La senatrice Finocchiaro, semplicemente vergognosa!

“Millenium”, il nuovo talk show targato Rai 3, trasmissione di informazione ed attualità fortemente voluta dal nuovo direttore Andrea Vianello, nella puntata di mercoledì scorso si è occupato, fra le altre cose, della situazione del turismo in Italia, con un focus particolare sulla Sicilia.

Una giornalista è stata inviata per un reportage dall’isola nei “posti di Montalbano”, ossia in quelle zone della Sicilia nelle quali viene girata la celebre serie televisiva con protagonista il personaggio nato dalla fantasia di Camilleri.

In un servizio che tendeva a denunciare le carenze dell’isola in fatto di trasporti pubblici, l’inviata di Rai 3, anche se solo per pochi secondi ha mostrato delle immagini che dovrebbero indignare ogni cittadino italiano.

Casualmente, infatti, sullo stesso volo Alitalia proveniente da Roma nel quale si era imbarcata la giornalista Rai, aveva viaggiato la Senatrice e Capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro che, essendo nata a Modica, è originaria proprio di quelle zone nelle quali viene girata la fiction.

Ebbene cosa  c’è di tanto scandaloso? Sarà ritornata a casa per godersi le meritate vacanze dopo un periodo così pieno di impegni come il tour de force che l’ha vista protagonista per far approvare in tempi record la riforma del Senato.

Certo! Nessuno vuole togliere alla Senatrice del Pd il diritto alle meritate vacanze soprattutto dopo un periodo così gravoso, e stressante, la cosa vergognosa, però, è che all’aeroporto di Catania, per accompagnarla presumibilmente a casa sua, c’era un’auto di Stato (non posso dire un’auto blu solo perché era grigia), una fiammante Alfa Romeo 166 sulla quale hanno preso posto la Finocchiaro e gli uomini della scorta.

Uno spettacolo vomitevole.

Uno sberleffo, un insulto, un’offesa agli italiani che stanno soffrendo come mai per una crisi che sta portando parte della popolazione verso la miseria.

La cosa è ancor più ributtante visto che la stessa Senatrice Finocchiaro è pluri recidiva.

Ricorderete tutti, infatti, lo scandalo scoppiato un paio d’anni or sono quando il settimanale “Chi” pubblicò fotografie che ritraevano tre uomini della scorta che spingevano il carrello della spesa della Senatrice Pd all’interno di un grande magazzino Ikea.

Personalmente oltre a pubblicare due articoli ripresi da altre testate, scrissi un mio pezzo “indignato” dopo aver saputo le motivazioni che avevano portato alla decisione di fornire una scorta e soprattutto dopo le puerili e ridicole giustificazioni addotte dalla stessa Finocchiaro.

In pratica nel lontano 2008, ben sei anni fa quindi, il Partito Democratico aveva candidato la Finocchiaro per le elezioni del Governatore della regione Sicilia. Lo Stato, a mio avviso in maniera sconsiderata, aveva per questo deciso di fornire una scorta alla Senatrice, neanche fossero elezioni nella Regione di Medellin.

Ma comunque, avete già capito, questo è solo l’inizio, perché come noto la Finocchiaro non solo non vinse quelle elezioni, ma venne umiliata riuscendo a racimolare soltanto la metà dei voti del suo antagonista, Raffaele Lombardo.

Era già un assurdo che lo Stato sperperasse denaro pubblico per fornire la scorta alla Senatrice Finocchiaro durante la campagna elettorale in Sicilia e la logica avrebbe fatto ritenere che lo spreco cessasse all’indomani della tornata elettorale.

Evidentemente non è andata così, visto che, come detto, lo “scandalo dell’Ikea” è del maggio 2012, quindi ben quattro anni dopo le famigerate elezioni.

Perché lo Stato italiano continuava a sperperare denaro pubblico per questa ridicola ed inutile scorta? Secondo la stessa Finocchiaro, intervistata all’indomani dello scoppio dello scandalo Ikea, perché “è stata confermata dal Ministero dell’Interno” una risposta che fa ribollire il sangue nelle vene tanto è il disprezzo mostrato verso i cittadini.

Subire l’arroganza e la protervia del potere è atroce.

Ma non basta ancora, la Senatrice aggiungeva che avere “la tutela” (anche il mancato uso del termine “scorta”, nel contesto, risulta quasi offensivo), per lei era una scocciatura in quanto era obbligata ad avvertire le Forze dell’Ordine, e quindi essere accompagnata (dalla scorta naturalmente) in tutti i luoghi pubblici da lei frequentati.

Vabbè, la sfrontatezza non ha limiti, ma avevo dato per scontato che dopo lo scandalo Ikea la Senatrice del Pd avesse avuto quella minima sensibilità che l’avrebbe portata a rinunciare alla scorta. Si fa tutt’ora un gran parlare di spending review al punto che un cittadino “normale” dà per scontato  che, almeno su queste cose basilari, siano stati ridotti sprechi e sperperi che ci riportano all’epoca feudale.

Evidentemente NO!

Evidentemente la nostra classe politica, o meglio la Senatrice Finocchiaro, perché non è giusto far di ogni erba un fascio, viste le immagini trasmesse dal programma televisivo di Rai 3, continua a godere in maniera sprezzante di privilegi inaccettabili incurante delle sofferenze che comportamenti come i suoi procurano alla popolazione italiana.

Personalmente, sapere che una parte delle tasse da me pagate e derivanti dalla fatica del lavoro siano utilizzate per scarrozzare in giro per l’Italia la Senatrice del Pd è una cosa che mi fa ribrezzo, ed è un insulto ancor maggiore essendo lei esponente di un Partito che era l’emblema stessa della classe lavoratrice più umile e popolare, quello che una volta era veniva identificata con il termine di proletariato.

Ed allora non mi resta che concludere con una domanda.

“Scusi Senatrice Finocchiaro, forse la mia domanda le potrebbe sembrare retorica, ma lei, conosce il termine, VERGOGNA?”

Evidentemente, NO!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro