L’ultima di Renzi

Spesso, si dice, che per un politico la comunicazione è tutto. Mi piacerebbe credere che coloro che ricoprono incarichi pubblici di rilievo ed in particolare chi è chiamato a guidare un Paese abbia ben chiaro “ciò che occorre fare per il bene comune” piuttosto che “come saperlo comunicare” all’opinione pubblica.

E’ noto, però, che, soprattutto nelle cosiddette “democrazie occidentali”, i voti si conquistano più con la forma che non con la sostanza. E dato che tutti i politici, da che mondo è mondo, promettono più di quanto saranno mai in grado di mantenere, ecco che ricorrono ad una serie di espedienti per risultare più “credibili” agli occhi dell’opinione pubblica.

Avevo già sottolineato come il nostro Premier, Matteo Renzi, avesse spudoratamente copiato lo stile di comunicazione di Obama, anche, e soprattutto, nei suoi aspetti più criticabili. Notate, ad esempio, quando parlano in pubblico, la testa continua a ciondolare da destra a sinistra e lo sguardo non si ferma mai verso la telecamera che li riprende frontalmente. In questo modo si trasmette una sensazione di titubanza ed incertezza, pare infatti che chi sta pronunciando il discorso non abbia il coraggio di guardare negli occhi il proprio interlocutore. Non è così che si risulta più “credibili”.

Ma ora Renzi si è spinto oltre, e quando ha esposto il suo piano per la scuola (sul quale è meglio stendere un velo pietoso) egli ha più volte utilizzato il termine “i politici” con quella accezione negativa che la gente comunemente attribuisce alla categoria, come se lui non ne facesse parte, come se lui fosse un corpo estraneo, una persona chiamata chissà da dove per risolvere gli annosi problemi che il nostro Paese si trascina da decenni.

Mi scusi sa, Presidente, ma lei l’ultima cosa che può fare è chiamarsi fuori, lei, nonostante la giovane età, è un politico di lungo corso ed ha sempre navigato in quel brodo.

Non può ora bellamente parlare dei “politici” in senso dispregiativo come un qualsiasi italiano al bar, non può togliere al popolo perlomeno questo “diritto al mugugno” nei confronti dei maggiori responsabili dell’attuale situazione di crisi in cui versa il nostro Paese.

Quando parla dei “politici” come di una categoria alla quale lei non appartiene deve ricordarsi che oltre ad essere Presidente del Consiglio è contemporaneamente Segretario di un partito politico, non solo quindi lei è un uomo politico, ma ne è l’archetipo.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro