Ancora sui Forestali siciliani

Giancarlo Marcotti 2 Commenti

L’articolo da me pubblicato sui Forestali siciliani dal titolo “Sicilia: li chiamiamo Forestali, ma è … il reddito di cittadinanza” ha creato accese discussioni soprattutto sulla pagina Facebook.

La mia scelta editoriale, fin dall’inizio, è stata quella di non filtrare in alcun modo i commenti dei lettori. Qualcuno per la verità mi consiglia, di tanto in tanto, di porre un “filtro” ai commenti, eliminando quelli sguaiati e zotici, propri delle persone incolte, col fine di preservare, al sito ed alla pagina Facebook, una connotazione di alto profilo, ma finora ho tenuto fede alla mia scelta iniziale, in futuro si vedrà.

Mi sono anche imposto di non rispondere ai commenti postati da persone incolte, persone con le quali la natura si è dimostrata avara. Agendo in questo modo quasi sempre ho raggiunto il risultato sperato, ossia gli imbecilli tornano presto a consultare i loro siti di basso livello, siti spazzatura.

Riconoscere questa “tipologia” di lettori/commentatori occasionali, è naturalmente banale, il loro linguaggio è triviale, hanno la sola arma dell’insulto ed appena vengono prospettate loro delle argomentazioni razionali rimangono senza parole, appunto, non gli restano che gli insulti.

Qualche volta però, faccio un’eccezione, non tanto per cercare di far loro comprendere la ratio dell’articolo da me scritto (so perfettamente che sarebbe una missione impossibile), ma perché a volte mi sorgono dubbi sul fatto che altri lettori, in buonissima fede, possano essere influenzati da commenti così strampalati.

Ad esempio io ho riportato che nessuno sa di preciso quanti siano i Forestali siciliani ed ho parlato di un numero dalle 21.000 alle 30.000 unità. Ebbene, c’è chi ha contestato aspramente la mia affermazione dicendo che il numero è sensibilmente inferiore, altri si sono spinti ad affermare che non hanno mai superato le 15.000 unità.

Ebbene fare una verifica delle mie affermazioni è abbastanza semplice, basterebbe fare questa semplice ricerca su Google “Forestali Sicilia numero” ed escono pagine e pagine di articoli pubblicati sui siti più disparati, tutti parlano chi di 28.000, chi di 23.000 chi di 30.000 unità. Nessuno, ma proprio nessuno, scende sotto le 20.000 unità.

Ma come sanno bene tutti coloro che mi seguono, sono una persona tendenzialmente precisa (alcuni sostengono in maniera maniacale), quindi sono andato a cercarmi in tutto il web chi forniva il numero più basso. Ed ecco allora che dal “Giornale di Sicilia” in un articolo pubblicato lo scorso 26 aprile dal titolo “Forestali, Cracolici: dobbiamo ridare dignità sociale a questi lavoratori” (è un link, cliccateci sopra per verificare quel che vi dico), la Fai Cisl, ossia il sindacato dei Forestali (quindi mi si può accusare di tutto, ma non di avvalermi di fonti “di parte”), fornisce un numero ben preciso:  21.394 lavoratori.

Tornerò ancora più avanti ad occuparmi di questo articolo.

Mentre per quanto riguarda la mia affermazione con la quale inizio il secondo paragrafo dell’articolo, ossia “Probabilmente nessuno sa quanti siano di preciso i “Forestali” siciliani”, mi riferisco all’articolo pubblicato su LiveSicilia il 12 febbraio dello scorso anno dal titolo “Costano, ma nessuno sa quanti sono. La foresta ignota dei Forestali” (cliccate sempre per verificare di persona) nel quale viene riportata un’affermazione testuale del deputato del Movimento Cinque Stelle, Giancarlo Cancelleri, “Sembra una barzelletta, stiamo per stanziare milioni di euro, ma non riusciamo a sapere effettivamente a chi andranno questi soldi”. I dati forniti alla Commissione Bilancio dal Dirigente della Regione Sicilia, Felice Bonanno, infatti parlano di 16.837 Forestali ai quali vanno aggiunti i quasi 7.000 addetti all’antincendio, quindi un totale di circa 22.600 lavoratori, ma alla deputata del M5S, Claudia Rocca, che aveva richiesto un accesso agli atti, era stato fornito un dato superiore di 1.000 unità quindi un totale di quasi 24.000 lavoratori.

Spero in questo modo di aver fatto completa chiarezza sul numero “approssimativo” dei Forestali in Sicilia.

Ma ciò che mi preme maggiormente è la ratio dell’articolo da me scritto.

Ed entro così immediatamente in merito.

Come è evidente a tutte le persone dotate di cervello, il mio articolo non riguardava assolutamente il problema degli incendi (tutti dolosi o colposi naturalmente), citavo all’inizio la questione delle centinaia di roghi perché aveva fatto tornare in primo piano il problema dell’esorbitante numero dei Forestali siciliani.

Io ponevo la mia attenzione sul numero così spropositato di persone assunte, per la maggior parte con contratti part-time, ipotizzando che una tale procedura potesse in qualche modo essere considerata antesignana del “reddito di cittadinanza”.

E la mia tesi non solo è tutt’altro che peregrina, ma è indirettamente confermata, a loro insaputa, proprio da coloro che hanno maggiormente criticato il mio scritto. Ed ora mi spiego.

La tesi più “forte” sostenuta da chi mi critica è il fatto che la maggior parte dei Forestali siciliani ha un contratto part-time, quindi il loro numero dovrebbe essere “corretto” per le giornate effettivamente lavorate.

Ed a questo proposito riprendo proprio l’articolo precedentemente citato pubblicato dal Giornale di Sicilia.

E’ proprio la Fai Cisl che riportando il numero di lavoratori forestali (21.394) si affretta a specificare che, questo è il virgolettato, «equivalgono a 7500 lavoratori a tempo indeterminato. Dunque sono cifre ben lontane dai 30 mila lavoratori che vengono continuamente sbandierati».

Ma bravi i nostri sindacalisti, ed allora perché non si chiedono come mai è stata fatta la scelta di assumere così tante persone part-time? Perché non sono state assunte 7.500 persone a tempo pieno e basta?

Se vogliono, sono sempre in tempo per correggere questa anomalia!

Visto che affermano che i Forestali siciliani sono 21.394 persone, vadano da 13.894 di questi e dicano loro che sono licenziati e quindi non beccheranno più il becco di un quattrino, mentre le altre 7.500 persone saranno assunte a tempo pieno.

E’ chiaro, ma i sindacati lo sanno bene, perché tutto nasce da un loro accordo stipulato negli anni ‘80 con DC, PCI e PSI, che la scelta di assumere un numero spropositato di persone con contratti temporanei aveva proprio questa ragione, ossia “fornire un aiuto”, dare assistenza, o se volete con un termine che solo successivamente è entrato nel nostro vocabolario, garantire “welfare” al maggior numero possibile di persone.

Non solo, ma agendo in questo modo, si otteneva anche un altro beneficio per le casse della Regione Sicilia, se infatti fossero stati assunti 7.500 Forestali a tempo pieno essi sarebbero stati a carico solo delle casse della Regione Sicilia, mentre in questo modo la Regione paga solo i pochi giorni lavorati mentre l’INPS, (quindi la fiscalità generale!!!) si trova a dover contribuire per tutti i mesi non lavorati.

Ed ecco quindi che la mia tesi non solo prende corpo, ma trova conferme definitive proprio da coloro che maggiormente hanno criticato il mio articolo.

I Forestali siciliani (ma anche campani, lucani, pugliesi non dimentichiamoli) sono stati gli antesignani del tanto decantato “reddito di cittadinanza”.

 Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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  • Vincenzo Buonomo

    Hai trovato il “filone d’oro” nella miniera del giornalismo da tre soldi. Un giornalismo autoreferenziale che può trovare spazio e credito solo nella stolidità e nell’incapacità di critica. Ce ne sono tanti di esempi di sciacallaggio giornalistico come il tuo. Ormai la tua “vittima” sono gli stagionali degli incendi boschivi, impropriamente chiamati “forestali”, che non esistono più. Ti rappresentavo, ammesso che fossero il DANNO che tu racconti, QUANTO fosse questo danno in termini economici. Ce lo siamo calcolato per eccesso. Non raggiungevamo i 500 milioni di euro all’anno (a carico della Regione Sicilia e non dell’erario romano, oltretutto). E, comunque, un niente, se paragoniamo la cifra ottenuta agli STRAMILIARDI che vengono sperperati in tutto il Paese. Sei capace di fare apparire quei poveracci come IL PROBLEMA dell’italia. Ignorando (per mera ignoranza e volendo ammettere la buona fede) i crac finanziari, i grandi progetti intrisi di mafia, i grandi fallimenti che hanno rovinato centinaia di migliaia di risparmiatori e le casse dello Stato che in questi giorni ci ha rimesso altri 20 miliardi, se non erro. Poi, se capace anche di darti l’aria dell’intellettuale superiore a chi ti critica… a chi ti sbatte davanti agli occhi verità inconfutabili. È tutta una retorica… una strategia… una volgare e distorta rappresentazione della realtà. Vedi, te l’ho detto senza nessuna parolaccia… se vorrai continuare a fare questo mestiere, devi imparare a ben definire pesi e misure delle verità da raccontare: i cosiddetti forestali restano vittime sacrificali di un sistema deprecabile. I grandi danni li fanno le mafie che costituiscono l’ossatura portante di questo Paese. Imparala, questa cosa.

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