Italiani! Munitevi di un salvadanaio, con la scritta “Pro Grecia”

Purtroppo ho avuto ragione, si andrà verso l’ennesimo salvataggio della Grecia con soldi europei, ora il parlamento ellenico dovrà ratificare le misure richieste nel piano di aiuti concordato con l’Unione europea ed anche gli Stati del Vecchio Continente, la cui Costituzione prevede un’autorizzazione parlamentare quando vengono “prestati” soldi ad altri Stati, dovranno fare altrettanto.

Non è ancora scontato, quindi, il “lieto fine”

Anche perché di lieto fine non si può assolutamente parlare, la Grecia è passata da Stato “assistito” a Stato “gestito”.

Beh! Sia chiaro, in fondo in fondo non cambia di molto, si tratta sempre di dare ai greci i soldi per poter vivere (o sopravvivere), semplicemente non c’è più “l’intermediazione” di un Governo ellenico.

Prima l’Europa sovvenzionava un Governo greco che distribuiva i soldi ricevuti alla popolazione, tramite pensioni e stipendi pubblici, fatto quello restava ben poco, quasi nulla per gli investimenti.

Ora si by-passa un Governo, e sarà la stessa Europa, o meglio la Troika che si reinsedierà ad Atene, incaricata di distribuire queste sovvenzioni.

Anche per gli Stati europei non cambierà nulla, si tratta sempre di tirar fuori dei soldi per finanziare il Fondo salva-stati che finanzierà il sistema bancario greco e tutte le necessità pubbliche.

Fa quasi tenerezza Salvini quando “intima” a Renzi di non sborsare nemmeno un euro dei soldi degli italiani, è ovvio che saremo chiamati a contribuire per la nostra quota parte, dai primi calcoli approssimativi si ritiene che saranno 14 o 15 miliardi di euro quelli che dovrà tirar fuori l’Italia, insomma, questo “salvataggio” costerà a ciascun italiano (neonati compresi) all’incirca 250 euro, quindi i classici 1.000 euro per la famiglia tipo, formata da padre madre e due figli.

E Renzi non ha cercato neppure di “nascondere” il fatto che l’Italia dovrà contribuire per una cifra simile, anzi, ha subito voluto giustificare la cosa sostenendo che un eventuale mancato accordo sarebbe “costato di più” agli italiani. Probabilmente, anche se non l’ha citato esplicitamente, si riferiva al fatto che una Grexit avrebbe fatto aumentare lo spread e quindi gli interessi che paghiamo sul nostro debito pubblico.

Il nostro Premier ha voluto inoltre aggiungere che si tratta di una cifra spalmata su tre anni, quindi italiani, non allarmatevi, dovete solo munirvi di un salvadanaio sul quale apporre la scritta “Pro Grecia” e mettere dentro 1 euro al giorno per i prossimi tre anni.

Cosa volete che sia un euro, si tratta di rinunciare a meno di un caffè al giorno.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro