Elezioni in Sardegna: vince l’astensionismo

 

Largo spazio su tutti i giornali per le elezioni in Sardegna, i media sottolineano la vittoria del Centrosinistra ed il cambio di amministrazione, ma il popolo sardo ha voluto dire ben altro e lo ha detto a gran voce.

Occorre infatti sottolineare l’aspetto più rilevante di questa consultazione, ossia che le due coalizioni che hanno dominato queste elezioni, cioè il centrosinistra ed il centrodestra, messe assieme, avrebbero perso, e con largo scarto, contro il partito dell’astensione!

Questo l’esito delle tornata elettorale nell’isola che nessun giornale naturalmente vi riporta, le percentuali sono calcolate sulla base del numero di elettori e non dei votanti:

 

Astensione                     47,77%
Centrosinistra                22,20%

Centrodestra                  20,68%

Sardegna Possibile         5,55%

Altre coalizioni                 3,80%

TOTALE elettori       100,00%

 

Ed ora qualche considerazione.

Sui media leggerete che la coalizione di centrosinistra ha avuto un grande successo elettorale, ora per raccogliere il 22,20% dei voti dei sardi, si sono uniti ben 11 partiti, quindi una media del 2% per ciascuno partito, non proprio un plebiscito.

Naturalmente, però, visto che chi non è andato a votare non siederà sugli scranni del “parlamento” regionale e che la legge regionale prevede un corposo premio di maggioranza, il centrosinistra, votato dal 22,20% dei sardi, avrà il 60% dei seggi, niente male come premio!

Se poi teniamo conto che, sempre per questa legge che garantisce la “governabilità”, la candidata di Sardegna Possibile, Michela Murgia, votata dal 5,55% dei sardi non avrà neppure un seggio, il quadro è completo. Viva la democrazia.

Ma occorre tornare sul dato più che allarmante dell’astensione. Dato che chi non vota sa benissimo che non sarà rappresentato, perché lo fa? La sua scelta non può che assumere un unico significato, per lui: non saranno queste elezioni che potranno avere un’influenza sulla sua vita, chiunque vinca non sarà in grado di far nulla per migliorare l’attuale situazione.

Ed in effetti dalle prime dichiarazioni del neo Presidente Francesco Pigliaru non sembra ci si possa aspettare nulla di buono.

Il suo primo commento, infatti, è stato “sarò il Presidente di tutti i sardi”.

Secondo voi c’è una dichiarazione più stupida di questa?

Io mi chiedo, ha avuto un sacco di tempo per pensare cosa dire a caldo, ben sapendo che la sua prima “dichiarazione” sarebbe stata riportata da tutti i giornali, e la sua mente cosa partorisce?

Sarò il Presidente di tutti i sardi”

La cosa più banale, scontata e insulsa che si possa immaginare.

E l’aggravante è che Francesco Pigliaru, nuovo Presidente della Regione che ha più province che città, è prorettore dell’Università di Cagliari.

Auguri Sardegna.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro