Grasso: excusatio non petita …

Grasso: excusatio non petita …

 

Se un detto latino, nato in epoca medioevale, è arrivato intatto ai giorni nostri, significa proprio che sottintende una grande verità!

La citazione “Excusatio non petita, accusatio manifesta”, ossia: scusarsi prima di essere stato accusato di un fatto equivale ad auto-incolparsi, può infatti propriamente essere utilizzata oggi per descrivere il comportamento del nostro Presidente del Senato, Pietro Grasso, riguardo all’ormai nota “costituzione di parte civile” al processo che vede, fra gli altri, imputato anche Silvio Berlusconi.

Che questa scelta sia assurda e fuori luogo è talmente evidente a tutti che non occorre neppure venga argomentata.

Non basta infatti far notare come una decisione di questo genere non sia mai stata presa in tutta la nostra storia repubblicana, l’assurdità risiede soprattutto nel fatto che essa arriva dopo che il “Consiglio di Presidenza” aveva espresso parere contrario a riguardo.

Se la decisione fosse stata presa “autonomamente” da Pietro Grasso, perché far esprimere con un voto, risultato poi contrario, un organo come il Consiglio di Presidenza?

E’ semplicemente inusuale (uso un eufemismo) attendere la votazione di un “Consiglio” e poi “singolarmente” prendere la decisione opposta.

Come vi sentireste se faceste parte di un “Consiglio” chiamato ad esprimervi su un fatto e poi ascoltare il vostro Presidente che praticamente dice: “Non mi importa assolutamente nulla della vostra opinione tanto decido io!”. Vi sentireste di appartenere ad un organismo democratico?

Ma non ci si ferma qui, dopo l’assurda decisione, infatti, Pietro Grasso è andato in confusione totale inanellando una gaffe dopo l’altra.

Dice, ad esempio, che la sua decisione “può comunque sempre essere revocata da un voto dell’Aula”!!!

Ma avete capito???

Prima si riunisce il “Consiglio di Presidenza” che esprime parere contrario, poi lui prende una decisione “autonoma” contraria, ed è talmente democratico da dire che il voto dell’Aula potrebbe revocare la sua scelta.

Scusi Presidente, ed allora perché non sentire direttamente il parere dell’Aula? In democrazia, se nessuno glielo ha ancora detto, si fa così!

Ed ancora, ma il “Consiglio di Presidenza” che razza di organo è? Se le dà ragione, va bene, altrimenti non conta nulla?

Siamo proprio in una bellissima “democrazia”, i nostri Padri costituenti si staranno rivoltando tutti nella tomba.

A questo punto, però, non è ancora chiaro il motivo del titolo che ho voluto dare all’articolo, perché il meglio, come nei migliori film, deve ancora venire.

Il Presidente del Senato, Pietro Grasso, infatti, senza che alcuno lo abbia incalzato in merito, si sente in dovere di precisare che “Non sono un vigliacco” e “Ho deciso da solo”.

Ed eccoci così alla “Excusatio non petita …” cioè al sentirsi in obbligo di doversi discolpare da un’accusa che nessuno gli aveva rivolto (anche se qualcuno lo poteva aver pensato), e cioè che quella decisione gli sia stata suggerita da qualcuno “un po’ più in alto di lui” (anche sotto il profilo altimetrico).

Ma possibile che dopo vent’anni la sinistra non abbia ancora imparato che infierire ed accanirsi contro Silvio Berlusconi sia la maniera migliore per fare aumentare i consensi al Cavaliere?

Sembrava una lezione che, con l’avvento di Renzi, avesse appreso, ed invece, quel “vetero” modo di pensare, quel ritenere “nemici da abbattere” tutti coloro che la pensano diversamente, sembra proprio connaturato in una classe politica che ha portato l’Italia in quella tragica situazione nella quale tutti noi oggi ci dibattiamo.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro