Il voto in Francia è uno schiaffo all’Europa

Tolgo immediatamente ogni dubbio, la destra di Marine Le Pen non è la via giusta per uscire dall’euro, è l’altra faccia di Syriza in Grecia, è cioè la risposta nazional-statalista, e quindi sbagliata, alla perdita di sovranità.

Non si esce dall’euro per “rinchiudersi” all’interno dello Stato nazionale, ma per “aprirsi” al mercato globale con le proprie forze e le proprie peculiarità nazionali.

In Francia, Paese nazionalista per eccellenza, non si sono mai affermati né movimenti o partiti politici indipendentisti, né liberisti in senso stretto, ma non si è neppure sviluppata una socialdemocrazia del tipo “nordeuropea”.

Queste elezioni amministrative hanno confermato come oggi i nostri “cugini” (ma molto alla lontana) stiano sbracciandosi in maniera scomposta anziché nuotare con stile per uscire dalle acque turbolente in cui si dibatte oggi l’Europa.

Ed allora deve fare estrema attenzione Salvini ad esultare per il successo degli “antieuropeisti” francesi, non si può arrivare a dire “chiunque mi aiuti a combattere il nemico diventa mio alleato” occorre essere estremamente chiari fin dall’inizio ed evitare qualunque fraintendimento: il Fronte Nationale non è la risposta giusta alla sacrosanta esigenza di tornare ad avere la sovranità monetaria.

La sola cosa che si può dire è che più ai “signori” di Bruxelles arrivano i segnali dell’insofferenza dei popoli europei e più, si spera, si accorgano che la strada imboccata non porta da nessuna parte e capiscano quindi che la moneta unica è un grossolano errore.

Certo non sono tanto ingenuo da pensare che i vari Van Rompuy, Barroso, Schultz, Draghi e tutti gli euroburocrati dicano: scusate tanto ci siamo sbagliati, ma perlomeno non potranno dire che i cittadini europei non li avevano avvisati.

Sarà solo questione di tempo, ma arriveremo al paradosso dei paradossi e cioè che il Parlamento europeo sarà composto, in maggioranza, da rappresentanti di partiti che si dichiarano apertamente antieuropeisti, e lì ci sarà da ridere.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro