Finanze pubbliche al collasso e … l’euro del Sud

Il mio articolo “Il debito pubblico sta esplodendo, Renzi ci sta portando alla rovina!” ha avuto una larga eco, ed è stato ripreso da diversi siti e blog, un successo dovuto probabilmente al fatto che venivano toccati alcuni temi “dimenticati” dai media nazionali, ma considerati interessanti dagli italiani. Diversi anche i commenti dei lettori, che mi hanno posto numerose domande. Mi sono sembrate emblematiche quelle di Massimo_CH, ho deciso quindi di condividere le mie risposte con tutti i lettori di Finanza In Chiaro.

Ecco il post del lettore:

Salve Marcotti, la prego mi aiuti a capire meglio, personalmente ho scarsa stima dell’attuale classe dirigente, ma non è ho mai avuta nei confronti dei politici in generale.
Il dato di 157 miliardi che lei indica è una stima di calcolo legato ad andamenti di spesa prevista o è un dato certo? Stiamo pagando i BTP scaduti ad alti tassi, se non sbaglio i prossimi avranno tassi molto più bassi quindi potremmo prevedere anche un minor esborso in termini di interessi, giusto?
Nel 2015 qual’è stata la crescita del debito?
Per quale ragione questo dato incrementa di anno in anno?
Lasciando fuori la Grecia, quali sono i dati degli altri paesi europei?
Mi perdoni se chiedo tanto.
La ringrazio.

Gentilissimo Massimo_CH mi fanno piacere le sue domande semplicemente perché lei mi attribuisce non solo competenza, ma anche serietà e scrupolosità, di questo la ringrazio. Non si preoccupi, non chiede tanto e da parte mia spero di darle risposte esaustive.

Rimango alquanto sorpreso, tuttavia, dalla sua prima domanda, mi scusi sa, ma non le fa onore. Come fa a chiedermi se “il dato di 157 miliardi che lei indica è una stima di calcolo legato ad andamenti di spesa prevista o è un dato certo?”

Non ho scritto che si tratta di una stima, ci mancherebbe solo che Renzi riuscisse nell’impossibile impresa di aumentare il Debito Pubblico di 157 miliardi, ossia il 10% del Pil, facendo aumentare il Pil solo dello 0, (zero virgola), saremmo davvero ad un passo dal baratro! Guardi, ritengo di essermi espresso in maniera più che chiara, nel mio articolo ho scritto “Se aumentassimo il debito nel secondo semestre così come lo abbiamo fatto nel primo arriveremmo alla strabiliante cifra di 157,8 miliardi in un solo anno”. Per farle capire il concetto stavo cercando di trovare un’espressione ancora più chiara, ma davvero non la trovo. Sig. Massimo_CH non so come dire, cioè … se nel secondo semestre aumentassimo il nostro debito pubblico della stessa cifra con la quale lo abbiamo aumentato nel primo semestre arriveremmo alla fine dell’anno ad aver incrementato il nostro Debito Pubblico di 157,8 miliardi in un anno, non so … così le è più chiaro?

Ma poi, guardi, fra i commenti inviati dai lettori e pubblicati a margine dell’articolo, legga ciò che scrive il lettore che si firma “un utente interessato” a proposito della cifra di 157,8 miliardi:

“E’ un’ipotesi molto pessimistica, ma sorretta da un Se iniziale e seguita da un congiuntivo imperfetto. Grammaticalmente ineccepibile.” E’ perfetto! Questo lettore ha espresso il concetto in maniera assolutamente corretta.

Quella cifra non è quindi una stima ed il nostro debito pubblico non arriverà alla fine dell’anno ad aumentare di 157,8 miliardi per due motivi sostanziali. Il primo è che nella seconda parte dell’anno vengono pagate dai cittadini italiani la maggior parte delle imposte, per cui nella seconda parte dell’anno aumentano le entrate dello Stato, quindi il deficit se non diminuisce perlomeno rallenta la sua crescita.

Il secondo motivo è ancora più importante! Il nostro debito pubblico non aumenterà quest’anno di 157,8 miliardi PERCHE’ L’UNIONE EUROPEA NON CE LO PERMETTERA’ MAI!!! Il nostro Governo supplica ogni giorno l’Ue affinché ci autorizzi a fare ancora più debito (le nostre televisioni la chiamano flessibilità), ma ci hanno risposto che l’hanno già fatto, adesso basta!

Purtroppo la perdita della sovranità monetaria ci rende dipendenti dall’Ue e dalla Bce per quel che riguarda l’ammontare della nostra finanza pubblica.

Comunque, se a fine 2016 ci trovassimo ad aver aumentato il nostro debito pubblico di oltre 97,5 miliardi avremmo stabilito anche il nuovo record storico che risale al 2009 quando dovemmo fronteggiare l’esplosione di una crisi internazionale di portata storica.

E naturalmente è, men che mai, un dato certo! Come potrebbe essere? Visto che mancano ancora dei mesi prima della fine dell’anno! Il dato certo è che in sei mesi il nostro debito pubblico è aumentato di 78,9 miliardi di euro, una cifra spaventosa, in passato non era mai accaduta una cosa del genere. E’ un valore “certo” perché i primi sei mesi dell’anno sono già trascorsi ed il dato è quello ufficiale, cioè quello pubblicato da Bankitalia nel suo Supplemento al Bollettino Statistico che riporta i dati di Finanza Pubblica, Fabbisogno e Debito.

Passo quindi alla seconda domanda quella riguardante gli interessi sui Btp.

Certamente da diversi anni, ed in particolare dalla crisi in poi, i tassi di interesse sono diminuiti, e per noi è una vera manna!!! Purtroppo però, negli scorsi anni, sono avvenuti due fatti per cui l’esborso per interessi sul debito pubblico del nostro Paese non è cambiato di molto.

Il primo, banalmente, risiede nel fatto che negli ultimi anni abbiamo aumentato in maniera massiccia il nostro debito pubblico, per cui i tassi saranno pur diminuiti, ma la “base imponibile” è aumentata.

Il secondo motivo è che ormai da tempo abbiamo allungato la vita media dei titoli del debito pubblico, ricorda ad esempio i BTP trentennali emessi nel 1993, scadenza 2023? Ebbene sono stati emessi con tasso fisso del 9%!!! Ed allora ci sembrava un affarone per lo Stato italiano. Tanto per capirci, fino al 2023 il nostro Tesoro continuerà a pagare su quella emissione il 9% di interesse annuo. Quindi il “tasso medio” che possiamo calcolare sul nostro debito pubblico, ovviamente, continua a diminuire, ma molto lentamente.

Per questi motivi l’importo dell’esborso annuale in interessi sul debito pubblico praticamente non si è ridotto. Altra occasione mancata.

Ed arriviamo alla domanda sull’aumento del debito pubblico nel 2015.

Nel 2015 il debito pubblico è aumentato di 35 miliardi di euro, un buon dato ma occorre segnalare che anche nel 2007 l’aumento fu “soltanto” di 20 miliardi ed inoltre su questo punto occorre fare alcune importanti considerazioni.

In primis questo debito pubblico continua ad aumentare battendo, trimestre dopo trimestre, i record precedenti. Quindi se non cominciamo a ridurlo possiamo dire, senza tema di smentita, che ogni anno peggioriamo la nostra posizione debitoria.

La seconda considerazione è che il nostro debito pubblico aumenta per quanto l’Europa ci permette di farlo. E questa è una considerazione molto importante. Teoricamente noi già lo scorso anno avremmo dovuto iniziare il piano di rientro ventennale per rispettare i famosi parametri di Maastricht. Quindi non solo noi non avremmo potuto aumentare il debito pubblico come invece abbiamo fatto, ma avremmo dovuto diminuirlo. Se andiamo a rileggere le dichiarazioni del nostro Ministro Padoan degli ultimi due anni, egli dapprima garantiva un’immediata riduzione del nostro debito pubblico, poi, dopo che per il 2015 non aveva rispettato gli impegni assunti, assicurava che lo avrebbe fatto nel 2016, ed invece anche quest’anno non solo non diminuiremo il nostro debito, ma lo aumenteremo.

Ed ora, se l’Ue fosse intransigente e ci costringesse sul serio a rispettare perlomeno il pareggio di bilancio, impedendoci di incrementare il nostro debito pubblico, il Governo sarebbe costretto a richiedere enormi sacrifici al popolo italiano per ottemperare all’imposizione. Successivamente, quindi, non potrebbe di certo vantarsi per esser stato “virtuoso”,  visto che l’obiettivo era stato ottenuto solo per costrizione.

Ma c’è un fatto ancora più importante, che al momento non abbiamo ancora toccato, e cioè che l’aumento del debito pubblico dovrebbe essere correlato positivamente alla crescita economica (cioè + debito = + crescita). Quindi si dovrebbe guardare innanzitutto al rapporto Debito/Pil, purtroppo però, come tutti sappiamo, anche questo rapporto è nettamente peggiorato negli ultimi quattro anni.

Nel mio articolo sottolineavo questo aspetto straordinariamente serio e preoccupante: se ad un aumento del debito pubblico corrispondesse un eguale incremento del Pil potremmo anche essere soddisfatti, ma se sale il debito pubblico del 5% ed il Pil rimane quasi fermo è un disastro assoluto!

Passiamo così alla domanda successiva.

La ragione per cui il debito pubblico cresce ogni anno è banale: semplicemente perché ogni anno le uscite superano le entrate! Quindi, dato che le entrate non “dovrebbero” più salire perché la pressione fiscale in Italia è già a livelli insostenibili, non ci resta che ridurre le uscite.

Purtroppo però ne ha più sentito parlare della “spending review”? Sbandierata e strombazzata appena Renzi è salito a Palazzo Chigi. Si ricorda della pagliacciata in diretta televisiva (non c’è altro termine per definirla), mi riferisco alla vendita all’asta delle auto-blu, simbolo dei privilegi della casta? Ne ha più sentito parlare di quanto ha fruttato la vendita su eBay? A farla grande qualche migliaio di euro, mentre contemporaneamente il solo aereo presidenziale, preso in leasing da Renzi, da indiscrezioni (perché il costo deve essere segreto di Stato?), dovrebbe costare 15 milioni di euro ALL’ANNO!!! Cioè più di 40.000 euro al giorno!!! Informo così gli italiani che ogni giorno (sabati, domeniche e feste comandate inclusi) 40.000 euro delle tasse che noi paghiamo servono per pagare l’aereo di Stato!!! Non sarebbe stato meglio che quei soldi fossero rimasti nelle nostre tasche o fossero stati destinati alle miriadi di famiglie italiane bisognose?

Quindi carissimo Massimo_CH ha capito perché il debito pubblico aumenta di anno in anno?

Ed arriviamo così alla domanda: “Lasciando fuori la Grecia, quali sono i dati degli altri paesi europei?”

Ovviamente tutti i Paesi dell’eurozona negli ultimi anni hanno aumentato il loro debito pubblico in rapporto al Pil, sempre a parte la Grecia, il nostro, alla fine del 2015, era il più alto (132,8%), ora ovviamente è peggiorato. Spagna, Francia e Portogallo stanno aumentando il debito ad una velocità ancora superiore alla nostra. L’Ue ha lasciato fare proprio perché, se è stato concesso di aumentarlo a noi, che avevamo già un debito elevatissimo, non si poteva di certo vietarlo a loro.

I portoghesi ci hanno quasi raggiunto (132% del Pil) gli spagnoli (100% del Pil) ed i francesi (96% del Pil) sono sulla buona strada ed è chiaro che se continueranno di questo passo arriveranno anche loro ai nostri livelli, ma sarà proprio una magra consolazione e, ripeto, il fatto che il nostro debito sia aumentato ad un ritmo inferiore rispetto a quello di Spagna, Francia e Portogallo è stato dovuto al fatto che, partendo già da un livello superiore, non ci è stato concesso di aumentarlo ancora di più.

Un’ultima considerazione, il recente vertice dei leaders dei Paesi del Mediterraneo, Italia, Francia Spagna, Portogallo (ma non è bagnato solo dall’Oceano Atlantico?), Malta e Cipro, non pensate si possa definire la prima riunione ufficiale dei Paesi che adotteranno “l’euro del Sud”?

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro