Wall Street vola, Piazza Affari arranca

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

La Borsa milanese è l’unica a finire in rosso

Vendite sui bancari ed in particolare sulle Popolari. Fusione Unicredit-SocGen? Per il Financial Times se ne parla. Ci salvano le utilities.

Nonostante Wall Street continui a fornire performance da capogiro la nostra Borsa  rimane in affanno, vittima dei titoli del comparto bancario. Gli altri principali indici borsistici del Vecchio Continente hanno fatto segnare performances positive anche se non esaltanti: Londra (+0,5%), Parigi (+0,1%) e Francoforte (+0,4%).

A New York gli acquisti premiano in particolare i titoli a grande capitalizzazione, Walmart, Visa, Merck, Dowdupont, Home Depot e Boeing trainano il Dow Jones che beneficia anche del nuovo record storico di Apple, il colosso di Cupertino aveva concluso la scorsa ottava sul massimo di giornata superando al fixing per la prima volta quota 190 dollari, al momento guadagna un altro punto e mezzo percentuale veleggiando sopra quota 193 dollari, sono valutazioni da favola.

A Piazza Affari il nostro Ftse Mib (-0,45%) si è salvato da un calo ben più pesante grazie alla buona vena delle utilities. Quota 22.000 punti al momento ha “tenuto”, ma è indubbio che la nostra Borsa sia sempre soggetta a turbolenze che non rendono il “viaggio” piacevole e rilassante.

Italgas (+2,79%) ed A2A (+2,42%) hanno occupato le prime due piazze della classifica odierna. Dopo un mese di maggio quasi disastroso forse per le utilities si possono aprire scenari migliori.

A completare il podio ecco di nuovo Campari (+1,49%) alle prese con quota 6,5 euro.

Chi non smette di stupire, al solito, è Moncler (+1,37%), nonostante le temperature decisamente estive l’azienda del “piumino” macina un record dopo l’altro, ormai mancano solo 16 centesimi di euro per traguardare quota 40 euro, un livello che si poteva soltanto sognare un anno fa.

A completare la splendida seduta per le utilities ecco le performance di Terna (+1,26%), Enel (+1,12%) e Snam Rete Gas (+0,87%).

Sul fondo anche oggi troviamo Fiat Chrysler (-3,63%) che ovviamente trascina al ribasso Exor (-2,48%), obiettivamente c’era da attenderselo. Non sono tanto i dati non brillanti delle immatricolazioni a pesare, ciò che non può non preoccupare il mercato è l’addio di Marchionne. John Elkann fa di tutto per rassicurare gli investitori, ma la successione non potrà essere indolore.

La seduta, tuttavia, è stata caratterizzata dalla debolezza del comparto bancario, le vendite hanno colpito in particolare le Popolari: Ubi Banca (-3,16%), Bper Banca (-2,94%) e Banco BPM (-2,93%) hanno subito tracolli nonostante lo spread si sia nuovamente ristretto.

Frecce rosse anche per Intesa Sanpaolo (-0,02%), Mediobanca (-1,72%) ed Unicredit (-0,83%), il colosso guidato da Jean Pierre Mustier è stato oggi al centro dell’attenzione dopo che il Financial Times ha rilanciato la notizia che sarebbero in corso colloqui per giungere ad una fusione con Société Générale, la banca francese dalla quale proviene lo stesso Mustier. Ricordiamo che i due Istituti hanno pressappoco la medesima capitalizzazione. L’Europa non smette di far disastri.

L’improvviso dietro-front dei prezzi petroliferi ha pesato anche sui titoli del settore, in particolare Saipem (-2,72%) dopo un buon inizio ha terminato le contrattazioni con un sensibile calo, ma non si sono salvati dalle vendite neppure Tenaris (-2,09%) ed Eni (-0,93%).

Han lasciato sul terreno oltre due punti percentuali anche Unipol (-2,09%) ed UnipolSai (-2,02%), continua così il momento difficile per le società bolognesi.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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