La libertà … costi quel che costi

Dalla comparsa degli Stati nazionali ci sono sempre stati ampi dibattiti in particolare su due concetti, che vengono spesso accomunati: la libertà e la democrazia.

Eppure questi due termini, così usati ed abusati sono molto differenti, soltanto una cosa li unisce: sono entrambi utopici.

La democrazia, infatti, è facilmente definibile, tutti conoscono l’etimologia greca: demos=popolo cratos=potere mentre la libertà no!

Quante definizioni di libertà abbiamo?

Ed allora dobbiamo rassegnarci e riconoscere quel che diceva Oriana Fallaci: “La libertà in assoluto non esiste, non è mai esistita, non può esistere. Anche se bisogna comportarsi come se esistesse e cercarla. Costi il prezzo che costi”

Ed è proprio nel finale “Costi il prezzo che costi” che si deve ragionare.

Che cosa è un “Costo”?

Un costo è una privazione. E’ quindi un concetto che ha un senso finché esiste qualcosa di cui ci si può privare.

E quando non rimane più nulla di cui ci si possa privare non ha più senso il concetto di costo.

Ci si deve chiedere allora se ha un senso lottare e pagare il prezzo più alto per … un’utopia.

La risposta non può essere che: sì! Costi quel che costi.

Ah! dimenticavo, e la democrazia?

Beh, la democrazia è un bene troppo prezioso perché possa essere dato al popolo.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro