BOT: siamo al rendimento negativo

Volete investire in Bot?

Dovrete pagare un interesse allo Stato!

Avete capito bene, non è un refuso tipografico, l’investimento in Bot non darà ai sottoscrittori dei titoli un guadagno (piccolo o grande che sia), bensì saranno gli stessi investitori a dover pagare allo Stato un interesse!

Tanto per essere chiari e trasparenti, alla scadenza i risparmiatori si vedranno accreditare una cifra inferiore a quella da loro investita.

Non ci credete?

Ecco i calcoli eseguiti prendendo i dati ufficiali del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi all’asta di Bot semestrali collocati ieri 26 febbraio.

 

Codice ISIN IT0004997646

Tranche 1°

Durata gg. 182

Data Emissione 28/02/2014

Data Scadenza 29/08/2014

Data Asta 26/02/2014

Data Regolamento 28/02/2014

Importo Offerto 8.500,000

Importo Richiesto 12.215,483

Importo Assegnato 8.500,000

Prezzo Medio Ponderato 99,771

Rendimento Medio Ponderato 0,455%

Rendimento Massimo 0,462%

Rendimento Minimo 0,439%

Rapporto di Copertura 1,44

Rendimento di Esclusione 1,451%

Rendimento Lordo Composto 0,456%

Prezzo Fiscale 99,771

 

Facciamo proprio i calcoli con gli euro, così non ci sono possibilità di equivoci, supponendo di aver sottoscritto nominali 100.000 euro di questi Bot semestrali

Il prezzo Medio Ponderato è risultato pari a 99,771 ciò significa che per i 182 giorni della durata del nostro investimento i nostri 100.000 euro ci renderanno lordi:

100.000 – 99.771 = 229 euro

Ai 229 euro dovremo togliere la ritenuta fiscale che, per il momento, ammonta al 12,5%, quindi:

229 x 12,5% = 28,625 euro

E quindi il nostro guadagno netto sarà:

229 – 28,625 = 200,375 euro

A questo punto dobbiamo togliere la commissione che la Banca ci applica per l’acquisto dei Bot che è regolata per legge sempre dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il decreto per la trasparenza nel collocamento dei titoli di Stato, e che, per i Bot semestrali risulta dello 0,20%, nel nostro caso:

100.000 x 0,20% = 200 euro

Il nostro guadagno scende così a:

200,375 – 200 = 0,375 euro

Ok, mi direte “Marcotti ti sei sbagliato, non siamo ancora in negativo”.

Eh no! Perché, tralasciando pure che la nostra banca qualche altra spesa ce la appiopperà, per comunicazioni varie, spese di invio e quant’altro, ora arriva ciò del quale nessuno parla, e men che mai i nostri politici, mi riferisco alla patrimoniale.

Certo, miei cari lettori, perché quando in Italia si parla di introdurre una tassa patrimoniale non si ricorda mai (chissà perché?) di dire che nel nostro Paese una patrimoniale c’è già!

Oltre all’Imu sulle seconde case (che è già di per sé una patrimoniale), infatti, ricordiamo a tutti che, introdotta da Monti e aumentata da Letta, gli italiani pagano una tassa (denominata “bollo”) pari al 2 per mille annuo dell’ammontare di tutti gli investimenti posseduti (titoli dello Stato compresi). Quindi su 100.000 euro e per sei mesi abbiamo:

100.000 x 2 : 1.000 = 200 euro anno

e per 6 mesi

200 : 2 = 100 euro

E quindi il nostro investimento in Bot ci sarà venuto a costare:

0,375 – 100 = -99,625 euro

In conclusione, il nostro risparmiatore che ha investito 100.000 euro in Bot semestrali, se tutto va bene, alla scadenza avrà perso 99,625 euro!!!

Questi sono numeri incontrovertibili, che sfido chiunque a mettere in discussione.

Ed allora, mi domando, quando (prendo un nome a caso) una Susanna Camusso, viene ospitata in una di quelle trasmissioni spazzatura tipo Ballarò & Co. e dice che in Italia devono essere aumentate le tasse sulle rendite finanziarie, ricevendo pure gli applausi dalla claque, come potremmo denominare questo comportamento? Forse populismo?

No! Non sia mai!

La parola populista va riferita ad altri!

Ed un’ultima cosa, quanti canali televisivi, giornali e siti internet ci sono in Italia? Migliaia?

Ebbene come hanno riferito la notizia dell’asta Bot di ieri?

Qualcuno vi hanno mostrato i banali calcoli che vi ho esposto ora io?

Siete certi di vivere in una democrazia?

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro