1971 la data della ricorrenza è stata fissata al secondo lunedì del mese.

Quindi con banche e uffici chiusi i volumi sono notevolmente diminuiti ed il risultato è quindi ancor più difficilmente decifrabile. Non ci aiuta nemmeno il mercato valutario. Il cross Eur/Usd, infatti, dopo aver terminato la scorsa ottava tenendo quota 1,17 oggi non ha avuto particolari sussulti.

Per quanto riguarda i titoli che compongono l’indice Dow Jones (-0,06%) in positivo va segnalata la performance di Wal Mart (+1,91%), mentre la situazione è decisamente allarmante per General Electric (-3,98%).

Il colosso dell’elettricità prosegue nel suo annus horribilis (-23,9% YTD), il cambio ai vertici non sembra sia stato accolto con entusiasmo dal mercato e la bocciatura arrivata da JP Morgan ovviamente ha il suo peso.

Non ci resta che attendere l’esito dell’affaire Catalogna, poi … partirà anche il valzer delle trimestrali.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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