Wall Street parte col piede giusto. I titoli energetici trascinano gli indici al rialzo

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I timori per la situazione in Egitto potevano condizionare la seduta odierna, ma il sentiment è tornato positivo dopo che sono stati resi noti dati macro migliori delle attese.
 
 
Sono cresciute più del consenso le spese personali e soprattutto l’indice PMI di Chicago è salito, nel mese di gennaio, a 68,8 punti, dai precedenti 66,8  ben oltre quanto previsto dal mercato (65), tornando sui massimi dal 1988.
 
E’ così tornata la fiducia fra gli investitori e, dopo una timida apertura, gli indici hanno virato in positivo, anche se i rialzi si sono mantenuti mediamente nell’ordine del mezzo punto percentuale.
 
A trascinare gli indici il settore oil che monetizza il ritorno del petrolio sopra quota 92 dollari il barile, in due giorni, quindi, il prezzo dell’oro nero è aumentato del 7%.
 
Inoltre oggi è stata resa nota la trimestrale di Exxon (+2,1%) risultata decisamente superiore alle attese. L’utile netto è salito a 9,25 miliardi di dollari (+53%) ed S&P ha confermato il giudizio “Strong Buy” alzando le stime dell’eps per l’anno in corso a 7,05 dollari, ritoccato anche il prezzo obiettivo a 95 dollari (ex 85).
 
Tutto il comparto ha beneficiato della notizia, sull’S&P100 (+0,8%) il miglior titolo è risultato Devon Energy (+4,2%), buona performance anche per National Oilwell (+3,4%) e non smette di crescere Baker Hughes (+1,8%).
 
Nelle parti basse della classifica ancora Ford (-2,0%) crollata fino a 15,5 dollari prima di recuperare sul finale e concludere a ridosso dei 16 dollari. Ha fatto peggio oggi solo Bristol Myers (-2,4%) avvicinatasi pericolosamente verso quota 25 euro.
 
Sul Dow Jones (+0,6%) guida i rialzi Alcoa (+2,7%), a seguire il già citato Exxon, IBM (+1,8%) e  Chevron (+1,7%).
Tra i ribassi spiccano quelli di Procter & Gamble (-1,7%) il cui crollo sta cominciando ad assumere dimensioni preoccupanti,  Wal Mart (-1,1%) in ritracciamento dopo i forti rialzi dei giorni scorsi e American Express (-1,1%).
Sul Nasdaq (+0,5%)  da segnalare l’ottima performance di First Solar (+4,8%), ma, come al solito, è stata Apple (+1,0%) ad apportare il maggior numero di punti all’indice.
 
Il biotecnologico Genzyme (+3,2%) festeggia l’imminente accordo per un farmaco anti leucemia con Sanofi-Aventis.
 
Tra i ribassi più consistenti segnaliamo Check Point (-3,6%) ed ancora Sandisk (-3,1%). Brutta seduta anche per la società del Blackberry, Research in Motion è infatti scesa del 1,7% tornando così sotto quota 60 dollari.
 
Ma a catalizzare per tutta la seduta l’attenzione degli investitori è stata Intel, l’azienda ha annunciato un profit warning causato da errori nella progettazione di un chipset che porterà alla riduzione di vendite per il primo trimestre nell’ordine di 300 milioni di dollari. Il titolo all’annuncio della notizia (10:18 ora di New York) è sceso in un secondo di circa un punto e mezzo percentuale, ma incredibilmente negli ultimi minuti della seduta ha recuperato tutte le perdite terminando la giornata a 21,46 dollari, esattamente la stessa quotazione del giorno precedente.
 
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro 
 
 
  
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