Alfano: una nullità che farà la fine di Fini

Probabilmente Angelino Alfano ha la memoria cortissima, oggi si bea perché ogniqualvolta apre bocca, anche solo per sbadigliare, ha davanti a sé una quarantina di microfoni, compresi quelli della Cnn ed Al Jazeera, non ricorda, però, che la stessa cosa era accaduta soltanto poco più di un anno fa anche a Gianfranco Fini.

Oggi se ad un giovane domandiamo di Gianfranco Fini ci viene risposto: “E chi è?”

Scomparso.

Ridicolizzato dagli elettori alle recenti politiche l’ex Presidente della Camera ora si fa overdose di lampade abbronzanti e di recente s’è pure fatto biondo, diventando una macchietta, bersaglio preferito del sarcasmo dei tassisti romani. Una deriva assolutamente impensabile solo pochi anni or sono.

Usato da persone molto più scaltre di lui, in quanto funzionale ai loro loschi progetti, Fini ha ricevuto, come ricompensa per il servizio reso … un bel calcio nel sedere.

Presentatosi alle urne dopo aver fondato un aborto di partito (nel senso che era morto ancor prima di nascere), ha ricevuto un sonoro pernacchio dagli elettori, ed ora, purtroppo per lui, ha fatto quella brutta fine.

Ma la storia di Alfano è un po’ diversa, mentre Fini, infatti, quando incontrò Berlusconi, e fu da lui “sdoganato”, aveva già una sua storia politica alle spalle, Alfano no!

Alfano è una creatura, e, probabilmente, il più grave errore di Silvio Berlusconi che, forse sentendo il peso degli anni, o le pressioni del suo entourage, volle un bel giorno “nominare” il proprio successore, e la scelta cadde su una nullità come Angelino Alfano.

Orbene chiarisco, Alfano dal punto di vista dell’oratoria surclassa Berlusconi, l’eloquio è senza dubbio un suo punto di forza, ma purtroppo per lui un uomo politico non deve tanto saper parlare, bensì saper comunicare e raccogliere consensi.

Ed Alfano, mi scuserà di certo, ma sotto questo punto di vista … sarà l’infelice aspetto fisico, o forse l’immutevole mimica facciale che lo fa sembrare perennemente triste, ma una persona così fa fatica a prendere i voti anche dai suoi familiari.

Il maggior problema, poi, è che come tutte le nullità alle quali hanno fatto credere di avere carisma, ha finito, egli stesso, per convincersi di avere davvero qualità da leader.

La verità, invece, è sotto gli occhi di tutti, di tutti coloro che hanno la “capacità” di vedere e comprendere … e cioè che se alle ultime elezioni a capo del Pdl anziché Silvio Berlusconi ci fosse stato Angelino Alfano oggi in Parlamento il Pd godrebbe di una maggioranza bulgara.

Berlusconi si accorse dell’errore e tornò in campo appena in tempo per salvare la baracca del suo partito e rompere le uova nel paniere del Pd che dovette ingurgitare la più bruciante e umiliante “sconfitta” da quando esiste.

Ma d’altronde lo sanno bene i “signori” del Bilderberg e della Trilaterale che il “nemico” da abbattere non è il Pdl o Forza Italia, bensì Silvio Berlusconi, e quindi hanno portato l’affondo utilizzando l’arma della Magistratura.

Adesso le cose sono così chiare e lampanti che basta avere un minimo di raziocinio per capire che ci stanno indirizzando verso il baratro, in gioco ora c’è il futuro dell’Italia, cioè il futuro nostro e dei nostri figli e non si può stare a discutere con gli Alfano, o i Giovanardi.

Si possono anche perdere delle battaglie, ma occorre avere la convinzione che la guerra va vinta, ad ogni costo, e si vince solo se si è attorniati da persone che hanno la capacità di comprendere che colui che oggi sta allungando la mano verso di te non lo fa come segno di pace … ma per rubarti il portafoglio.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro