La burla degli 80 euro

Trovate oggi, sbandierato da tutti i media, che gli 80 euro di Renzi faranno aumentare i consumi degli italiani in quest’anno di 3,1 miliardi e questo naturalmente viene visto come un toccasana per l’economia del nostro Paese.

Ovviamente è una burla.

E purtroppo Confesercenti si è prestata al gioco anche se sanno che ai loro associati arriveranno briciole assolutamente insufficienti per cercare di uscire da questa drammatica situazione che poco alla volta soffoca tutta la nostra economia.

Ed è anche molto facile spiegarne le ragioni.

Come tutti sappiamo la “manovra” dovrebbe valere circa 10 miliardi, 80 euro al mese per 12 o 13 mesi (se valgono anche per la tredicesima mensilità) per circa 10 milioni di italiani.

A parte che nessuno ha parlato di una possibile incostituzionalità del provvedimento, non si capisce, infatti, perché due persone che hanno lo stesso reddito lordo debbano avere un importo netto disponibile diverso perché uno è lavoratore dipendente e l’altro no! Oppure perché uno è pensionato e l’altro no! Ma questi argomenti per la stampa italiana sono quisquilie visto che non se ne parla.

Sorvoliamo pure noi, riprenderemo questi aspetti in prossimi articoli.

Torniamo quindi ai consumi. Visto che per il 2014 un terzo dell’anno era già passato rimangono quindi due terzi, cioè 6,66 miliardi, mettiamoci anche la tredicesima e facciamo cifra tonda a 7 miliardi.

Secondo questo sondaggio di Confesercenti-Swg dei 7 miliardi erogati con il bonus 3,1 finiranno in consumi, 1,2 andranno in risparmio e 1 miliardo verrà utilizzato per saldare vecchi debiti, ed allora dato che 3,1+1,2+1 fa 5,3 ne devo dedurre che del miliardo e settecento milioni che avanza per arrivare a 7 gli italiano non abbiano ancora deciso come utilizzarli.

Ammettendo che l’indagine sia veritiera tutti i media pongono l’enfasi sull’aumento dei consumi per 3,1 miliardi, come se questo risolvesse i gravissimi problemi che sta attraversando il settore del commercio.

E’ ovvio che per uno che sta morendo di sete una goccia d’acqua sembra un bicchiere, ma non sarà quella goccia a salvarlo. Anche perché nella realtà quella goccia d’acqua non c’è!

Quegli 80 euro, da un punto di vista economico, non sono altro che una partita di giro, domandiamoci infatti:

Da dove arrivano quei soldi?

Arrivano dall’aumento della Tasi, delle ritenute sui proventi da investimenti finanziari, da una miriade di tasse balzelli, d’altronde se il fiscal compact non solo ci vieta di aumentare il debito, ma ci impone di diminuirlo, è chiaro che se non c’è il mago Silvan che moltiplica i soldi, gli stessi verranno presi in qualche modo agli italiani e poi redistribuiti, quindi, come dicevo, una partita di giro.

Gli italiani, in parole ancora più semplici, nel loro complesso non saranno diventati più ricchi, se 10 milioni di loro avranno in totale 6,7 miliardi in più, gli altri, disporranno di 6,7 miliardi di meno e ridurranno i loro consumi di conseguenza!

Al limite, ma questo è un altro discorso, potrebbe essere ritenuta da alcuni una manovra corretta da un punto di vista sociale, come anticipato, però, personalmente non mi trovo d’accordo, anzi crea disuguaglianze.

Detto questo, comunque, ora ci stiamo occupando solo dell’aspetto economico della manovra e, ripeto, sotto questo punto di vista, o stiamo aumentando il nostro debito pubblico, in barba agli accordi stipulati in ambito europeo sulla riduzione dello stesso, oppure stiamo togliendo ad alcuni per dare ad altri, senza creare né un posto di lavoro, né un euro di ricchezza.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro