L’ultima barzelletta di Renzi è la più spassosa di tutte

Raramente mi era capitato di ridere così di gusto leggendo la dichiarazione di un politico, ma mi sono letteralmente spanciato sentendo Renzi annunciare che nel prossimo consiglio dei Ministri verrà varato un provvedimento che prevede il licenziamento “entro 48 ore” del dipendente pubblico che non dovesse trovarsi sul posto di lavoro pur risultando regolarmente timbrata la propria presenza, altrimenti a pagarne le conseguenze saranno i dirigenti inadempienti.

Verrebbe da chiosare: “Renzi surclassa Brunetta”!

Il povero capogruppo alla Camera di Forza Italia, quando era Ministro della Pubblica Amministrazione e l’innovazione, fu letteralmente, mediaticamente lapidato quando volle introdurre l’obbligatorietà della visita fiscale nel caso di assenza del dipendente pubblico anche per un solo giorno.

L’uscita di Renzi, invece, non può neppure essere definita una battuta, è una vera e propria barzelletta, visto il personaggio non c’è da stupirsi, tuttavia forse sarebbe bene che il nostro Premier capisse, una buona volta, che a tutto c’è un limite, anche alle stupidaggini.

La cosa peggiore, però, come sempre, è il nostro sistema dell’informazione, che anziché farsi due risate per quanto detto da Renzi si mette a discutere come se si trattasse di una cosa seria.

Eccovi una breve sintesi dei titoli dei giornali: Renzi: “Licenziamenti in 48 ore per i fannulloni della P.a.” (Repubblica) – “Pugno di ferro contro gli assenteisti nella Pa. Renzi: “Dovranno essere licenziati in 48 ore” (La Stampa) – “Renzi: contro i fannulloni della Pa licenziamenti «entro 48 ore»” (Il Sole 24 Ore) e così via …

Capite dove sta il ridicolo? La nostra stampa nazionale tratta la boutade di Renzi come se fosse una cosa seria!

Ed allora scusate, cari lettori, ma siamo in Italia o su Marte? Ve lo immaginate in Italia il Dirigente di una qualsiasi Amministrazione Pubblica che cerca un dipendente e non trovandolo in ufficio, si attiva immediatamente per capire dove sia? Magari si è recato al bagno, o si è assentato momentaneamente per esigenze di servizio, oppure è in ferie o in permesso. Ma questo fantomatico Dirigente non molla, continua le sue indagini, e dopo aver sentito l’Ufficio del personale, ascoltato tutti gli altri colleghi, informatosi con un tecnico per sapere se quella mattina sia stato “strisciato” il cartellino del dipendente all’entrata (ammesso e non concesso che si possa avere quel dato in tempo reale). Insomma dopo che il Dirigente ha perso l’intera giornata per fare tutte queste verifiche, giunto alla conclusione che il badge è stato “passato”, ma il dipendente non è sul suo posto di lavoro, ebbene dopo tutto questo il dirigente cosa fa?

ENTRO 48 ORE?!?!?!?!?

Lo licenzia!!!

Come? Per sms? Visto che non c’è neppure il tempo di inviare una raccomandata al dipendente? E su questo sms cosa scrive? “Sei fuori!” come Briatore nella storica ed indimenticabile trasmissione The Apprentice.

Ma dai!!! Ma come si fa solo a prendere minimamente in considerazione una colossale frottola come quella detta da Renzi?

E soprattutto, come mai non c’è in Italia un solo giornale che scriva a caratteri cubitali che Renzi ha sparato una panzana mostruosa!

Perché in Italia è rimasto solo Finanza In Chiaro a dire senza mezzi termini che noi italiani con un cervello ancora funzionante non possiamo più accettare di essere presi così per i fondelli?

Ed il bello è che chi spara la sciocchezza del “licenziamento in 48 ore”, ossia Renzi, è colui che accusa gli avversari politici di essere “populisti”, proprio lui!!! Ma con che faccia!!!

Allora torniamo seri!

Tutti, ma proprio tutti sappiamo perché Renzi adesso se ne venga fuori con questa barzelletta del licenziamento in 48 ore, ovviamente lui sa perfettamente che nessuno mai verrà licenziato per non esser stato sul luogo di lavoro o per aver finto di esser malato. Il PD è innegabilmente il partito dei pubblici dipendenti, ma questa cosa dell’assenteismo, soprattutto in momenti di crisi come quello attuale, è diventata insopportabile per la gente che davvero lavora, ossia gli autonomi e quelli del settore privato. Ed allora, da un lato il Premier strizza l’occhio ai dipendenti pubblici facendogli capire che nessuno li toccherà e potranno continuare a fare come hanno sempre fatto, mentre dall’altro finge di essere un fustigatore del malcostume italiano, oltre che naturalmente un riformatore e rottamatore.

Ma attenzione, cari lettori, perché adesso forse vi stupirò, personalmente infatti sostengo che sia nell’interesse generale dell’Italia che molti dipendenti pubblici non si rechino sul posto di lavoro pur essendo regolarmente retribuiti, cioè, in altre parole, per il nostro Paese è un bene che se ne stiano a casa propria o vadano al bar o al mercatino del quartiere.

Non è un paradosso! E’ la verità!

Innanzitutto riducono il problema del traffico e dell’inquinamento, prendessero l’auto per recarsi al lavoro li aggraverebbero, e poi andando al bar o al mercato, anziché rimanere rintanati in uno squallido ufficio, fanno girare di più l’economia aumentando i consumi.

Sì, mi direte, però riducono l’efficienza della Pubblica amministrazione.

Assolutamente no!

Sappiamo tutti infatti che se in un ufficio pubblico ci stanno due persone, al massimo c’è lavoro per uno solo e nemmeno per tutta la giornata, per cui che ci stanno a fare due persone? Per farsi compagnia? Per chiacchierare?

Molto meglio che a turno uno stia a casa, quindi oggi stai a casa tu ed io timbro il cartellino anche per te, e domani starò a casa io e tu timbrerai il cartellino anche per me.

Va bene così!

Siamo in Italia!

Non in un Paese serio!

C’è Matteo Renzi Presidente del Consiglio.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro