Alfano candida la Sicilia per le Olimpiadi del 2028. PSICHIATRI DOVE SIETE???

Giancarlo Marcotti 1 Commento

Oh! Questo è il nostro Ministro degli Interni, lo sapete o no? Abbiamo come Ministro degli Interni uno che vorrebbe candidare la Sicilia per le Olimpiadi del 2028!!!

Basaglia! Quanti danni hai fatto!

Una curiosità, anzi due.

La prima: il nostro Ministro degli Interni parla a Taormina ad un convegno organizzato dalla Fondazione Alcide De Gasperi della quale, scopro ora, ne è presidente. Ciò quindi significa che la figlia di Alcide, Maria Romana, ha permesso che si sia potuto accostare il nome di Angelino Alfano a quello di suo padre?

E la seconda: prima che Angelino Alfano, incontrando i giornalisti a margine del Convegno, proponesse la candidatura della Sicilia per l’organizzazione delle Olimpiadi del 2028 aveva confidato a qualcuno questa grottesca idea? E nessuno di loro, colto da umana pietas, gli ha consigliato di non far cenno in luogo pubblico di una simile proposta, visto che potrebbe essere avanzata solo da una mente bisognosa di amorevoli cure?

E’ noto che non nutro una particolare stima per Angelino Alfano, e d’altronde, come potrei stimare una persona che, per coprire uno degli innumerevoli scandali che hanno riguardato lui e la sua famiglia, non ha esitato a descrivere il padre come: “un uomo di 80 anni, il cui fisico è da tempo fiaccato da una malattia neurodegenerativa che non lo rende pienamente autosufficiente”? Vi rendete conto?

Non vi sembra che ormai il nostro Ministro degli Interni, vedendo sempre più vicina la fine della sua carriera politica, sia angosciato al punto tale da aver perso il lume della ragione?

Ed occorre domandarci ancora: come possono i nostri media riportare la proposta di Alfano di candidare la Sicilia per le Olimpiadi del 2028 … così … come se avesse un senso logico, senza sottolineare che è semplicemente ridicolo?

Sì, è vero, obiettivamente occorre riconoscere che tutti i componenti di questo disastrato Governo, e non solo Alfano, hanno da un po’ perso il lume della ragione, ormai il confine fra le usuali, ma sempre deprecabili, promesse elettorali ed una serie di panzane è stato ampiamente superato.

Si potrebbe così chiosare, citando Flaiano, che “la situazione è grave, ma non è seria”, il fatto è che gli italiani se ne sono accorti da tempo, ma ormai non hanno neppure più voglia di ridere, ed in effetti … non c’è di che ridere … purtroppo.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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