Alfano umiliato e deriso da Renzi

 

Renzi: “Noi abbiamo 300 parlamentari, lui 30. Quindi si deve adeguare, perché altrimenti si torna a votare. E mentre io non ho paura delle elezioni, lui sì, perché Berlusconi lo asfalta”

Soltanto un paio di giorni fa pubblicavo un mio articolo in cui sostenevo che Alfano, con quella scelta sciagurata e sconsiderata, si era consegnato legato mani e piedi al Pd che lo avrebbe cucinato a fuoco lento facendogli fare la fine di Fini.

Ebbene mi sbagliavo.

Altro che fuoco lento, lo hanno bruciato subito e ridotto in cenere!

Ci ha pensato Renzi, che parla già come nuovo Segretario del Pd, con la dichiarazione che riportiamo nel sommario, ma non si è fermato lì, perché oltre ad umiliare il Segretario del Nuovo Centrodestra (ma a questo punto ci si deve chiedere se nascerà mai davvero questo partito) ha dettato l’agenda di governo a Letta sentendosi già suo successore in pectore.

E’ bene sottolineare subito che queste dichiarazioni di Renzi, dal punto di vista politico, sono sconsiderate, come conseguenza immediata hanno avuto l’effetto di far guadagnare diversi punti percentuali a Forza Italia, ancora un paio di uscite del genere e riuscirà nel compito, al momento ritenuto impossibile da tutti, di perdere anche le prossime elezioni contro Silvio Berlusconi.

Finora Renzi si era dimostrato prudente e astuto, forse i sondaggi, che lo danno in testa per la Segreteria del Pd con una percentuale superiore al 51%, gli devono aver dato alla testa, non riesco a trovare altra giustificazione ad un cambiamento così radicale nel suo modo di comunicare.

L’attuale sindaco di Firenze, ad esempio, aveva perlomeno frenato sulla possibilità di inserire nel programma di governo del Pd alle prossime elezioni l’istituzione di una patrimoniale (altro argomento che forse farebbe guadagnare dieci punti percentuali a Forza Italia), mentre i suoi due attuali contendenti, Cuperlo e Civati, sinceri, ma sprovveduti politicamente, l’hanno caldeggiata.

E’ evidente che Renzi, se si trovasse a governare con Sel (e con chi se no?), istituirebbe una tassa patrimoniale che risulterebbe, a quel punto, la pietra tombale sotto la quale verrebbero sepolte le residue speranze degli italiani di poter uscire dalla drammatica crisi che sta dissanguando il nostro Paese, ma non lo dice!

Dice però che una volta al Governo aumenterà la spesa per la scuola e la sanità, esattamente il contrario di ciò che è necessario fare (occorre tagliare la spesa inefficiente, non aumentarla!), confermando così che la destra e la sinistra sono due facce della stessa moneta, entrambe stataliste, entrambe fallimentari.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro