Gli investimenti finanziari rendono il mondo migliore

Dell’intera vita di Gesù Cristo sappiamo ben poco, in compenso conosciamo quasi tutto dei suoi ultimi giorni a partire dalla “cacciata dei mercanti dal tempio”, probabilmente l’evento più noto anche a coloro che hanno studiato solo superficialmente la storia e le origini del cristianesimo.

A colpire è senza dubbio “la violenza”, ricordiamo infatti tutti come Marco, nel suo Vangelo, descrive quell’episodio ed in particolare quel gesto rivoluzionario, quando Gesù “rovesciò i tavoli dei cambiavalute”.

Forse, anzi, senza dubbio, bisogna partire da lì. Bisogna partire da lì per parlare del “denaro” e della sua cattiva fama.

Difficile prendere le difese del denaro e cercare di spiegare che è solo uno strumento e come tutti gli strumenti a far la differenza è l’uso che se ne fa, impossibile parlarne bene, soprattutto dopo che San Basilio Magno, siamo dunque nel 350 dopo Cristo, lo definì “lo sterco del diavolo”.

Ed ecco quindi che la disciplina (non chiamiamola scienza) che studia tutti i vari aspetti del denaro, e cioè la “finanza” ne eredita automaticamente la cattiva fama.

La “finanza” viene vista dall’opinione pubblica come la “sorellastra cattiva” dell’economia. Recentemente, proprio per sottolinearne ulteriormente l’antinomia fra i due concetti, alla parola economia si aggiunge il termine “reale”, mentre la finanza è diventata “creativa”.

Insomma da una parte il concreto, dall’altra l’astratto.

MA NON E’ COSI’

La finanza non è una cosa “staccata” dall’economia, ma soltanto una parte di essa. Una parte né sana né malata, ma assolutamente funzionale al punto da diventarne necessaria.

Nella maggior arte dei casi non corrisponde alla verità distinguere fra investimento economico ed investimento finanziario, se si acquista un titolo in Borsa, ad esempio, si fa un investimento finanziario od economico? I due aspetti sono chiaramente indistinguibili!

Ma anche nelle operazioni strettamente finanziarie dovremmo domandarci perché si tende, con un chiaro intendimento denigratorio, a definirle “speculative”? Perché hanno come scopo dichiarato quello di percepire un guadagno? Non è lo stesso intento di coloro che decidono di cimentarsi con un investimento economico?

Si dirà poi che c’è una finanza “sana”, quella più legata all’economia, ed una “malata” quella che ne è più distante, ma anche questo non corrisponde al vero.

Prendiamo ad esempio le operazioni al ribasso, ebbene potrebbero esser viste come un’aberrazione, saremmo portati a pensare che se riteniamo che una certa azienda ha buone prospettive future semplicemente vorremmo investire su essa, acquistandone azioni, mentre non dovremmo fare nulla in caso contrario.

Perché quindi investire in un prodotto che ci darà un utile qualora diminuisca il valore di quella azienda che noi riteniamo sopravalutata?

Semplicemente perché in quella maniera si rende più efficiente il mercato!

So perfettamente che questo concetto non piace a molti, anzi, è osteggiato, ma rimane una grande verità dire che:

il mercato è tanto più efficiente quanto più è libero!!!

Non bisogna avere paura della libertà!!! Non bisogna limitare e regolamentare tutto, bensì sanzionare, e con durezza, solo i comportamenti illeciti. Sarà poi l’intelligenza, la lungimiranza, la saggezza di ognuno di noi a far la differenza.

E se il denaro passa, ribadisco, IN MANIERA ASSOLUTAMENTE LEGALE, da chi è più stupido a chi è più intelligente, per il sistema economico globale, ciò è soltanto un bene, un bene comune.

Ed allora, non demonizziamo il denaro, non se lo merita, e ricordiamoci sempre ciò che diceva il grande Groucho Marx:

“Ci sono un sacco di cose più importanti del denaro …

… ma costano un sacco di soldi”.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro