Caro Berlusconi non imbrogliare: bisogna abolire l’Imu, ma sul serio!

I toni recentemente usati dall’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha detto, senza mezzi termini, che l’Imu deve essere abolita “pena la caduta del Governo”, potrebbero sembrare assolutamente fuori luogo e rivelarsi controproducenti anche riguardo alle fortune elettorali del Pdl.

Alzare la voce così, immediatamente dopo aver votato la fiducia ad un Governo è perlomeno singolare, al punto da far sorgere qualche perplessità sulle reali intenzioni del Cavaliere.

Berlusconi ha naturalmente tutti i meriti per aver portato a termine quella che personalmente chiamo “l’operazione Lazzaro”, ossia per aver resuscitato il Pdl praticamente morto e sepolto solo pochi mesi fa.

E gli va sempre riconosciuto il merito di aver fatto nascere un Governo che, naturalmente dovremo valutare nei fatti, ma almeno ci permette di fare un tour per l’Europa e far sentire la nostra “flebile” voce a livello continentale.

Per il Cavaliere l’Imu è senza dubbio diventata una questione di principio, sa che deve essere riconoscente a questa odiosa (come tutte le altre!) tassa, perché, è inutile girarci intorno, la campagna elettorale del Pdl è stata incentrata su quella famosa promessa del Cavaliere (restituiremo i soldi pagati per l’Imu, in contanti), che ha messo all’angolo tutti gli altri partiti.

Ma il fatto è che tutta questa apparente determinazione da parte di Berlusconi, pur non potendolo chiamare imbroglio è qualcosa che ci assomiglia, perché si fonda su un equivoco, o perlomeno un’incomprensione (o misunderstanding come va di moda dire ora).

Quando egli parla di abolizione dell’Imu omette (volutamente e dolosamente) di specificare che si sta trattando della sola parte che che colpisce la prima casa e non dell’intera imposta, quindi di una parte minimale del gettito fiscale.

Proprio così, perché l’Imu ha proprio questa peculiarità, la quasi totalità dei contribuenti, coloro che possiedono solo la prima casa, o non ha versato nulla (perché le detrazioni spettanti superavano l’ammontare dell’imposta), oppure ha versato veramente un’inezia (se raffrontata ad esempio con il solo ammontare delle bollette che mensilmente ci si trova a dover pagare).

La stragrande parte del gettito dell’Imu (19,7 dei 23,7 miliardi incassati) deriva dai versamenti effettuati per immobili commerciali (alberghi, uffici, negozi, capannoni ecc.) e dalle seconde case, soltanto circa 4 miliardi di euro sono relativi alla prima casa.

Quindi dei 25,8 milioni di italiani che hanno pagato l’Imu ben 17,8 milioni hanno versato per la sola prima casa una media di 225 euro a testa ed 1 contribuente su 4 non ha dovuto versare nulla perché esentato.

Quindi, caro Sig. Berlusconi, occorre uscire dall’equivoco, o dal raggiro, se vogliamo essere meno diplomatici, la domanda alla quale deve dare una risposta è: quando lei parla di abolizione dell’Imu si riferisce solo alla prima casa e quindi a soli 4 miliardi di euro, o all’intera imposta? Ed in questo secondo caso, può dirci come avverrebbe la copertura del mancato introito per le casse statali e comunali?

Il Pd, ovviamente, sta al gioco di Berlusconi (sono insieme al governo e di conseguenza in combutta), ed allora, per cercare di “distinguersi”, avanza l’ipotesi di aumentare decisamente la detrazione fissa sulla prima casa portandola a 500 euro e far sì quindi che il 95% degli italiani si ritrovino a non dover versare nulla poiché le detrazioni supererebbero l’ammontare dell’imposta.

Ma anche questa soluzione non è esente critiche, in questa maniera, infatti, il Pd, come partito “di sinistra” si laverebbe la coscienza facendo sì che sulla prima casa paghino solo, di fatto, i proprietari di ville, ma resterebbe intatto il reale aspetto depressivo dell’imposta.

Perché, ed è questo il punto, l’Imu, caro Berlusconi, non è un’imposta depressiva perché coloro che pagano soltanto per il possesso della prima casa riducono i propri consumi, dopotutto si tratta “solo” di 225 euro di media all’anno per nucleo familiare, bensì è un’imposta fortemente depressiva per l’economia in quanto va a colpire in maniera pesantissima l’apparato produttivo, quello industriale, commerciale, l’artigianato e le libere professioni.

Ed allora si spiega anche così la falcidia dei negozi e degli studi professionali che non ce la fanno più e muoiono di tasse, e chi resiste, cercherà, nel limite del possibile, di aumentare i prezzi per cercare di recuperare, almeno parzialmente l’odiosa imposta.

Quindi, cari politici tutti, bisogna smetterla di prendere in giro gli italiani, volete soltanto togliere l’Imu sulla prima casa? E’ un’operazione populista che non andrà ad incidere minimamente sulla tanto agognata ripresa economica del nostro Paese.

Occorre invece dimostrare che si ha il coraggio di diminuire davvero la pressione fiscale ed abolire completamente l’Imu e non solo quella relativa alla propria abitazione.

Certo vi ho già sentito, cari lettori, mi state chiedendo: ed i 23,7 miliardi di introiti da dove li prendiamo?

La risposta è del tutto evidente, si deve far dimagrire, una volta per tutte, la pantagruelica spesa pubblica.

Carissimi italiani mi rivolgo a voi, voi che davvero lavorate e pagate le imposte e vi sudate un guadagno, che siate dipendenti o liberi professionisti non fa differenza, ma quanto ancora siete disposti, dopo che vi hanno imposto anni di sacrifici, a vedere giornalmente gli impiegati pubblici timbrare il cartellino anche per diversi loro colleghi che non si recano al lavoro?

Ma cosa aspettate a dire al vostro Pd o al vostro Pdl che non siete più disposti ad accettare una cosa del genere, anziché guardare “Striscia la notizia” e sorridere?

Cosa aspettate?

Aspettate forse il momento in cui anziché chiedere alla moglie COSA C’E’ da mangiare per cena le domanderete SE C’E’ da mangiare per cena?

Tagliare la spesa pubblica, tagliare la spesa pubblica.

Non lasciatevi imbrogliare da chi vi dice che verrebbero così tagliate le prestazioni ed i servizi, sono balle! E’ sufficiente che le persone che sono pagate ogni mese ed hanno anche il posto garantito, semplicemente si rechino sul loro posto di lavoro e non vi sarà alcuna prestazione tagliata o servizio non erogato.

Abolire l’Imu si può, ma sul serio!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro