Alfano, l’utile idiota

 

Il segretario dell’NCD, Angelino Alfano si è particolarmente risentito per l’appellativo che, durante un comizio elettorale a Cagliari, Silvio Berlusconi ha voluto attribuirgli: l’utile idiota.

Alfano ha sbagliato a rispondere in maniera piccata, un leader politico non deve mai stizzirsi perché così facendo dimostra di essere stato punto sul vivo ottenendo l’effetto di amplificare la stoccata ricevuta.

E’ probabile che ora questa definizione gli possa rimanere appiccicata addosso e se ciò accadesse, per lui, politicamente, potrebbe essere la fine, chi infatti se la sentirebbe di votare un “idiota” seppur utile?

Occorre anche sottolineare che Berlusconi si è dimostrato particolarmente abile perché ha colto nel segno, la definizione, infatti, seppur spregiativa, non è offensiva e forse è anche opportuno ricordarne l’origine ed il significato.

Generalmente l’espressione “utile idiota” è attribuita a Lenin (ma mai da lui formulata in uno scritto), in ogni caso sta ad indicare una persona “ingenua” che viene manipolata e sfruttata dagli avversari politici.

Ed in effetti pare evidente a tutti che in questo momento il Pd dia un po’ di credito al Nuovo Centrodestra soltanto perché non ha altre alternative, ma sia già pronto a dare un bel calcio nel sedere ad Alfano ed al suo partito qualora non risulti più necessario per raggiungere la maggioranza in Parlamento.

D’altronde lo ha detto chiaro e tondo lo stesso Renzi, che ad Alfano non conviene tirar troppo la corda perché altrimenti si va alle elezioni e … “Berlusconi lo asfalta”. Se questa è la considerazione che ha il segretario del maggior partito col quale intendo formare la coalizione governativa … beh, l’appellativo di “utile idiota”, forse, me lo sono anche un po’ meritato.

Risulta poi perlomeno originale la motivazione “ufficiale” per la quale Alfano vorrebbe rimanere al Governo, ossia “fare la rivoluzione liberale”.

La rivoluzione liberale?!?!?!?

Con Renzi?!?!?!?

Siamo a Zelig.

Non si può non rispolverare il grande Ennio Flaiano quando diceva che “la situazione politica italiana è grave, ma non è seria” E’ talmente lampante osservare che Alfano, proprio come nella peggior prima repubblica, stia cercando di trattare per ottenere delle poltrone, la sua, innanzitutto, e poi anche quella di Lupi e della Lorenzin, altro che rivoluzione liberale.

Siamo ancora alla più ignobile pratica politica, quella della spartizione delle “poltrone”, mentre l’Italia affoga i politici pensano solo a non perdere posti, potere e privilegi.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro