Wall Street: che sbandata! E adesso?

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Ovviamente ora può accadere di tutto, le quotazioni azionarie a Wall Street non erano certo a buon mercato, ma si sa che la Borsa americana trova sempre compratori, quindi lo scontro fra rialzisti e ribassisti sarà senza dubbio cruento.

Dopo lo storno odierno il Dow Jones (-1,78%) rimane comunque sopra quota 20.600 punti, lo S&P500 (-1,82%)  non scende sotto i 2.350 punti ed il Nasdaq (-2,57%) mantiene quota 6.000 punti, tutti livelli che soltanto poche settimane fa avremmo ritenuto stellari.

Però non si può neppure far finta di niente e dire semplicemente che si è trattato di uno storno isolato all’interno di un trend rialzista, perché la liquidità con la quale si sono inondati i mercati deve necessariamente esser drenata, si userà tutta la cautela necessaria, ma va drenata, i tassi dovranno tornare su livelli “normali” in breve tempo altrimenti la bolla speculativa si gonfierà ulteriormente e si sa che poi, al momento dello scoppio, farebbe seri danni.

Oggi è stato il grande giorno per il fondo Rupper LLP, avevo scritto, poco più di una settimana fa, un articolo a riguardo dal titolo Ecco chi investe al ribasso sulla Borsa americana, la Chiesa d’Inghilterra starà certamente festeggiando il +46,38%, ossia la performance giornaliera del VIX, l’indice  che monitora la volatilità sullo S&P500.

Come detto il DJ ha lasciato sul terreno quasi due punti percentuali, nonostante ciò, tuttavia, ben cinque dei trenta titoli che lo compongono hanno visto prevalere, seppur di poco, gli acquisti, si tratta di Unitedhealth, The Travelers, Coca Cola, Wal-Mart e Procter & Gamble, ma il crollo del settore bancario: Goldman Sachs (-5,3%) e JP Morgan (-3,8%) e soprattutto le pesanti vendite su Apple (-3,4%) hanno condizionato il rendimento dell’indice più vecchio del mondo.

Per quanto riguarda il Nasdaq, poi, i maggiori ribassi hanno riguardato alcuni titoli che nei giorni scorsi aveva messo a segno rialzi esorbitanti, come ad esempio Micron Technology (-6,96%) e Nvidia (-6,64%).

Domani, oltre a consueti dati sul mercato del lavoro, conosceremo anche il leading indicators, quello che noi chiamiamo Superindice, ebbene, se non verranno indicazioni contrarie le attese sono comunque per un rimbalzo, stiamo a vedere.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro   

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