Wall Street vola nell’iperspazio

Giancarlo Marcotti 4 Commenti

Non si fermano gli indici statunitensi

Bene Pfizer, Intel e Verizon, in calo United Technologies, Chevron e McDonald’s. Sul Nasdaq sale Facebook e continua a macinare record Apple.

Dati macro quasi disastrosi fanno volare Wall Street, di questo passo i tassi non si alzeranno mai e magari la Yellen tornerà a fare Quantitative Easing, gli indici americani entrano in mondi sconosciuti, completamente scollegati dalla realtà.

Il solo titolo Apple capitalizza più di tutta la Borsa italiana, e gli analisti continuano a sparare target price sempre più elevati, quasi non ci fossero limiti al valore delle azioni.

Ma vediamo cosa è accaduto dal lato macro, si partiva bene con gli ordini di beni durevoli aumentati ad ottobre (+0,4%) mentre le attese erano per un calo (-0,6%), resterà però il solo dato migliore del consenso.

Le spese per consumi (+0,2%) ed il reddito personale (+0,2%) aumentavano meno del previsto (+0,3% e +0,4% rispettivamente), ma il dato più preoccupante arrivava dalle prime richieste di sussidi alla disoccupazione, che nella settimana appena trascorsa sono state 313.000, il valore più alto degli ultimi due mesi, le attese si fermavano a 288.000 unità.

Ma non finiva qui perché dopo la campanella venivano resi noti altri due importanti indici: il PMI di Chicago crollato a 60,8 punti dai precedenti 66,2 (le previsioni erano per un calo meno accentuato a 63 punti) e il Michigan Consumer Confidence attestatosi a 88,8 punti cioè ad un livello inferiore rispetto alla lettura preliminare (89,4 punti) ed al consenso degli economisti (90,0 punti).

Per concludersi con il mercato immobiliare, risultavano inferiori alle attese, sia le vendite di nuove case, che quelle in corso.

Insomma continua questa litania, il mercato gradisce dati negativi che allontanano la decisione sull’aumento dei tassi, di questo passo dovremmo sperare in un flop delle vendite natalizie che iniziano tradizionalmente il giorno successivo al Thanksgiving.

Ma il mercato teme anche uno storno perché se gli indici dovessero cominciare a scendere non si sa fino a che punto potrebbero arrivare, si teme un crollo di proporzioni gigantesche ed allora, per scongiurarlo, si continua a comprare.

I nuovi record storici per quanto riguarda il Dow Jones e lo S&P500 si susseguono con cadenza giornaliera ed il Nasdaq cresce a rotta di collo verso gli epici massimi del 2000.

Dow Jones (+0,07%) continua la risalita di Pfizer (+2,07%) che rivede quote che aveva toccato per l’ultima volta il primo maggio scorso. Era invece dal febbraio 2001 che Intel (+1,60%) non arrivava a questi livelli, e torna sopra quota 40 dollari Verizon (+1,42%)

Prese di profitto per United Technologies (-1,39%), in calo ancora Chevron (-0,90%) e McDonald’s (-0,80%).

S&P500 (+0,17%) vola Hewlett Packard (+4,07%) e polverizza per l’ennesima volta il proprio record storico Texas Instruments (+3,60%), sale ancora Facebook (+2,63%).

Sul fondo ancora Schlumberger (-2,51%), Halliburton (-1,91%) ed Anadarko Petroleum (-1,69%).

Nasdaq (+0,68%) di nuovo un gran balzo per Analog Devices (+5,51%) dopo una trimestrale migliore del consenso, quindi due record storici: Mylan (+4,36%) per la società che produce farmaci generici superato il record stabilito lo scorso 4 marzo, ed Avago Technologies (+2,89%) il cui precedente record storico era stato stabilito di recente (18 novembre scorso).

Crolla verticalmente dopo la trimestrale Kla-Tencor (-20,02%), quindi consueto ribasso per Vimpelcom (-1,87%) e secondo calo consecutivo per Staples (-1,21%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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  • maccabeo2

    Bolla,si chiama bolla e basta. E più continua a gonfiarsi più farà rumore al momento dell’esplosione

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