Wall Street rimane sui massimi storici, grazie … alla paura

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I listini di Borsa americani non ne vogliono sapere di scendere ed ecco che anche in una giornata come quella odierna,  nella quale le Piazze di tutto il mondo hanno subìto perdite, in alcuni casi, come quello di Francoforte, anche pesanti, a New York i principali indici hanno terminato la seduta praticamente sulla parità.

Potremmo dire Wall Street ultimo baluardo, sembra però che a tener viva la Borsa americana non sia la consapevolezza di un’economia comunque in forte crescita, bensì … la paura.

Sembra infatti che il cedimento della Borsa americana sia visto come … la resa incondizionata, ed allora tutti hanno paura delle eventuali conseguenza, i termini catastrofici di qualche analista spaventano più di uno sciame di cavallette giganti.

In questo modo, tuttavia, si perde di vista un aspetto fondamentale che dovrebbe guidare non solo i mercato borsistici, ma ogni attività umana: il buon senso.

Banalmente se ci si è accorti di esser saliti troppo e non si scende per paura che un fisiologico ritracciamento si trasformi in una rovinosa caduta, beh, non siamo messi tanto bene.

Oddio, la debolezza del dollaro aiuta molto, oggi la moneta verde è stata scambiata fino a 1,168 contro euro e sotto quota 111 nei confronti dello yen, e Wall Street guarda con attenzione il mercato valutario, tuttavia rimaniamo perplessi nel vedere valutazioni stratosferiche in particolare sul Nasdaq.

Dollaro debole e oro forte, il metallo prezioso anche oggi ha fatto un bel balzo terminando a quota 1.254,7 dollari per oncia con l’ottavo rialzo nelle ultime dieci sedute. In un paio di settimane quindi le quotazioni sono salite di 40 dollari per oncia (+3,3%).

Fra le trimestrali diffuse oggi spiccava quella di General Electric (-2,92%) che ha deluso il mercato, tuttavia il titolo, pur risultando maglia nera di giornata, ha terminato le contrattazioni nei pressi del massimo di giornata recuperando gran parte delle perdite che faceva segnare nella prima parte della seduta.

Segni meno anche per i petroliferi: Chevron (-1,32%) ed Exxon (-0,92%) e quarto ribasso di fila per Goldman Sachs (-0,95%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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